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Bookblogger vs Lettore "qualsiasi": chi legge per mestiere e chi per amore

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Tra citazioni evidenziate e pagine piegate, cronaca di una convivenza complicata Quando un angolo piegato fa più male di una stroncatura La prima volta che ho visto piegare un angolo di una pagina davanti a me, ho provato un dolore fisico. Non metaforico: fisico. Come se qualcuno avesse piegato con forza un mio braccio dietro la schiena. Il lettore "qualsiasi" l'ha fatto senza cattiveria. Con naturalezza. Una piega rapida, risolutiva. Segno di passaggio. Io, invece, con i miei segnalibri ordinati e le matite morbide, ho pensato: questa non è una persona, è un animale selvatico. Eppure, da lì è iniziata la nostra convivenza. Chi legge per mestiere e chi legge per abbandono Il problema non è chi piega gli angoli. Il problema è che noi leggiamo in modo diverso e facciamo entrambi fatica ad ammetterlo senza sentirci sbagliati. Io leggo per "mestiere". Che non significa leggere senza amore, ma leggere con addosso una responsabilità. Leggere pensando già a cosa dirò, ...

Come non farsi fregare dai consigli "motivazionali" da lettori perfetti

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Perché "se vuoi il tempo lo trovi" è la frase più tossica detta a chi ama leggere C'è una frase che mi manda in sofferenza più di un refuso in prima pagina. Una di quelle che arrivano puntuali come l'influenza stagionale, con l'aria di chi sta facendo del bene all'umanità: "Se vuoi il tempo lo trovi". Detta a chi legge poco. Detta a chi è stanco. Detta a chi ama profondamente i libri, ma non riesce sempre a infilarli in agenda come una vitamina obbligatoria. Ogni volta che la sento, mi viene voglia di chiudere Instagram fare un respiro luuuuuuungo. Così lungo da farmi dimenticare la password. Quando la lettura diventa una disciplina (indovinate: non funziona) Negli ultimi anni la lettura è stata raccontata come il fitness.  Allenamento quotidiano. Costanza. Routine. Disciplina. Se non leggi, è perché non ti impegni abbastanza. Se non trovi tempo, è perché non lo vuoi davvero. Se molli un libro, è perché non sei abbastanza motivata. Il problema non è ...

La felicità sta tra una pagina e l'altra (e un tè caldo)

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Piccola, silenziosa, ostinata: una forma di resistenza quotidiana È domenica. Tardo pomeriggio. Quell'ora strana in cui il giorno non è più giorno e la settimana successiva bussa senza ancora farsi vedere. Sono sul divano, accoccolata a Roby. Il tè è caldo, non più bollente. Il libro è aperto, ma non con l'urgenza di chi deve arrivare da qualche parte. Più con la calma di chi sa che può restare. Non succede niente di speciale. Niente foto da postare, niente momenti da segnare come importanti. C'è solo un libro aperto sulle ginocchia, il respiro di Roby che si appoggia al mio e quella sensazione precisa e riconoscibile: pace. Non felicità da fuochi d'artificio. Pace. Quando parlo di leggere come forza di resistenza ,  è esattamente questo che intendo. Non un gesto eroico, non la lettura come identità da difendere a colpi di storie e statistiche. Leggere, in questo senso, è un atto minuscolo ma ostinato. È scegliere di stare. È dire, senza proclami, che non tutto deve ess...

I 5 errori che ogni lettore fa a gennaio

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Gennaio, il mese delle bugie educatamente accettate Gennaio è quel mese in cui, per qualche motivo inspiegabile, pensiamo di poter diventare persone nuove. Più organizzate. Più motivate. Più lettrici modello. È il mese delle agende intatte, delle TBR appena nate e già troppo ambiziose, delle frasi tipo: "Quest'anno mi gestisco meglio". Io gennaio lo guardo sempre con sospetto. Perché so già come va a finire: tanta buona volontà, poca lucidità e un comodino che collassa sotto il peso delle aspettative. Errore numero 1: trattare gennaio come un lunedì lungo Gennaio viene spesso vissuto come un enorme "dai, ripartiamo bene". Il problema è che non è un lunedì. È più un martedì freddo, con le occhiaie di dicembre ancora addosso. Pretendere concentrazione, entusiasmo e slancio creativo da un cervello appena uscito dalle feste è come chiedere a un gatto di fare agility: teoricamente possibile, emotivamente discutibile. Errore numero 2: ricominciare a leggere "fort...

Bookblogger vs me stessa di 13 anni fa: evoluzione o sopravvivenza?

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Allora recensivo per passione. Ora anche per ortopedia lombare Tredici anni fa scrivevo di libri per sentirmi meno sola. Non per costruire un'identità, non per "esserci", non per difendere un'opinione. Scrivevo perché dall'altra parte dello schermo immaginavo qualcuna come me: una che leggeva, che sentiva troppo, che aveva bisogno di capire se non era l'unica a sentirsi spezzata a pagina 214. Tredici anni fa non sapevo cosa fosse un algoritmo. E soprattutto non sapevo cosa significasse doverci essere. C'era il blog, c'erano i post, c'erano i commenti. Tanti e veri. E c'ero io, con un entusiasmo forse ingenuo, ma leggero sulle spalle. La me stessa di allora spiegava poco. Scriveva come se bastasse dire "questo libro mi ha fatto compagnia" per essere capita. Non sentiva il bisogno di giustificarsi, di argomentare fino allo sfinimento, di mettere le mani avanti. Leggeva e basta. Pubblicava e basta. Respirava. Poi è arrivato il resto. Le ...

Come non rispondere alla domanda "Quanti libri hai letto quest'anno?"

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La scena del crimine Succede sempre così: ti siedi, prendi fiato, sei tranquilla. Poi arriva lei, la domanda: "Quanti libri hai letto quest'anno?". Detta con quel tono lì, quello che non chiede davvero. Quello che misura . Come se stessi per salire su una bilancia emotiva e il risultato comparisse in sovrimpressione: lettrice valida/lettrice deludente. Io sorrido. Dentro, però, sento lo stesso brividino che si prova quando qualcuno ti chiede l'età e tu sai che non è una curiosità, è un confronto. Il nodo: quando i numeri diventano più importanti dei libri Per anni sono stata una lettrice da almeno 100 libri l'anno. Lo dico senza falsa modestia e senza orgoglio: era un fatto. Leggevo ovunque, sempre. Anche quando non ne avevo voglia. Anche quando ero stanca. Anche quando, a dirla tutta, stavo tappando silenzi che non volevo ascoltare. Poi è arrivato Instagram. E con lui la classifica non richiesta: wrap up (che a me sa sempre di cibo del McDonald's!), obiettivi...

GLI ERRORI DELLE LETTRICI - Quando leggere diventa un dovere: come riscoprire il piacere della lettura senza sensi di colpa

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“Ci sono libri che finiscono. E poi ci sono libri che ci finiscono.” Lo confesso: ogni tanto mi capita di guardare la mia libreria e sentirmi… giudicata . Tutti quei dorsi allineati, come soldatini pronti a ricordarmi che non leggo abbastanza, non leggo in fretta, non leggo quello che dovrei. E così, la lettura - quella che un tempo era il mio rifugio - diventa una lista di obiettivi da spuntare. Un progetto da monitorare. Una corsa a chi soffre di più.  Perché ormai, ammettiamolo: non leggiamo più solo per piacere. Leggiamo per sentirci brave lettrici . Il mito tossico del “devo finirlo perché l’ho iniziato” C’è un mantra che circola da generazioni di lettrici martiri:  “L’ho iniziato, quindi lo devo finire.” Ecco, no! Questo non è un giuramento di sangue, è solo una pessima abitudine travestita da virtù. Nessuno ci obbliga a portare a termine un libro che ci annoia, ci irrita o ci svuota. Non è un matrimonio: non hai firmato niente.  Io, per esempio, ci sono cascata pi...