Recensione 'La principessa di Lampedusa' di Ruggero Cappuccio - Feltrinelli


 LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA
Ruggero Cappuccio
Feltrinelli
19 marzo 2024
364 pagine


Eros, passione, misteri e segreti di famiglia fiammeggiano nella personalità di Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, principessa di Lampedusa, che nel maggio del 1943 attraversa una Palermo deserta, tra le rovine provocate dai bombardamenti alleati. Beatrice riprende possesso del palazzo di famiglia: tra soffitti sfondati e librerie crollate, si riaccende il ricordo dei giorni in cui la città era meta di viaggiatori stranieri, un passato di grazia e splendore, sogni, fantasie e amori forse ancora possibili. Fuori dalle mura del palazzo, il presente si sgretola, l’Italia e l’Europa sono teatro di una guerra spaventosa, gli Alleati stanno per sbarcare in Sicilia. Il mondo sembra alla fine, ma Beatrice non si tira indietro: protegge, esorta, si espone. E il futuro? Il futuro ha gli occhi malinconici di suo figlio Giuseppe e la splendida vitalità di Eugenia, giovane appassionata di stelle e pianeti che osserva Beatrice dalla finestra di fronte. La ragazza è affascinata dalla libertà naturale e ostinata con cui la principessa si comporta; libertà che la sua famiglia invece le nega, avendola prima costretta a interrompere gli studi di Fisica e ora cercando di imporle un matrimonio combinato. Per la ragazza e per il figlio, la principessa ha in serbo progetti ambiziosi che sfidano il tempo. E mentre tesse le sue trame d’amore, con l’aiuto della gente del quartiere organizza un ricevimento al quale saranno invitati i più grandi nomi del bel mondo palermitano, dai Lanza di Trabia ai Florio, dai Valguarnera ai Moncada. Un invito spregiudicato per un ultimo ballo sotto le bombe. Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, madre dell’autore del Gattopardo, e autrice a sua volta di un’opera di cui non si sono salvate che poche pagine, diventa protagonista di questo romanzo grazie a Ruggero Cappuccio, il solo scrittore che poteva – per cultura, sensibilità, storia personale – ridarle vita.


Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, Principessa di Lampedusa, in quel nove maggio 1943 entra in una Palermo deserta. È primo pomeriggio, la città è silenziosa dopo che appena quattro ore prima 1456 bombe sono state sganciate sui tetti e sulle cupole del capoluogo siciliano.
Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, Principessa di Lampedusa, scende dalla carrozza e, sotto le macerie della sua Palermo giacciono oltre trecentosettantatré cadaveri.
Una pazzia quella di tornare a Palermo; una follia che ben si addice a quella donna così tenace, ostinata e libera.

Inizia così questo romanzo vorace, con la Principessa che, incurante delle bombe, del pericolo, della guerra, dei nemici, fa ritorno a Palermo, in quel palazzo ormai quasi distrutto che l'ha vista giovane, bella, elegante, ballare nei grandi saloni tra cristalli e quadri e tappeti preziosi.

A osservarla segretamente da una finestra c'è Eugenia, una giovane ragazza appassionata di astronomia che, con lo scoppio della guerra, è stata costretta ad abbandonare i suoi studi in quel di Napoli e obbligata a far ritorno nella casa di famiglia, soffocata da un padre che la vorrebbe sposa per interesse, segretamente innamorata di un "puparo".
Tra le due donne si instaurerà un legame fatto di affetto e protezione: Beatrice rivedrà in quella ragazza fragile e tenace al tempo stesso, spaurita ma affamata di vita, la figlia perduta tanti anni prima e cercherà in tutti modi, anche arrivando quasi all'imposizione di alcune scelte, di aiutarla a intraprendere quella strada che tanta paura le fa.
Con piccoli consigli e qualche stratagemma, la Principessa riuscirà a instradare Eugenia verso un futuro non necessariamente prestabilito secondo i canoni dell'epoca: matrimonio, figli, una casa da accudire agli occhi di Beatrice non si confanno all'indole di Eugenia e la Principessa farà in modo, come una brava madre, di far sì che la ragazza lo capisca, anche a costo di qualche sofferenza.

Tra bombe che cadono dal cielo, gli Alleati che tardano ad arrivare, i nazisti che, subodorando un'imminente sconfitta, non si fanno alcuno scrupolo, Beatrice ed Eugenia sono uniche protagoniste di una storia indimenticabile.
Attorno a loro, come in un valzer di lunga memoria, ruota un corollario di personaggi tra i quali spicca Accursio, un po' amico, un po' tuttofare, innegabilmente devoto e fedele alla Principesse che, anche nei momenti più tragici, con i suoi racconti di un passato perduto e frasi in dialetto palermitano, strappa più di un sorriso ai lettori!

La principessa di Lampedusa ci porta in quel palazzo che ha visto protagonisti i personaggi de Il gattopardo tanti anni dopo. Quel palazzo tra le cui camere semi-distrutte vivono ancora i ricordi e i fantasmi di un passato che non tornerà mai più.
Un po' labile il finale che, nel suo voler ripercorrere e chiudere un cerchio, risulta forse un po' troppo lineare, ma nulla toglie a questo romanzo che, pur basandosi, in buona parte, su personaggi d'invenzione, racconta una storia che ancora ci appartiene e rischia di far ritorno.

La Libridinosa

Cosa fai nella vita? Leggo!

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