Recensione 'Voglia di tenerezza' di Larry McMurtry - Einaudi


VOGLIA DI TENEREZZA 
 Larry McMurtry ・ Einaudi ・ 29 giugno 2022 ・ 400 pagine



Capricciosa, dispotica e tranchant: così è Aurora Greenway, vedova quarantanovenne di Houston, in Texas. In compenso ha capelli stupendi e un corpo che mantiene sodo cucinando in modo sopraffino e mangiando di gusto. Gli spasimanti, quindi, non le mancano, ma come scegliere tra il vicepresidente di banca impacciato, la vecchia fiamma sentimentale e il vicino che la spia con il binocolo, quando lei stessa sa che «solo un santo riuscirebbe a vivere con me, e io non riuscirei a vivere con un santo»? Di tutt'altra pasta è sua figlia Emma, una ragazza pacata e malinconica alle prese con un matrimonio sbagliato (cosa che Aurora non perde occasione di rinfacciarle). Suo marito, docente di letteratura e aspirante scrittore, dopo soli due anni ha già perso interesse nei suoi confronti, la loro vita sessuale è noiosa, le conversazioni litigiose. Forse un figlio sistemerà le cose? Non è di questo avviso sua madre, che al dolce annuncio anziché felicitarsi dà in escandescenze: chi, chi mai vorrà accompagnarsi con una nonna? La vita matrimoniale non sembra granché nemmeno per Rosie, la combattiva e instancabile donna di servizio di Aurora, che dopo ventisette anni e sette figli scopre che il marito le ha fatto un torto ben peggiore dell'occhieggiare la padrona sotto il suo naso. Bisticci, tumulti e scaramucce si smorzano nella birra e nel bourbon, fra tragicomici blackout di lucidità e giudizio.Ma una sotterranea rete d'amore lega le protagoniste, pronta a entrare in campo quando la vita colpisce più duro.

Voglia di tenerezza è stato pubblicato per la prima volta nel 1975 e, sicuramente, leggerlo adesso ne fa risaltare un po' il peso degli anni che si porta appresso.
Una storia di donne raccontata da un uomo, dove gli uomini ci vengono descritti come esseri inutili, noiosi, superflui!
Tutto il romanzo ruota attorno ad Aurora Greenway, un'affascinante vedova quarantanovenne, e al suo rapporto con la figlia Emma, ma soprattutto, con gli spasimanti che continuano a corteggiarla indefessi nonostante il suo caratteraccio!

Aurora è una donna indipendente, frivola, divertente, ma anche fastidiosa ai limiti della sopportazione. Per tutta la prima parte della storia McMurtry ci accompagna nella quotidianità di questa protagonista così sopra le righe, portando il lettore a passare, quasi inconsciamente, dall'intolleranza all'affezione nei confronti di questo personaggio così strano!
La seconda parte del romanzo viene dedicata a Emma, all'evoluzione della sua vita di mamma e del suo matrimonio.

Quello che mi ha spiazzata durante la lettura di questo romanzo, è stata l'evoluzione della storia più che dei personaggi che, tutto sommato, rimangono fermi dove l'autore li ha posizionati all'inizio del romanzo. Nessuno di loro, né Aurora né Emma né tantomeno Rosie, la domestica di Aurora, compie grandi cambiamenti, nessuno cresce davanti allo sguardo del lettore; anzi, queste tre donne sembrano volerci sfidare, dicendoci: "Guarda, ti stiamo costringendo a leggere un romanzo nel quale, apparentemente, non accade nulla! Stai leggendo una storia che ti racconta la nostra quotidianità, ma è una quotidianità normale, quasi banale, eppure tu sei qui e continui a leggere senza mai annoiarti!".
E infatti, è proprio così: nonostante per almeno due terzi del romanzo non accada nulla di eclatante, mettere giù questo libro è quasi impossibile!

Ma quando pensiamo che McMurtry ci abbia detto tutto ciò che era dicibile, ecco quel titolo, Voglia di tenerezza, trova una spiegazione. Ed è una spiegazione dolorosa, quasi straziante; una di quelle spiegazioni alle quali non si vorrebbe mai giungere, perché accadrà qualcosa che metterà al tappeto tutte le nostre donne; qualcosa che sarà impossibile combattere e che ognuna di loro tre affronterà in modo diverso: chi con sofferenza, chi con una profonda tristezza e chi, come Aurora, facendo affidamento su quell'innata capacità di prendere la vita a pugni che l'ha contraddistinta sin dalle prime righe del romanzo.

Eppure, sarà proprio lei quella che ne uscirà peggio. Anche se a noi lettori non lo farà capire, anche se il suo dolore e i suoi lividi verrano ben celati da un velo di cipria e una passata di rossetto, anche se le lacrime saranno nascoste dai suoi morbidi capelli biondi.
E sarà così che arriveremo all'ultima pagina e ci renderemo conto che le nostre, di lacrime, non hanno alcuna messa in piega dietro cui nascondersi.


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