Recensione 'Il profilo dell'altra' di Irene Graziosi - Edizioni e/o

 

IL PROFILO DELL'ALTRA || Irene Graziosi || Edizioni e/o || 28 aprile 2022 || 233 pagine

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Gloria e Maia non potrebbero essere più diverse. La prima è un'influencer di appena diciotto anni che, a una prima occhiata, dalla vita ha avuto tutto quello che si può desiderare: successo, adorazione, soldi. La seconda, dopo la scomparsa della sorella minore, ha abbandonato gli studi, fa la barista ed è invischiata in una relazione disfunzionale. Spinta da una confusa ricerca di senso e indipendenza, Maia inizia a lavorare per Gloria e a esplorare le pieghe del mercato degli influencer, dove nulla è ciò che sembra. Maia e Gloria instaurano un rapporto intenso e complicato, che rende possibile a entrambe guardarsi con occhi nuovi: Maia esplora il senso di colpa e il significato del trauma, Gloria si scontra con ciò che ha sempre pensato di volere, e con la costruzione identitaria che le è stata negata nel momento in cui è diventata famosa. Amandosi sempre più intensamente, le due però non riconosceranno più cosa è dell'una e cosa dell'altra.

Ho terminato la lettura di questo libro da ormai due settimane. Solitamente, quando finisco un romanzo, mi prendo un giorno di tempo per lasciarlo sedimentare, riguardare gli appunti presi durante la lettura, elaborare bene le sensazioni provate e poi scriverne la recensione. 
Nel caso di questo libro, invece, ho avuto un blocco totale; sono arrivata all’ultima pagina e mi sono chiesta: “Cosa ho letto? Ma soprattutto, cosa scrivere a riguardo?”. 

Partiamo dal primo punto: cosa ho letto (e cosa mi aspettavo di leggere)? Immaginavo, dalla trama, di trovarmi alle prese con una storia che mi raccontasse l’altro lato di Instagram, quello fatto di influencer da centinaia di migliaia follower (e di euro sul conto in banca!). 
Quello con cui ho avuto a che fare, invece, è stata la storia di Maia, una venticinquenne vuota. Sì, vuota è l’unica parola che mi viene in mente pensando a questa ragazza che, dopo la morte della sorella, si è chiusa in sé stessa. 
Sembro insensibile, lo so, ma la spiegazione è più semplice del previsto: Maia e la sorella non sono mai andate d’accordo e non hanno mai avuto un vero rapporto, pertanto, la morte dell’una è soltanto una scusa che l’altra usa per giustificare la sua vacuità. 
Maia lascia gli studi, trascorre le giornate nell’appartamento milanese nel quale convive con Filippo, il suo compagno, un uomo col doppio dei suoi anni che la tratta come se fosse una bambina fastidiosa. 
Due sere a settimana Maia lavora in una birreria, per il resto del tempo guarda la tv mangiando caramelle gommose che poi rigurgita. 
Buona parte di questo romanzo è incentrato sulla poca personalità e sulla fisicità androgina di Maia, due cose che nulla aggiungono a una storia che già di per sé ha poco da raccontare

Capitolo Gloria. L’altra protagonista di questa storia è una ragazzina di circa 16 anni, influencer, bellissima, bravissima, ricchissima (aggiungete degli issima a caso e avrete ottenuto il prototipo!). 
Gloria ha bisogno di una non ben definita figura professionale che la affianchi ed ecco che qui entra in gioco Maia, che diventa, appunto, questa non ben definita qualcosa. 
Soprassediamo su quanto faccia ridere che una persona senza alcuna qualifica o esperienza venga assunta per ricoprire un ruolo (sempre non ben definito), presentando, per altro, un curriculum falso; e soprassediamo pure sul fatto che nessuno dell’entourage di Gloria si prenda la briga di controllare minimamente il suddetto curriculum. 
Cosa fa Maia per Gloria? La porta in giro, fa delle foto con lei, la ascolta, le ruba delle cose, parla male di lei con le colleghe di lavoro della birreria per poi idolatrarla in segreto. 

Il problema centrale e più grande di questo romanzo è che abbiamo a che fare con una storia senza alcun senso logico, con una trama totalmente destrutturata e due protagoniste che farebbero a pugni persino nel miglior romanzo del secolo, figurarsi in uno così nonsense! 

Gloria e Maia non rappresentato alcuno stereotipo, non hanno senso come individualità né tantomeno in coppia. Non funzionano, ecco tutto! 
Così come non funziona questa storia, benché, a detta di fior fior di bookstagrammer, questo sia il capolavoro dell’anno, un libro imperdibile, unico, che ci trasporta in una realtà a tutti conosciuta ma della quale si vede solo il lato dorato. 
No, mi spiace, questo libro ci trasporta solo in una sequela di episodi insulsi e noiosi, nei quali le due protagoniste si muovono tra scatti di fotografi, begli abiti, trucco perfetto, ma che nulla ci racconti ciò che è davvero il mondo degli influencer. 
Gloria è una ragazzina che emula la Ferragni (o forse, nella mente dell’autrice si tratta della stessa Ferragni, rivisitata e corretta, non so!). Al di là del successo e della bellezza che la caratterizzano, Gloria è una persona attenta all’ambiente, sempre politicamente corretta, non dice mai una parola fuori posto, non fa battute, non fuma, non beve, rispetta gli altri anche quando non le piacciono. Bello? Sicuramente sì. Credibile? Assolutamente no! 

E Maia? Credo che nelle intenzioni della Graziosi, lei dovesse rappresentare l’altra faccia della medaglia, lo specchio (sporco) di quel mondo scintillate. Spiacente, esperimento fallito. Maia è solo lo specchio sporco di sé stessa: una ragazza che nella vita non ha senso di esistere, figuriamoci all’interno di un romanzo! 

Il finale? Ridicolo è dir poco. La liberazione dell’influencer come emblema di una società che ci vuole sempre iper-connessi! 

E quindi? Se per le mie colleghe questo è stato il libro del 2022, per me rientra sicuramente tra i più insulsi mai letti (mica solo quest’anno!).





2 comments:

  1. Ok, ho amato ogni parola di questa recensione. Non ho letto il libro, in realtà non ho neppure letto molte opinioni a riguardo... Ma ora ho ancora più voglia di leggerlo. Sono sincera, non vedo l'ora di tuffarmi in questo romanzo insensato perché è sempre divertente vedere fino a che punto un libro può essere scritto male. Mi dispiace solo perché da persona che con internet ci lavora (anche se non con i social perché mi occupo di siti web) poteva essere davvero interessante leggere i retroscena del mondo influencer. Però posso sempre leggerlo per farmi due risate con Maia 😂

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    1. Se hai voglia di un libro che ti faccia vivere i retroscena del mondo degli influencer, allora ti consiglio "Tutto per i bambini" di Delphine De Vigan. Trovi la recensione anche qui nel blog!

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