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Stiamo leggendo i classici o li stiamo esponendo?

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  Tra edizioni da Instagram e superiorità culturale, cosa resta della lettura vera Tra letteratura e arredamento, una domanda che non è più evitabile C'è una cosa che mi provoca un leggero fastidio epidermico. Quel fastidio educato che non fa scenate, ma si mette lì e pulsa. È il proliferare di edizioni meravigliose di classici. Bordi dorati, copertine illustrate, colori coordinati. Set fotografici che sembrano usciti da un catalogo nordico. Bellissime. Sì, bellissime! E io non ne compro nemmeno una. Non per snobismo contrario o purismo accademico. Perché ogni volta che ne vedo una, mi faccio una domanda che mi scotta un po' in bocca: "Lo stiamo leggendo, quel libro? O lo stiamo solo mettendo in posa?" Il ritorno dei classici (ma dove?) Si dice che i classici stiano tornando. Che i giovani li riscoprano. Che le nuove edizioni li rendano accessibili. E io vorrei crederci. Davvero. Ma quello che vedo più spesso non è riscoperta. È scenografia. Classici impilati su tavol...

Come non farsi fregare dai consigli "motivazionali" da lettori perfetti

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Perché "se vuoi il tempo lo trovi" è la frase più tossica detta a chi ama leggere C'è una frase che mi manda in sofferenza più di un refuso in prima pagina. Una di quelle che arrivano puntuali come l'influenza stagionale, con l'aria di chi sta facendo del bene all'umanità: "Se vuoi il tempo lo trovi". Detta a chi legge poco. Detta a chi è stanco. Detta a chi ama profondamente i libri, ma non riesce sempre a infilarli in agenda come una vitamina obbligatoria. Ogni volta che la sento, mi viene voglia di chiudere Instagram fare un respiro luuuuuuungo. Così lungo da farmi dimenticare la password. Quando la lettura diventa una disciplina (indovinate: non funziona) Negli ultimi anni la lettura è stata raccontata come il fitness.  Allenamento quotidiano. Costanza. Routine. Disciplina. Se non leggi, è perché non ti impegni abbastanza. Se non trovi tempo, è perché non lo vuoi davvero. Se molli un libro, è perché non sei abbastanza motivata. Il problema non è ...

I social non stanno rovinando la lettura: stanno smascherando i lettori

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C'è questa frase che gira da anni, come un mantra da circolo letterario con sedie scomode e aria fritta: "Eh, ma i social hanno rovinato la lettura." No. I social non hanno rovinato un bel niente. Hanno semplicemente acceso la luce. E quando accendi la luce, vedi cose che prima erano lì uguali, solo più educate. La superficialità non è nata col BookTok Era già lì. Solo senza hashtag. I libri-merce esistevano anche prima. I lettori che leggevano "perché sì", "perché lo leggono tutti", "perché fa colto" esistevano anche prima. Solo che nessuno li filmava mentre piazzavano ventidue segnapagina coordinati per evidenziare frasi tipo: Il curling è uno sport pericoloso E sticazzi! Il BookTok non ha inventato la lettura superficiale. L'ha resa visibile, seriale, ripetibile. E soprattutto monocorde. Tutti leggono la stessa roba. E no, non è un caso. Apri BookTok e vedi: gli stessi libri le stesse reazioni le stesse lacrime le stesse copertine tenu...