Recensione 'La prima volta avevo sei anni' di Isabelle Aubry

by - 3/02/2014 10:05:00 PM

la prima volta avevo sei anni
Titolo: La prima volta avevo sei anni
Titolo originale: La première fois, j'avais six ans
Autore: Isabelle Aubry
Traduzione a cura di:Alessandra Di Lernia
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione:
13 aprile 2011
Pagine: 219
Prezzo: 6.90 €
E-book: 1.99 €
Trama: Ci sono storie talmente terribili da colpire il cuore di chi ha il coraggio di stare ad ascoltare. La storia di Isabelle, per esempio. Una bambina di appena sei anni costretta a subire l'abuso del padre che, protetto dal silenzio, profana il suo corpo e la sua anima. Una storia sporca che si trascina finché, raggiunta l'adolescenza, Isabelle trova il coraggio di ribellarsi e di denunciare il suo violentatore. la-prima-volta-avevo-6-anni-francia_La galera per il mostro che l'ha messa al mondo, però, non basta a cancellare un male così grande. Anche perché lo stupratore se la cava soltanto con sei anni di prigione. Isabelle cresce ma l'orrore che ha vissuto è sempre dentro di lei. È quell'orrore che,d a ragazza, la spinge verso il baratro della prostituzione. Ed è sempre quell'orrore a impedirle di vivere con serenità qualunque relazione sentimentale anche se riesce, con un'incredibile forza di volontà, a diventare madre.
Voti
Trama  7
Personaggi  n.c.
Stile  6
Incipit  7
Finale  7
Copertina  6
Voto complessivo  6.6

Un libro non giudicabile, un libro che lascia l'amaro in bocca, da leggere solo se si ha lo stomaco forte.
La storia di Isabelle è una storia vera ed è una di quelle storie che invadono il nostro mondo, che accadono quotidianamente accanto a noi, ma che nessuno vede, nessuno nota e che, quando vengono a galla, ci sconvolgono.
Isabelle è una figlia indesiderata. Quando sua madre rimane incinta, è una ragazzina di appena 18 anni il cui unico sogno è quello di scappare via dal piccolo quartiere in cui vive. Il padre, invece, è un frustrato, violento, egocentrico, attaccabrighe.
Isabella arriva a sconvolgere i loro piani e vive circondata da liti, anaffettività, problemi e caos.
Ma la cosa peggiore sono le attenzioni malate che suo padre inizia a rivolgerle quando lei è una bimbetta di appena 6 anni.
Da quel giorno, la vita di Isabelle diventa un baratro senza fine, un tunnel senza via d'uscita. Stuprata ripetutamente dal padre, costretta, appena dodicenne a prendere parte ad orge e festini a base di droga ed alcool, schiavizzata, trattata dal genitore come se fosse una sua proprietà: casalinga, madre, moglie, amante, prostituta.
Tutto questo andrà avanti fin quando, finalmente, Isabelle avrà il coraggio di raccontare le sue pene ad una vicina di casa che, a differenza di altri, racconterà tutto, prima alla madre di Isabelle e poi alla polizia.
Il padre verrà arrestato immediatamente e confesserà tutto, attribuendo, però, la colpa alla stessa figlia, accusandola di essere lei a sedurlo, a voler partecipare alle orge, a cercare di andare a letto con più uomini possibile.
Sarà un altro calvario quello che Isabelle dovrà affrontare: giudici, avvocati, psicologi, medici. Nessuno sembra avere quel tocco di discrezione, di sensibilità, di rispetto che professioni del genere richiederebbero. Isabelle sarà costantemente guardata come se fosse stata realmente lei a sedurre suo padre.
Nonostante sia andata a vivere con la madre, la sorella e il patrigno, la psiche di Isabelle è ormai compromessa: cercherà più volte di suicidarsi, non riuscendoci inizierà a drogarsi, a prostituirsi, si darà all'alcolismo.
Il suo primo punto di ripartenza sarà la gravidanza: Isabelle decide di tenere il bambino e questo, spesso, le salverà la vita.
Pian piano, grazie anche ad uno psicologo che riesce a capirla e che la seguirà per parecchi anni, Isabelle riesce a capire che non è lei la colpevole, che tutto ciò che suo padre le ha fatto è sbagliato e darà il via alla sua risalita. Inizierà a partecipare alle riunioni per vittime di incesto, metterà in piedi una sua fondazione, lottando in Parlamento perché si approvi una legge che non faccia cadere in prescrizione il reato di incesto dopo appena tre anni. Ad oggi, Isabelle è Presidente dell'Associazione per le vittime di incesto e porta avanti, quotidianamente, una lotta per tutelare tutti i bambini che, come lei, sono costretti a subire in silenzio.
Ovviamente, non è possibile giudicare un libro così. È una storia vera e talmente cruda, che l'unica cosa che si può fare, da lettori, è leggerla e comprendere.
Ripeto: c'è bisogno di stomaco forte per leggere questo libro, ma, se lo avete, ne vale davvero la pena.
L'autrice: Isabelle Aubry protagonista della terribile storia di pedofilia che racconta in La prima volta avevo sei anni, è oggi presidente dell'Associazione internazionale vittime dell'incesto. Nel 2010 è stata eletta donna dell'anno in Francia.
La mia valutazione:

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