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Bookblogger vs me stessa di 13 anni fa: evoluzione o sopravvivenza?

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Allora recensivo per passione. Ora anche per ortopedia lombare Tredici anni fa scrivevo di libri per sentirmi meno sola. Non per costruire un'identità, non per "esserci", non per difendere un'opinione. Scrivevo perché dall'altra parte dello schermo immaginavo qualcuna come me: una che leggeva, che sentiva troppo, che aveva bisogno di capire se non era l'unica a sentirsi spezzata a pagina 214. Tredici anni fa non sapevo cosa fosse un algoritmo. E soprattutto non sapevo cosa significasse doverci essere. C'era il blog, c'erano i post, c'erano i commenti. Tanti e veri. E c'ero io, con un entusiasmo forse ingenuo, ma leggero sulle spalle. La me stessa di allora spiegava poco. Scriveva come se bastasse dire "questo libro mi ha fatto compagnia" per essere capita. Non sentiva il bisogno di giustificarsi, di argomentare fino allo sfinimento, di mettere le mani avanti. Leggeva e basta. Pubblicava e basta. Respirava. Poi è arrivato il resto. Le ...

Come non rispondere alla domanda "Quanti libri hai letto quest'anno?"

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La scena del crimine Succede sempre così: ti siedi, prendi fiato, sei tranquilla. Poi arriva lei, la domanda: "Quanti libri hai letto quest'anno?". Detta con quel tono lì, quello che non chiede davvero. Quello che misura . Come se stessi per salire su una bilancia emotiva e il risultato comparisse in sovrimpressione: lettrice valida/lettrice deludente. Io sorrido. Dentro, però, sento lo stesso brividino che si prova quando qualcuno ti chiede l'età e tu sai che non è una curiosità, è un confronto. Il nodo: quando i numeri diventano più importanti dei libri Per anni sono stata una lettrice da almeno 100 libri l'anno. Lo dico senza falsa modestia e senza orgoglio: era un fatto. Leggevo ovunque, sempre. Anche quando non ne avevo voglia. Anche quando ero stanca. Anche quando, a dirla tutta, stavo tappando silenzi che non volevo ascoltare. Poi è arrivato Instagram. E con lui la classifica non richiesta: wrap up (che a me sa sempre di cibo del McDonald's!), obiettivi...

GLI ERRORI DELLE LETTRICI - Quando leggere diventa un dovere: come riscoprire il piacere della lettura senza sensi di colpa

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“Ci sono libri che finiscono. E poi ci sono libri che ci finiscono.” Lo confesso: ogni tanto mi capita di guardare la mia libreria e sentirmi… giudicata . Tutti quei dorsi allineati, come soldatini pronti a ricordarmi che non leggo abbastanza, non leggo in fretta, non leggo quello che dovrei. E così, la lettura - quella che un tempo era il mio rifugio - diventa una lista di obiettivi da spuntare. Un progetto da monitorare. Una corsa a chi soffre di più.  Perché ormai, ammettiamolo: non leggiamo più solo per piacere. Leggiamo per sentirci brave lettrici . Il mito tossico del “devo finirlo perché l’ho iniziato” C’è un mantra che circola da generazioni di lettrici martiri:  “L’ho iniziato, quindi lo devo finire.” Ecco, no! Questo non è un giuramento di sangue, è solo una pessima abitudine travestita da virtù. Nessuno ci obbliga a portare a termine un libro che ci annoia, ci irrita o ci svuota. Non è un matrimonio: non hai firmato niente.  Io, per esempio, ci sono cascata pi...