martedì 26 gennaio 2021

Recensione 'La baronessa del ghiaccio' di Nicole C. Vosseler - Beat Edizioni

 

LA BARONESSA DEL GHIACCIO || Nicole C. Vosseler || Beat || 26 novembre 2020 || 317 pagine

Russia, 1822. Quando Katja nasce, sua madre non vive abbastanza a lungo per guardare nei suoi occhi blu ghiaccio. La bambina, che deve la sua sopravvivenza solo all’ingegno di un nonno affettuoso, trascorre l’infanzia a prendersi cura dello scontroso padre e dei suoi quattro fratelli. Li accudisce tutti con pari dedizione. A occupare un posto speciale nel suo cuore è, però, soprattutto Griša, il fratello con cui condivide un dono segreto. Se Katja, infatti, sa ascoltare la «voce» del ghiaccio, riuscendo a coglierne crepitii e scricchiolii, sussurri, sospiri e gemiti, Griša riesce a capire quando arriverà la pioggia o quanto tempo può durare un periodo asciutto. Nati e cresciuti in povertà, i due fratelli sono servi della gleba, legati, assieme alla terra che coltivano, al loro padrone. Una vita che a Griša, giorno dopo giorno, sta sempre più stretta. Una notte, seguito da Katja, il giovane si lascia alle spalle la fattoria e il lembo di terra su cui sono cresciuti, per dirigersi a San Pietroburgo. La loro fuga, tuttavia, li condurrà ben più lontano. Prima in Norvegia, dove per diversi anni troveranno ricovero presso la casa dell’islandese Silja Guðmundsdóttir, poi ad Amburgo, dove assieme a Thilo e Christian Petersen, gli ambiziosi figli di un droghiere, fonderanno una società commerciale, mettendo a punto un audace piano per fare fortuna: prendere il ghiaccio dai laghi gelati del Nord per trasportarlo e venderlo nel caldo Sud dei Caraibi. Primo volume di una saga familiare, "La baronessa del ghiaccio" è una storia di riscatto sociale e avventura che, dalla Russia ai mari del Nord, fino ai tropici, narra di un’epoca di grandi rivolgimenti e trasformazioni.



Katja e Griša sono due fratelli, orfani di madre, nella Russia del 1822. Figli di un servo della gleba, i due crescono dediti al lavoro, alla fatica e alla povertà.
Katja, unica femmina della famiglia dopo la morte della madre durante il parto, accudisce il padre e i fratelli con amore e dedizione.
Griša, di qualche anno più grande, sogna un futuro fatto di libertà e indipendenza. E quando, una notte di inizio estate, il ragazzo decide di fuggire, Katja lo segue.

Inizia così un lungo viaggio attraverso il quale l'autrice ci accompagna nella vita e nel cuore di questi due fratelli, pronti ad affrontare la fame, il freddo e la paura, pur di rimanere insieme ed essere liberi.

Katja e Griša, attraversando campi aridi e terre fangose, dovranno nascondersi dagli orsi e procacciare il cibo, finché non saliranno su una nave che li porterà, non senza peripezie, sulle coste norvegesi.
Abbandonati a loro stessi, senza soldi né cibo, con addosso pochi stracci, i due troveranno rifugio in casa della vedova islandese Silva Guõmundsdóttir, dove, per qualche anno, Katja troverà quell'accoglienza familiare e quell'amore materno che non aveva mai conosciuto; nel frattempo, durante l'estate, Griša viaggerà a bordo delle baleniere.

La baronessa del ghiaccio è un romanzo introduttivo e, come tale, si dilunga molto in descrizioni e racconti "accessori" che servono al lettore per familiarizzare con personaggi che ritroverà nei volumi successivi.
Questa scelta e lo stile dell'autrice, che risulta un po' freddo, rendono difficile affezionarsi a Katja e Griša.

Rimangono in disparte, quasi relegate in un angolo, le capacità dei due ragazzi: di Katja sappiamo che è in grado di "sentire" la voce del ghiaccio, mentre il fratello è in grado di prevedere l'arrivo della pioggia e la sua durata.
Queste due peculiarità ci vengono descritte all'inizio del romanzo e, ogni tanto, tornano a galla, ma non trovano mai una vera e propria collocazione all'interno della trama, togliendo alla storia quel pizzico di magia che avrebbe potuto rendere l'insieme sicuramente più affascinante.

Nel complesso, si tratta di un romanzo storico particolare, che affascina soprattutto grazie alla descrizione dei luoghi, sicuramente particolari e desueti nel panorama di questo genere letterario.
Una storia che si legge facilmente, che scorre in maniera lineare, senza guizzi eccessivi, ma senza mai annoiare.



Ringrazio la Casa Editrice per avermi fornito copia del romanzo


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