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'Tutte le mattine di Sybil' di Virginia Evans: un romanzo che si perde nelle sue stesse lettere

Tutte le mattine di Sybil
Autore Virginia Evans
Editore Rizzoli
Pagine 368
Uscita 23 giugno 2026
Genere Narrativa
Sybil Van Antwerp ha settantatré anni, cura il giardino della sua bella casa che le regala splendide fioriture primaverili e non ama vivere fuori, nel mondo. Nella vita di prima è stata un'avvocatessa stimata, una moglie e una madre, ma ora predilige un'attività su tutte: scrivere lettere. Ha iniziato all'età di nove anni e non ha mai smesso, nemmeno nell'era digitale, nemmeno ora che la vista vacilla. Scrivere missive è una meravigliosa attività umana, su questo non ha dubbi. I suoi destinatari sono molteplici, dalle amiche al vicino signor Lübeck, al gentile assistente di un'agenzia che si occupa di test del dna. E poi tiene la corrispondenza con scrittrici e scrittori, con cui condivide il proprio giudizio sui loro romanzi e certe visioni della vita. E con Harry, un giovane con difficoltà a integrarsi. Quando si scrive, sostiene, bisogna andare piano; perché "la fretta può farci mettere su carta cose che non intendevamo e ci si svuota". Tra i chiaroscuri della vita di una donna che si avvicina alla vecchiaia, c'è anche un destinatario non identificabile a cui Sybil confessa il suo dolore più grande, senza però inviare alcuna lettera. E solo quando questa sofferenza implacabile, un mistero che sembra inafferrabile, troverà la sua piena voce sul foglio, Sybil potrà finalmente cercare, di nuovo, il suo posto nel mondo.


Tutte le mattine di Sybil di Virginia Evans è un romanzo con un cuore narrativo vero - una donna, un figlio perso, un dolore mai detto al marito - intrappolato dentro una struttura epistolare che lo disperde invece di custodirlo. Evans sa scrivere, questo è innegabile. Il problema è che le lettere, troppe e spesso inutili ai fini della storia, finiscono per diventare una forma di elusione: dell'emozione, della profondità, della vera narrazione.