Come non farsi fregare dai consigli "motivazionali" da lettori perfetti
Perché "se vuoi il tempo lo trovi" è la frase più tossica detta a chi ama leggere
C'è una frase che mi manda in sofferenza più di un refuso in prima pagina.
Una di quelle che arrivano puntuali come l'influenza stagionale, con l'aria di chi sta facendo del bene all'umanità: "Se vuoi il tempo lo trovi".
Detta a chi legge poco.
Detta a chi è stanco.
Detta a chi ama profondamente i libri, ma non riesce sempre a infilarli in agenda come una vitamina obbligatoria.
Ogni volta che la sento, mi viene voglia di chiudere Instagram fare un respiro luuuuuuungo.
Così lungo da farmi dimenticare la password.
Quando la lettura diventa una disciplina (indovinate: non funziona)
Negli ultimi anni la lettura è stata raccontata come il fitness.
Allenamento quotidiano.
Costanza. Routine. Disciplina.
Se non leggi, è perché non ti impegni abbastanza.
Se non trovi tempo, è perché non lo vuoi davvero.
Se molli un libro, è perché non sei abbastanza motivata.
Il problema non è il consiglio in sé.
Il problema è l'idea tossica che ci sta sotto: che leggere sia una prova di volontà, non un'esperienza emotiva.
E no, non funziona così.
Confessione: io ci sono cascata (eccome!)
Io sono stata una lettrice "brava".
Di quelle diligenti, precise, sempre sul pezzo.
Io ci sono cascata.
Sono stata una lettrice disciplinata.
Quella che leggeva sempre, comunque, anche quando era stanca.
Anche quando i libri servivano più a tappare silenzi che a nutrire davvero.
Ero la persona perfetta per ripetere quei consigli altri.
Poi ho smesso.
Non di leggere.
Di fingere che la lettura fosse un dovere.
Oggi sono più centrata.
Più selettiva.
Leggo meno, ma leggo meglio per me.
"Se vuoi il tempo lo trovi" è una bugia educata
Diciamolo piano, che fa rumore: non è vero che se vuoi il tempo lo trovi.
Il tempo non si trova.
Si toglie.
A qualcos'altro.
E non sempre è giusto toglierlo al sonno, alle relazioni, al riposo, solo per dimostrare di essere una lettrice "seria".
La lettura non è una dieta.
Non è una scheda di allenamento.
Non è una gara di resistenza.
E soprattutto: non è una prova di valore personale.
I lettori perfetti non esistono (ma parlano tantissimo)
I "lettori perfetti" che dispensano consigli motivazioni parlano quasi sempre da una posizione comoda.
Hanno tempo, energie o semplicemente una vita che, in quel momento, lo permette.
Ma la loro esperienza non è un modello universale.
E non è un metro di giudizio.
Se un consiglio ti fa sentire in difetto invece che accompagnata, non è un buon consiglio.
È solo rumore.
Rumore ben confezionato, certo.
Ma sempre rumore.
L'unico criterio che conta davvero
Oggi faccio così: leggo quando posso, quando voglio, quando mi serve.
E non devo dimostrare niente a nessuno.
Se vuoi leggere, leggerai.
Se non puoi, non sei sbagliata.
E se qualcuno ti dice il contrario, probabilmente non sta parlando di libri, ma di controllo.
Leggere non deve motivarti.
Deve reggerti.
E questo - mi spiace per i lettori perfetti - non si insegna con una frase fatta.
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