Recensione 'Amy Snow' di Tracy Rees - Neri Pozza


Hertfordshire, 1848. La brina ricopre i campi e le strade quando Amy Snow, la mantella stretta per difendersi dal gelo, si allontana da Hatville Court, la casa in cui ha vissuto per ben diciassette anni. L'unica persona che lei abbia mai amato, Aurelia Vennaway, figlia unica di Lord Charles e Lady Celestina Vennaway, una delle famiglie più in vista della contea, giace sotto sei piedi di terra in un angolo silenzioso del camposanto. E a Amy non resta che svanire come un'orma che si discioglie nella brina. Era stata proprio Aurelia a trovarla, diciassette anni prima, in una tersa mattina di gennaio in cui l'aria era tagliente come vetro. L'aveva vista agitarsi nella neve, minuscola neonata con la pelle fredda come gelatina di fragole, piccolo essere glabro e azzurrino abbandonato ai margini di una foresta inospitale. L'aveva battezzata Snow, perché era piena di neve, e Amy, perché era il nome della sua bambola preferita. E l'aveva portata con sé, a Hatville Court, la dimora dei suoi da tempo immemorabile. Erano cresciute insieme, Aurelia e Amy, come due sorelle inseparabili. Perché così si consideravano, loro. Ma a Hatville Court, e nell'intero villaggio, Amy poteva essere, a seconda dei giorni, degli umori della servitù e dei pregiudizi dei Vennaway, una giovinetta rispettabile o una vagabonda, una sorella o una sguattera. E ora, con la scomparsa di Aurelia, non può più restare nella grande dimora dei Vennaway, divenuta un luogo ostile e inospitale...


Titolo: Amy Snow
Autore: Tracy Rees
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 7 luglio 2016
Pagine: 453

Trama: 2  Personaggi: 2  Stile: 4 



Ho comprato questo romanzo sull'onda dell'uscita, qualche mese fa, del nuovo romanzo di Tracy Rees, "Florence Grace". Ho pensato che sarebbe stato carino partire dalla sua prima opera e poi, diciamocelo, un Neri Pozza si compra anche se non si è sicuri! 

Amy Snow è un'orfana. Viene ritrovata, appena nata, da Aurelia Vennaway, una ragazzina di 8 anni che, tenace e cocciuta, la porterà a casa con sé nonostante il parere contrario dei genitori.
Amy crescerà nell'enorme tenuta della famiglia Vennaway, non riuscendo, però, ad ottenere mai l'affetto e l'approvazione da parte dei genitori di Aurelia, che rimarrà la sua unica e vera amica. Un punto di riferimento, Aurelia, attorno alla cui vita ruoterà quella di Amy, sino al tragico momento in cui Aurelia verrà a mancare e per Amy inizierà un lungo viaggio, architettato proprio dalla sua amica,  che, sotto forma di caccia al tesoro, dovrebbe portarla a scoprire le sue origini.

L'idea di base e lo stile di Tracy Rees avrebbero potuto rendere questo romanzo un piccolo capolavoro, un classico moderno, uno di quei romanzi in grado di conquistare la mente e il cuore dei lettori. 
Peccato che, più si proceda nella lettura, meno questo accada.

I personaggi, nell'insieme, risultano scialbi: irritante Aurelia, sia nelle parti in cui ci appare viva che nelle lettere che dissemina lungo il percorso che Amy si troverà a percorrere. Una ragazza che pare pretendere di avere il mondo ai suoi piedi e che muove chi le sta attorno come si trattasse di burattini.
Amy Snow, nonostante sia la protagonista centrale del romanzo, rasenta l'invisibilità: la sua presenza non riesce ad essere mai incisiva al punto giusto, il suo modo di essere risulta, a tratti, irritante. 
Partita con l'intenzione di assecondare il desiderio della sua amica e di ritrovare, quindi, le sue origini, Amy mollerà tutto per una scelta che risulterà banale.
Ma più banale ancora, ed è qui che il mio giudizio è letteralmente crollato, salvato soltanto dallo stile impeccabile dell'autrice, è il finale della storia: la banalità assoluta!
Un finale di una stupidità che raramente ho trovato in libri ben peggiori.

Insomma, un libro che si legge piacevolmente perché Tracy Rees è davvero brava a scrivere, ma la storia in sé è paragonabile ad un romanzetto di poco conto.

Commenti

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. No che peccato! Mi ispirava tanto questo!

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  3. Che peccato! Ogni volta che lo vedevo in libreria, mi ispirava sempre di più. Vorrei concedergli comunque una possibilità, anche se forse non sarà tra le mie prossime letture.

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  4. Anche se ti ha deluso è sempre un Neri Pozza e in libreria fa il suo effetto. Peccato incuriosiva tanto anche me!

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