Diario di Bordo - Giugno



La lentezza: questo è stato il leitmotiv del mio giugno! Giornate lente, un compleanno lento e delle letture lente.
Dopo anni (e anni e anni e anni...) in cui mi affannavo a leggere per stare dietro alle collaborazioni, per tenere il blog e i social sempre attivi, per essere sempre sul pezzo, mi sono dovuta arrendere all'evidenza: stavo perdendo il piacere della lettura. 
Quel rituale tanto amato, accoccolarmi in poltrona e perdermi tra le pagine di un libro, era diventato quasi un automatismo e non più un momento di gioia da rubare alle mille incombenze quotidiane.
Allo stesso modo, scrivere il mio pensiero su un libro, cercare di trasmettervi le emozioni provate, ma anche scattare una foto che rendesse merito a quelle magiche pagine, erano diventati una costrizione a cui non sono più disposta a sottostare.
E tutto questo si è ripercosso sia sulla qualità e quantità delle mie recensioni (sempre meno e sempre più risicate) che sulla mia voglia di leggere. 

E quindi giugno è diventato il mese in cui la lentezza ha avuto il suo spazio in ogni ambito della mia vita!


A dare man forte a questa mia scelta, è stata un'infilata di libri tristemente abbandonati.
Il primo a subire questa sorte, dopo appena 50 pagine, è stato "La grande fortuna" di Olivia Manning, primo volume della trilogia dei Balcani. Cinquanta pagine appena, piene di inutili descrizioni, inclusa quella di un pollo arrosto, mi hanno fatto capire che tra me e Manning non sarebbe mai scoccata la scintilla!

Subito dopo è toccato a "Gli Effinger" di Gabriele Tergit, al quale ho concesso 150 pagine prima di arrendermi alla scrittura davvero troppo datata perché io potessi sopportare le 900 pagine che compongono il volume.
I salti temporali non segnalati e dei personaggi davvero deboli hanno fatto il resto!

Infine è stata la volta di "Francesca e Nunziata" di Maria Orsini Natale, romanzo dal quale è stato tratto l'omonimo film con protagonista la Loren. Anche in questo caso, la scrittura ha inciso sulla voglia di proseguire: datata, lenta, avrebbe sicuramente beneficiato di un ammodernamento che non c'è stato.

Dopo tre abbandoni consecutivi, col blocco del lettore che mi guardava con languore, ho deciso di affidarmi a Dolly Alderton, scoperta e amata col suo ultimo romanzo, "Avete presente l'amore?"; ma le cose non sono andate come previsto e così, "Tutto quello che so sull'amore", memoir dell'autrice, si è rivelato una lettura infantile, immatura e anche lenta.

A risollevare, per fortuna, le sorti di questo disastroso mese, è arrivato un giallo ironico ambientato in Romagna, "L'ananas no" di Cristiano Cavina, di cui spero di parlarvi quanto prima!
E mentre scrivo queste righe, giugno si avvia alla sua conclusione e io, per la prima volta dopo tanto tempo, non ho alcun libro tra le mani.
Allo stesso modo, per la prima volta dal lontano 2020 e del primo lockdown, non ho stilato la mia solita tbr mensile per luglio.
Ho, invece, impilato una serie di libri e andrò a sentimento, sia per la scelta della lettura da fare che (e soprattutto) per la lettura in sé: leggerò solo se e quando avrò voglia di farlo!

Per questo giugno è tutto, ma se vi va, passate su Instagram a raccontarmi com'è stato il vostro, di giugno!

La Libridinosa

Cosa fai nella vita? Leggo!

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