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Recensione 'La ragazza dallo scialle rosso' di Linn Ullmann


SINOSSI
La sera del suo settantacinquesimo compleanno, Jenny Brodal riprende a bere dopo decenni di sobrietà. Sua figlia Siri, in un disperato tentativo di ricucire i rapporti con lei- da sempre funestati dalla morte del fratellino di quattro anni – le ha organizzato una festa nel giardino della grande casa di famiglia, in un paesino norvegese, festa a cui Jenny rifiuta di presenziare. Ma i problemi famigliari di Siri vanno ben al di là del doloroso legame con la madre. Suo marito Jon, romanziere in crisi d'ispirazione, finge di scrivere il libro conclusivo di una trilogia, mentre in realtà occupa il tempo intrecciando squallide relazioni con altre donne. La loro figlia maggiore è ribelle e violenta, si fa espellere da scuola. Ma il vero dramma sopraggiunge quando la baby-sitter assunta per occuparsi della minore durante l'estate scompare misteriosamente proprio la sera della festa.
A questo punto il romanzo acquista la suspense di un thriller psicologico: con la scomparsa della ragazza dallo scialle rosso il malessere che sempre più insidia la vita famigliare di Siri e Jon esplode definitivamente.
TITOLO: La ragazza dallo scialle rosso
TITOLO ORIGINALE:
Det dyrebare
AUTORE: Linn Ullmann
TRADUZIONE A CURA DI:Lisa Raspanda
EDITORE: Guanda
DATA DI PUBBLICAZIONE:10 ottobre 2013
PAGINE: 378
CODICE ISBN: 9788823504622
PREZZO: 18.00 €
E-BOOK: 9.99 €
TRAMA 7
PERSONAGGI 7
STILE 7
INCIPIT 8
FINALE 4
COPERTINA 5
VALUTAZIONE COMPLESSIVA
3 stelle


Senza fiato, in uno stato di costante apnea, ricorrendo ogni personaggio e cercando di carpirne ogni sfumatura.
Ecco, queste sono le sensazioni che provato quando ho iniziato a leggere questo libro. Mi sono sentita avvolgere dalle sue pagine, dalle sue parole, dalla storia; come se due mani, quelle della scrittrice, mi avessero afferrata per le spalle e mi avessero costretta a restare lì dov'ero, a leggere senza mai fermarmi, a non staccare mai gli occhi da quelle righe.
E allora come giustificare la valutazione finale? Proprio con la conclusione della storia che ci viene raccontata.
Siamo in un piccolo paesino della Svezia e seguiamo la vita di Jon e Siri e delle loro figlie, Alma e Liv.
Jon è uno scrittore in cristi, frustrato e che trascorre le sue giornate intessendo squallide storie extra-coniugali.
Siri è una donna rigida, impassibile, che sembra attraversare il mondo e la vita senza che nulla possa scalfirla.
Alma, la figlia maggiore, è sempre stata una bambina particolare: chiusa in sé stessa, idolatra il padre, silenziosa, solitaria, si trasforma in un'adolescente ribelle e problematica.
I tratti caratteriali dei personaggi sono talmente ben delineati sin dalle prime righe che si ha quasi la sensazione di conoscerli da sempre.
Ciò che realmente manca in questo libro è la ragazza dallo scialle rosso del titolo! O meglio, Mille, che lo scialle rosso lo indosserà, per poche ore, prima della sua scomparsa, è un personaggio marginale, quasi secondario, il cui unico scopo è quello di dare una svolta pseudo-thriller al romanzo.
Mille farà da baby-sitter ad Alma e Liv durante l'estate, ma non avrà mai un ruolo vero e proprio se non per la sua morte.
A questo punto, il lettore si aspetta di sapere, di scoprire. Chi ha ucciso Mille? Cos'è accaduto quella notte? E, soprattutto, cos'è accaduto quando il suo corpo è stato ritrovato quasi per caso, a due anni dalla sua scomparsa?
E, invece, nulla. La storia si conclude senza sbocchi, come se, ad un certo punto, l'autrice si fosse stufata di raccontare o non avesse più nulla dire e avesse messo un punto.
FINE. STOP. GRAZIE E ARRIVEDERCI.
Una delusione vera e propria. Un romanzo che si salva solo perché la prima parte e lo stile narrativo sono veramente coinvolgenti.

2289 TEMPO DI LETTURA: 2 giorni

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