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Recensione 'Cara cognata, ti odio' di Corinne Savarese


SINOSSI
Può una cognata creare così scompiglio da rendere impossibile una relazione? O essere così invadente, invidiosa, gelosa e cattiva da far di tutto pur di continuare ad essere l'unica donna per il proprio fratello? Può passare ogni limite consentito pur di raggiungere il proprio obiettivo? O arrivare a tentare di distruggerti la carriera, la dignità, la vita e il fidanzamento? A quanto pare sì. Lo fa Annabella, sorella di Andrea. Dopo averlo cresciuto come una madre, ora pretende di dettare le regole della sua vita, imponendosi su Daphne. Quella che inizialmente sembra una bella amicizia tra le due, si trasforma in un incubo nel momento in cui il suo trono di primadonna inizia a vacillare. Annabella arriverà a compiere gli atti più assurdi, pericolosi, meschini e illegali pur di far fuori la nuova fidanzata di suo fratello.
Cara cognata, ti odio! è il primo libro della serie "Cara, ti odio!" La serie che vuole raccontare con ironia e sarcasmo tutta una gamma di relazioni problematiche di personaggi, caricature di sé stessi, con cui quotidianamente ci scontriamo, spesso portate al limite del paradosso, del buonsenso e della comprensione.
TITOLO: Cara cognata, ti odio!
AUTORE: Corinne Savarese
EDITORE: --
DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 giugno 2013
PAGINE: 312
E-BOOK:
0.99 €
VOTI
Trama 2
Personaggi 2
Stile 6
Incipit 6
Finale 2
Copertina 4
Voto complessivo 3.6

Carica di aspettative riguardo questo libro, grazie anche a tutte le recensioni positive scovate nei vari blog, ieri sera ha preso in mano il mio Kobo e ho iniziato a leggere. Dopo poche pagine, avrei voluto prendere la protagonista, la bellissima, altissima, biondissima, perfettissima Daphne Borgia, e farne carne da macello!
Daphne ha ereditato l'agenzia pubblicitaria dei genitori e, grazie al suo lavoro, conosce il bellissimo, altissimo, perfettissimo, famosissimo stilista Andrea De Michelis della De Michelis Fashions (e io ancora rido, pensando alla Spectra Fashion...Beautiful docet!).
Ovviamente, i due si innamorano! Avete mai visto una come lei che si fidanza con un muratore? O uno come lui che sposa una casalinga corredata di cellulite? No, Ugly Betty  non conta, era solo un telefilm!
Unico neo in tutto questo lusso e in tutto questo amore, la di lui sorella: Annabella. Che, come Daphne tende a sottolineare, è tutto l'opposto di ciò che il suo nome decanta.
Annabella ha cresciuto Andrea come un figlio da quando i loro genitori li hanno lasciati per trasferirsi in un'isola tropicale. ALTRA DOMANDA: nonni? Zii? Parenti, cugini, uno straccio qualunque di adulto che si prendesse cura di questi ragazzi? Niente. Inclusi i servizi sociali i quali, evidentemente, non sono stati informati del fatto che c'erano tre ragazzi che vivevano da soli e senza alcun tipo di sostentamento!
Dicevamo, Annabella ( e la sua gemella) si sono prese cura di Andrea, rinunciando alle loro vite pur di fargli realizzare i propri sogni. Così, la sorellina è molto possessiva nei confronti del fratello.
Quando Daphne piomba nelle loro vite, Annabella cerca a tutti i costi di diventare amica. Invadente, petulante, irritante, Annabella riesce nel suo intento, tanto che Daphne la definisce la sua migliore amica (DOPO TRE SETTIMANE? LIBRIDINOSA PERPLESSA). Peccato che, nel momento stesso in cui Annabella capisce che tra Daphne e suo fratello c'è ben più di un semplice rapporto professionale, inizia a scatenare la sua ira. Tra tentativi di avvelenamento, sabotaggi professionali e crisi isteriche, la storia prosegue.
Devo riconoscere che il libro non è male, ricorda molto lo stile KINSELLA nella serie I LOVE SHOPPING. 
Ciò che mi ha lasciata perplessa sono state le varie incongruenze: dalla vestaglia con le bretelline (?) all'idromassaggio fatto con la schiuma (?), troppe parti sembrano scritte solo per fare volume.
Inoltre, spesso, durante la lettura, saltano i nervi davanti a certi particolari o alla scontatezza di certe situazioni: Daphne non fa altro che ribadire che lei guida Range Rover Evoque. Bene, grazie dell'informazione. Bastava anche dirlo una sola volta, non è necessario ribadire sempre "sono salita sulla mia Evoque...ho guidato la mia Evoque...ho posteggiato la mia Evoque...", perché poi, a noi lettori, viene voglia che tu, Daphne, con la tua splendida Evoque faccia un bel frontale e magari ci resti anche secca! Ogni volta che Andrea entra in scena, è perfettamente vestito, e ci può anche stare visto che è uno stilista; ma perché ha sempre le camicie con le cuciture a contrasto che richiamano il colore dell'abito che indossa? Che moda è?
Lui le chiede di sposarlo facendole trovare l'anello in un calice di champagne: o l'autrice è un'appassionata di Beautiful o manca un tantino di inventiva.
Per buona parte della storia, la protagonista tende a sottolineare la nobiltà del so cognome: ribadisce, più e più volte, che lei è una Borgia e che i Borgia hanno secoli di nobiltà da difendere. Per quanto ricordi io, Borgia, più che di nobiltà, è sinonimo di sesso, intrighi e scandali. Nel tanto vantarsi di questa nobile discendenza, indovinate un po' che lavoro fa Carlo, fratello di Daphne (ovviamente anche lui altissimo, bellissimo, intelligentissimo...)? Il gigolò! Con un cognome come quello...
Durante un ricevimento, Daphne e suo fratello, seduti allo stesso tavolo, comunicano via mail per non farsi sentire dagli altri commensali. Sms? Whatsapp? No, mail. Ok, sono scelte personali, ma quale sorella scrive al fratello "certa della tua comprensione" alla fine di ogni testo? Se vedeste i messaggio che scambio con mia sorella o, peggio ancora, con Stefania...
Per una buona parte del romanzo, non si riesce a capire quale sia il luogo in cui è ambientato. Dai nomi dei personaggi si pensa, ovviamente, all'Italia. Ad un certo punto, Daphne parla del Teatro alla Scala; esultanza: siamo a Milano! Perplessità: perché la vicina di casa, di cognome, fa Pattmore?
Le esagerazioni di Daphne, poi, non riguardano solamente Annabella e la loro improvvisa amicizia per la vita, ma anche Andrea, per il quale lei si strugge disperatamente dopo aver rotto con lui. Per inciso, i due sono stati fidanzati UN GIORNO. Uno solo. D'altra parte, mentre lei si dispera, lui dà l'impressione di essere uno stalker: sa sempre dove lei si trovi, cosa faccia, con chi si veda, che vestiti indossi, cosa mangi, quante volte vada in bagno...E lei? Felice, beata: È AMORE!
No, cara, è stalking. E tu sei una decerebrata.
Tempo di lettura: un giorno
L'autrice: Corinne Savarese ha 35 anni, è sposata e ha 4 bimbi. Nata e cresciuta a Milano, dove ha studiato lingue straniere, vive ora nelle Marche. Qui, insieme a suo marito e i suoi bimbi, un chihuahua e un siamese, trova anche il tempo di divertirmi scrivendo. Scrive solo e unicamente di notte, perché è l'unico momento in cui riesca a chiudere il mondo esterno fuori e immergersi nelle sue storie.

Commenti

  1. ahaha un ottimo sconsiglio direi! ho riso parecchio con questa recensione in particolare la frase finale "È AMORE! No, cara, è stalking. E tu sei una decerebrata." ahahah grandissima!

    RispondiElimina
  2. Grazie per avermi allietato la mattinata! ci voleva proprio!
    A giudicare dalla reazione di lei credevo fossi stata più cattiva ancora :-D
    Scrive le sue storie di notte? Sarebbe meglio se dormisse, e scrivesse di giorno, a mente lucida!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che non so neanche che fine abbia fatto questa qui?

      Elimina

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