Recensione 'Il rumore delle cose nuove'
di Paolo Genovese - Einaudi




La soddisfazione illecita di una curiosità trascina le vite di sette persone in un vortice che le avvolge, le incastra, le fa scontrare. Mentre ogni residuo di normalità viene eroso dalla forza dirompente dei segreti: alcuni piccoli, altri insostenibili, ciascuno col proprio rumore. Andrea è un fotografo, Andreina un’infermiera, e se oggi Andrea è ancora vivo è perché Andreina gli ha donato un pezzo di sé. Umberto al lavoro allevia il dolore e a casa lo infligge ad Alba, che aveva sogni semplici e ora ha smesso di sognare. Ralph di mestiere riproduce suoni, Viola è un’attrice che ha scelto di recitare anche nella vita. E poi c’è Mirko, che ha dieci anni ma fa tanto rumore. Tre famiglie, che per anni si sono sfiorate nelle strade di Milano senza conoscersi, trascorrono le loro esistenze fra rancori, bugie e momenti di felicità finché un incontro imprevisto non stravolge tutto. Allora il caos prende il sopravvento sul fragile equilibrio che le regge e rischia di spazzarle via. «Ecco il problema dei segreti: ti costringono a dei comportamenti che non vorresti mai avere».


Leggendo questo romanzo ho riflettuto su quanto i rumori siano una parte secondaria della nostra vita. Solitamente sono gli odori che ci portano a fermarci, a ricordare, a provare emozioni; a tutti noi capita di "incrociare" un profumo e fare un tuffo nel passato ! A me succede, ad esempio, con la crema Nivea che "sa di nonna" o la Coccoina che mi ricorda i pomeriggi con papà!
E i rumori? Pensateci un attimo. Anche loro sono associati a qualcosa: chi di noi, ad esempio, non è in grado di riconoscere il passo del proprio compagno sulle scale di casa? O di capire chi stia rientrando in casa dal solo modo in cui gira la chiave nella toppa? Ci sono mille rumori che siamo capaci di collegare a una persona a una situazione, eppure non ci emozionano mai quanto un odore.

Non è così per Ralph che nella vita fa il rumorista, che a ogni suono associa un'emozione e se provate a chiedergli quale sia il rumore più bello che abbia mai sentito, con lo sguardo un po' perso lui ripenserà al primo pianto di suo figlio.

Il rumore delle cose nuove è un romanzo difficile da raccontare, perché Genovese, a conferma della sua innata bravura, tesse una trama solo all'apparenza semplice ma che, dopo poche pagine, porta il lettore all'interno di un puzzle fatto di personaggi e situazioni che, a un primo sguardo, paiono non incastrarsi in alcun modo.

Sei protagonisti, tre coppie: Ralph e Viola, Andrea e Andreina, Umberto e Alba. E poi c'è il piccolo Mirko, il pezzo d'angolo di questo puzzle, quello da cui ogni cosa inizia e grazie al quale ogni legame si crea!
Ralph e Viola sono i genitori di Mirko; rumorista lui, attrice lei, si sono conosciuti in teatro, innamorati e sposati in pochissimo tempo. Lui è un buono per eccellenza, uno che il male cerca sempre di evitarlo: il suo mondo ruota attorno alla moglie e al figlio, ma da qualche tempo porta con sé un piccolo segreto, qualcosa che a Viola non riesce proprio  a dire e che, a volte, lo fa sentire in colpa perché Viola, lui ne è sicuro, non gli nasconde nulla.

Andrea e Andreina hanno in quei nomi così simili un destino che pare unirli, tanto quanto quel rene che lei ha donato a lui e che, forse, è un "per sempre" più forte di qualunque firma messa in comune.
Eppure una crepa sottile ma profonda attraversa il loro rapporto, pronta a frantumare ogni cosa al primo vacillare di uno dei due.

E infine Umberto e Alba, quella che, oggi, purtroppo, risulta essere la coppia più di attualità
Alba ha chiuso gli occhi e deglutisce in attesa che uno schiaffo le stacchi la testa dal collo.
Alba sognava tante cose: una casa, un lavoro sicuro, un marito e un figlio. Invece si ritrova a pulire scale per 4 euro l'ora, la vita rovinata per un reato non commesso, ma, soprattutto, una fede al dito che è la sua condanna.
Lei ci credeva davvero all'amore di Umberto, al fatto che lui le sarebbe stato sempre accanto, che l'avrebbe protetta da quei ceffoni che ogni tanto la vita ti riserva. E, invece, i ceffoni glieli assesta lui: se tiene il riscaldamento acceso per troppo tempo, se le arriva un messaggio da qualcuno, se non porta a casa abbastanza soldi... ogni motivo è buono per urlare, picchiare, violentare.
E lei sta lì, zitta. D'altronde, cosa dovrebbe fare? Dove dovrebbe andare? Non ha una famiglia, non ha amici e con quei 4 euro l'ora come potrebbe vivere?
Sta zitta, Alba. Sorride fuori, urla dentro.

E poi c'è Mirko, la tessera d'angolo di questo puzzle: Mirko che è stato tanto desiderato , Mirko che viene bullizzato da due gemelli, Mirko che viene salvato da Andrea.

La magia di questo romanzo consiste nello scoprire, pagina dopo pagina, in che modo ogni personaggio si incastri con gli altri protagonisti della storia.
E quando ogni pezzo del puzzle sarà al proprio posto e si avrà la visione d'insieme, quando il quadro, in tutta la sua bellezza, si mostrerà al nostro sguardo, guarderemo la scatola e noteremo che c'è ancora un pezzo, un ultimo tassello, quello che scombinerà ogni cosa, ma che, allo stesso tempo, la riequilibrerà.

Il rumore di uno schianto, il rumore di una latta di vernice gialla che cade e sparge il suo contenuto sull'asfalto, il rumore di un cuore che smette di battere, il rumore di un nuovo inizio. Il puzzle è completo: tutto al proprio posto, tutti al proprio posto.

La Libridinosa

Cosa fai nella vita? Leggo!

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