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Recensione 'La signorina Tecla Manzi' di Andrea Vitali - Garzanti




SINOSSI
Siamo negli anni Trenta, all'epoca del fascismo più placido e trionfante. Nella stazione dei Carabinieri di Bellano, sotto gli occhi del carabiniere Locatelli (bergamasco), rivaleggiano il brigadiere Mannu (sardo) e l'appuntato Misfatti (siciliano). Un'anziana signora vuole a tutti i costi parlare con il maresciallo Maccadò. La donna – anzi, la signorina Tecla Manzi – è venuta a denunciare un furto improbabile: il quadretto con il Sacro Cuore di Gesù che teneva appeso sopra la testata del letto. Inizia così una strana indagine alla ricerca di un oggetto senza valore, che porta alla luce una trama di fratelli scomparsi e ricomparsi, bancari e usurai, gerarchi fascisti e belle donne, preti e contrabbandieri. Andrea Vitali disegna l'anima dell'Italia raccontando i piccoli segreti della vita di paese e, sullo sfondo, la grande storia. Intrecciando e dipanando senza posa i fili di una matassa che sembra non avere fine, divertendosi a incrociare mille destini e  aneddoti, cogliendo sul filo della memoria quei dettagli che fanno sorridere e ricordare.
TITOLO: La signorina Tecla Manzi
AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2004
PAGINE: 262
CODICE ISBN: 9788811665700
PREZZO: 16.60 €
E-BOOK: 6.99 €
La mia valutazione: 4 stelle e mezzo

Premettendo che sono di parte in quanto amo questo autore, sono onorata di scrivere questa recensione nel mese a tema dedicato a lui.
Anche questa volta Andrea Vitali mi ha conquistata con il suo umorismo frizzante, mai scontato, tessendo la trama del racconto su più fronti, com'è nel suo stile, coinvolgendo personaggi singolari e creando una deliziosa suspence.
Bellano 1929. La Signorina Tecla Manzi, zitella sessantacinquenne, si reca in caserma dai carabinieri per esporre denuncia, riguardante un furto subito nella sua abitazione. La secca e ossuta donnetta, tra un tic e l'altro, fa la conoscenza dell'appuntato Misfatti, siciliano e un po' ruffiano, che si rivelerà più intelligente di quanto sembra e sempre in balia dei piccoli abusi di potere del Mannu, altra conoscenza della Manzi, brigadiere sardo alle prese con le sue pene d'amore e le indagini che si troverà a condurre. Sì, perché la denuncia esposta dalla Tecla Manzi, che lì per lì sembra cosa di poco conto, si rivela l'inizio di una ricerca che coinvolgerà personaggi vivi e morti, tombe profanate e soldi scomparsi, il tutto condito da una gustosa ironia da assaporare con il sorriso sulle labbra.
Ciò che adoro di questo scrittore sono gli intrecci elaborati, che non permettono distrazioni, ricchi e ingegnosi, ma raccontati con semplicità. Quando leggo Vitali, mi ritrovo comodamente seduta in prima fila a teatro, dove una commedia dai sapori antichi mi conquista con battute divertenti e frasi dialettali, qualche accenno di storia e un pizzico di "giallo" che da al racconto quella dose di suspence che tiene incollato il lettore fino alla fine. Consiglio a tutti i libri di Andrea Vitali, sono un'esilarante evasione dalla routine e ti sorprendono sempre con un finale inaspettato.
 

Con la sua caratteristica leggerezza, anche questa volta nonno Vitali ci porta in quel di m Bellano per dipanare un insolito mistero!
Siamo negli anni Trenta e la caserma die Carabinieri di Bellano ospita Efisio Mannu, brigadiere sardo, e l'appuntato siciliano Misfatti. I due mal si sopportano e il brigadiere, che in quel momento sostituisce il maresciallo in licenza, fa in modo di affibbiare al Misfatti una noiosa indagine su uno pseudo-guaritore che, pare, osi insultare il Benito Mussolini durante le sue performance!
Intanto, però, il Mannu si ritroverà ad avere a che fare con la denuncia presentata dalla signorina Tecla Manzi, che lamenta la sparizione, da casa sua, di un quadretto raffigurante il Sacro Cuore di Gesù.
Quella che sembra, inizialmente, una burla, farà venire a galla, durante l'indagine del brigadiere, tutta una serie di storie e piccoli misteri di pese: dagli usurai ai soldi spariti, dalla profanazione di tombe a fratelli morti e poi resuscitati, con lo stile e l'ironia che contraddistingue i suoi romanzi, Vitali ci porta, ancora una volta, a vivere tra la gente del lago, in un paese di provincia che si anima delle sue storie e dei suoi personaggi per poi tornare alla calma che contraddistingue i borghi sulle sponde del lago!

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