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Bookblogger vs Lettore "qualsiasi": chi legge per mestiere e chi per amore

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Tra citazioni evidenziate e pagine piegate, cronaca di una convivenza complicata Quando un angolo piegato fa più male di una stroncatura La prima volta che ho visto piegare un angolo di una pagina davanti a me, ho provato un dolore fisico. Non metaforico: fisico. Come se qualcuno avesse piegato con forza un mio braccio dietro la schiena. Il lettore "qualsiasi" l'ha fatto senza cattiveria. Con naturalezza. Una piega rapida, risolutiva. Segno di passaggio. Io, invece, con i miei segnalibri ordinati e le matite morbide, ho pensato: questa non è una persona, è un animale selvatico. Eppure, da lì è iniziata la nostra convivenza. Chi legge per mestiere e chi legge per abbandono Il problema non è chi piega gli angoli. Il problema è che noi leggiamo in modo diverso e facciamo entrambi fatica ad ammetterlo senza sentirci sbagliati. Io leggo per "mestiere". Che non significa leggere senza amore, ma leggere con addosso una responsabilità. Leggere pensando già a cosa dirò, ...

Perché tutti parlando di "Skippy muore" e io no

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Letture, hype e onestà Comincio da qui, senza prenderla alla larga: in questo periodo non ho voglia di leggere un libro che so già potrei detestare. Lo dico subito, così evitiamo equivoci. Non è snobismo. Non è posa intellettuale. È memoria storica. I miei precedenti con questo autore non sono felici,  Il giorno dell’ape mi ha lasciato addosso una sensazione precisa e inequivocabile: fastidio. Quello che non evolve, quello che non chiarisce. Quello che ti infligge ferite a caso e poi se ne va, come se avesse fatto qualcosa di profondo solo perché è stato lungo e ambizioso. Ecco perché, quando questa settimana ovunque sento nominare Skippy muore , io provo una cosa molto poco letteraria ma molto onesta: indifferenza. Non irritazione. Non rifiuto militante. Proprio indifferenza.  Skippy muore è ovunque. È il libro di cui bisogna parlare. Quello che ti colloca subito nella categoria giusta: lettore serio, lettore colto, lettore che ti “capisce”. Eppure, più tutti ne parlano, pi...

Bookblogger vs me stessa di 13 anni fa: evoluzione o sopravvivenza?

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Allora recensivo per passione. Ora anche per ortopedia lombare Tredici anni fa scrivevo di libri per sentirmi meno sola. Non per costruire un'identità, non per "esserci", non per difendere un'opinione. Scrivevo perché dall'altra parte dello schermo immaginavo qualcuna come me: una che leggeva, che sentiva troppo, che aveva bisogno di capire se non era l'unica a sentirsi spezzata a pagina 214. Tredici anni fa non sapevo cosa fosse un algoritmo. E soprattutto non sapevo cosa significasse doverci essere. C'era il blog, c'erano i post, c'erano i commenti. Tanti e veri. E c'ero io, con un entusiasmo forse ingenuo, ma leggero sulle spalle. La me stessa di allora spiegava poco. Scriveva come se bastasse dire "questo libro mi ha fatto compagnia" per essere capita. Non sentiva il bisogno di giustificarsi, di argomentare fino allo sfinimento, di mettere le mani avanti. Leggeva e basta. Pubblicava e basta. Respirava. Poi è arrivato il resto. Le ...

Il Patto Editoriale 2026: la voce vera di Laura

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Alle mie lettrici e ai miei lettori Non vi prometto un anno leggero. Vi prometto un anno sincero . Nel 2026 non vi offrirò una versione migliore di me, ma quella più vera. Meno lucidata, meno pronta, meno performante. Ho deciso una cosa semplice e irreversibile: non parlerà più il personaggio. Parlerà la voce . Questo significa che a volte rideremo, a volte staremo in silenzio, a volte diremo cose scomode con parole eleganti e altre volte diremo cose eleganti con parole scomode. Non sarò sempre brillante, non sarò sempre d'accordo. Non vi darò quello che volete, ma non vi darò mai quello che non sento. Questo spazio non serve a dimostrare nulla. Non serve a reggere un ritmo, non serve a tenere una posizione. Serve a respirare insieme mentre si leggono le stesse ferite con nomi diversi. Nel 2026: leggeremo anche libri che deludono molleremo cose a metà senza vergogna cambieremo idea senza doverci giustificare difenderemo il piacere senza renderlo produttivo Qui non si viene per esse...