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Recensione 'Sto bene è solo la fine del mondo' di Ignazio Tarantino - Longanesi




Titolo: Sto bene. E' solo la fine del mondo
Autore: Ignazio Tarantino
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione:15 maggio 2013
Pagine: 300
Prezzo: 14.90 €
Versione e-book: 9.99 €
Trama: "It's the end of the world as we know it (and I feel fine)" cantavano i R.E.M. alla fine degli anni Ottanta e con loro tutti gli adolescenti di quel periodo. Tutti tranne Giuliano, per il quale la libertà di poterla cantare a squarciagola è stata una difficile conquista. Giuliano è l'ultimo nato di una numerosa famiglia meridionale. Sua madre, Assunta, è una donna mite e devota che ha annientato se stessa per occuparsi dei figli. Il padre è un depresso cronico, che sfoga in modo violento la sua frustrazione. Un giorno Assunta accoglie in casa due sconosciuti in abiti eleganti che, annunciandole l'imminente giudizio di Dio, le promettono la felicità e la salvezza eterna destinate agli "eletti". L'ingresso di Assunta in seno alla "Società" porterà a drastici cambiamenti nella sua vita e in quella dei suoi figli, costretti loro malgrado a condividerne la scelta. Soprattutto Giuliano, combattuto tra il desiderio di assecondare le imposizioni e le manie religiose di una madre sempre più ossessionata dal peccato e il tormento che gli procura una vita di privazioni incomprensibili: l'isolamento a scuola, un amore soffocato e vissuto come colpa da nascondere, le sue giornate non più scandite da feste, partite di pallone o gite al mare ma dalle cupe assemblee nella "Sala del Regno" e dal servizio di testimonianza porta a porta.

Voti:
Trama  8
Personaggi  8

Stile  9
Incipit  7
Finale  8
Copertina  9
Voto complessivo  8.1


Non è semplice recensire questo libro. Non è semplice cercare di entrare nella testa di una persona (di tante persone) che accettano che la loro religione li privi di tante, troppe cose; che limiti la loro libertà, la loro vita, i loro affetti. Non è semplice, ma devo farlo.
Giuliano Flavio (ma basta anche solo Giuliano !) è il sesto di sei fratelli: Giulia, Caterina, Ivo, Lorenzo e Maria. Ed è figlio di Assunta e Valerio.
Vive con la sua famiglia in una vecchia casa in affitto, circondato dall'amore della madre che lo ha voluto a tutti i costi e dal padre, che picchia, beve, urla e bestemmia.
La vita di Giuliano ha un punto di rottura, quando lui ha 6 anni e, un giorno qualunque, dei testimoni di Geova si presentano alla porta di casa sua e, complice la debolezza della madre, costantemente sottoposta ai soprusi del marito, instillano in lei l'idea della vita eterna, della salvezza. E da qui, parte tutto: il cambiamento della madre, che decide di aderire alla Società e porta con sé i suoi figli. Intraprende un percorso che la porterà a tutto ciò che noi, sommariamente, conosciamo: i peregrinaggi porta a porta per diffondere la parola, il rifiuto delle trasfusioni di sangue, un certo codice nell'abbigliamento e nello stile di vita
Le palestre erano il territorio del male, lo sport un cancro mascherato da nobile passatempo, le gonne sopra il ginocchio facevano parte delle tentazioni carnali, i video musicali erano un'aberrazione infernale, i testi delle canzoni dei Beatles erano satanici, il bikini produceva pensieri licenziosi.
Giuliano, come i suoi fratelli più grandi, si troverà, suo malgrado, coinvolto in uno stile di vita che sente non appartenergli. Si troverà a dover rinunciare a tutto ciò che per lui, sino a quel momento, era stato normale: le gite coi compagni di scuola, i lavoretti di Natale, l'albero, il presepe, le feste di compleanno, lo sport...
Tutto ciò che per i suoi compagni è quotidianità, per lui è peccato, perché la Società lo vieta.
Di tutti i suoi fratelli, Giuliano è quello che, anche se solo interiormente, manifesta sempre più dubbi e perplessità relativamente alla scelta della madre. E' quello che, davanti ad un mini completo beige con tanto di cravatta e valigetta storce il muso e chiede di non indossarlo; anche se poi lo fa, per non scontentare la madre. E' lui che, durante gli anni delle superiori, conosce Sara e comincia a vivere una doppia vita, Dottor Jekyll e Mister Hide, come dice lui stesso: da una parte, l'adolescente alla sua prima cotta, che cerca di nascondere la sua vita reale alla ragazza che gli piace; dall'altra, il membro della Società che fa di tuto per non contravvenire alle regole.
Il secondo punto di rottura nella vita di Giuliano si manifesta quando suo fratello Ivo viene colpito da una fucilata e, arrivati in ospedale, tutti si rifiutano di firmare i moduli per la trasfusione di sangue che gli salverebbe la vita. Da lì, Giuliano decide che la sua vita deve essere dedita al divulgamento della parola, a cercare di salvare anime e abbandona tutto, anche Sara.
Andando avanti nella sua missione, però, Giuliano si renderà conto delle molte incongruenze della sua religione, delle contraddizioni che la contraddistinguono e, alla lunga, riflettendo e studiando, decide di lasciare la Società.
<>Con questa dichiarazione cominciò la mia vita da reietto.
Ecco cosa accade a chi decide di lasciare, di tornare alla vita di sempre, agli amici, alla musica, alla gente. E questo è ciò che succede anche a Giuliano: la sua famiglia lo isola, gli rivolgono appena la parola.
Come ho detto, è un libro difficile da commentare, da giudicare. L'argomento religione è qualcosa di troppo personale per poter dire questo è giusto, quello è sbagliato.
Di sicuro, una sensazione che si prova durante tutta la lettura è lo sgomento per ciò che la Società impone ai suoi fedeli: regole assurde, divieti, lavaggi mentali.
Una certezza che ho avuto durante tutta la lettura e che ha trovato conferma nelle ultime pagine, è che si trattasse di un romanzo autobiografico. Troppi dettagli, troppi particolari, troppa precisione nel descrivere certe sensazioni. Sono emozioni che non si possono descrivere se non si sono provate sulla propria pelle. E infatti,
Ho  scelto l'artificio letterario del racconto autobiografico di Giuliano per rendere più efficace una vicenda che mi sembrava importante rendere nota. Alcuni fatti raccontati da Giuliano li ho vissuti direttamente, altri li ho osservati da vicino. Avrei potuto scrivere questa storia anni fa, subito dopo la mia espulsione, ma non mi sentivo pronto.
E' la prima opera di questo autore e, sinceramente, lascia l'amaro in bocca: pensare che, ancora oggi, una madre è in grado di rinnegare un figlio in nome di un Dio è qualcosa di assurdo; pensare che una religione debba privare una persona delle sue idee e della sua libertà, è qualcosa di difficile da digerire. Credo che Tarantino abbia fatto bene a scrivere questo romanzo, a parlare di ciò che ha dovuto vivere, perché è giusto che la gente sappia, che possa essere libera di decidere cosa fare della propria vita.
L'autore: Ignazio Tarantino è nato a Monopoli e vive a Firenze, dove lavora nel campo dell'arte contemporanea.
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