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Recensione 'Dimmi che credi al destino' di Luca Bianchini–Mondadori

Questa, per me, è una delle recensioni più difficili da scrivere. Preferire quasi chiudere il blog, recensire le 50 sfumature, leggere chick-lit per il resto dei miei giorni, piuttosto che stare qui a parlarvi di questo libro.

dimmi che credi al destinoSINOSSI

Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa. L'ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead - dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe - rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese inimitabile compagna di scorribande - che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l'Italian Bookshop. La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.

TITOLO: Dimmi che credi al destino
AUTORE: Luca Bianchini
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 maggio 2015
PAGINE: 264
ISBN: 9788804650553

TRAMA 4
PERSONAGGI 4
STILE 5
INCIPIT 5
FINALE 3
COPERTINA 5

2 stelle
Delusione Libridinosa

1748Letto in 3 giorni


Sapete tutti quanto io ami Luca Bianchini, quanto abbia consigliato a chiunque i suoi lavori precedenti, in particolare Io che amo solo te ( e La cena di Natale).

Nell'ultimo anno e mezzo ho atteso con trepidazione l'uscita del nuovo romanzo e, ricevutolo in anteprima dalla Mondadori (che ringrazio), ho mollato tutto e, Kobo in mano, ho pensato: <<Finalmente! Dai, Luca, stupiscimi!>>
E Luca mi ha stupita. Mi ha stupita talmente tanto che la copia cartacea che avevo prenotato già da una settimana, è stata subito disdetta. Mi ha stupita così tanto che, durante la lettura, ho pensato che abbia scritto sotto l'effetto di qualche sostanza stupefacente; che l'editore gli avesse puntato una pistola alla tempia, costringendolo a scrivere; che dietro questo romanzo ci fosse un ghost writer; che Luca si sia un po' montato la testa e abbia tirato fuori questa storia insulsa pensando che, sull'onda del successo di Io che amo solo te, la gente acquisterà questo libro per il solo fatto che ci sia il suo nome in copertina.

Innanzitutto, questo libro è costellato di personaggi che, mai, in 260 pagine, riescono a suscitare, nel lettore, una qualunque forma di affezione.
Ornella, la libraia italiana che vive a Londra ed è la protagonista principale di questa storia, provoca antipatia, nervosismo ed irritabilità. A fine libro ho odiato lei, la sua fissazione per le raccolte punti, il suo entusiasmo per aver ricevuto la Golden Card del supermercato (vi assicuro che la parte in cui la riceve e si aspetta quasi che il resto dei clienti esulti con lei, mi ha fatto venire voglia di chiudere il kobo e lanciarlo contro un muro!). Ho odiato i nani da giardino (che prima mi erano assolutamente simpatici!) e ho quasi sperato che la polizia arrivasse davvero ad arrestarla per averne rubato uno. Ho odiato la sua fissa per le intolleranze alimentari e la sua idea di inventarsene una di sana pianta (NOTA LIBRIDINOSA: io amo l'origano! Salviamo l'origano!). Ho odiato il suo viaggio di 400 km per una Madonna. E, infine, ho odiato il suo trasformarsi in Pollyanna e vedere il mondo con gli occhiali rosa. Ornella, ma non sarai un po' bipolare?
E poi ci sono gli altri personaggi...i comprimari, il contorno... posso dire il nulla? Diego, napoletano, gay. Perché sempre un gay? E non è una domanda discriminatoria, perché io ho adorato Orlando. Ma Diego... Diego sembra un pessimo ed inutile Orlando. Così come la sua storia con Carmine sembra la brutta copia di quella tra Orlando e l'Innominato.
Clara, dipendente della libreria, è un personaggio assolutamente superfluo.
Patti, amica del cuore di Ornella, se possibile risulta ancora più antipatica della protagonista stessa e l'unica cosa che mi avrebbe davvero provocato una certa soddisfazione sarebbe stata vederla caracollare dai suoi tacchi.

Altro punto, altro dolore: i luoghi comuni e le ovvietà che infarciscono questo romanzo sono talmente tanti che si arriva ad odiare la storia. Partendo dalle donne (eternamente insoddisfatte, tormentate e che non capiscono nulla di calcio), passando per gli italiani (orgogliosi, permalosi, non escono se piove e non leggono) e finendo con i napoletani (espressivi ed eccessivi), ci si trova ad avere a che fare con una banalità dietro l'altra. E la mascella cade, cade sempre di più. E il libro sembra non finire mai... lento, lentissimo. Ecco, se dovessi racchiudere in una parola l'unica cosa che mi ha trasmesso questo romanzo dalla prima all'ultima pagina, direi: FATICA. Le pagine sembravano aumentare, la storia non scorre.
Il tentativo di far ridere con Diego (napoletano) che non beve caffè, non digerisce la pizza, non mangia la mozzarella di bufala, fallisce miseramente nel momento in cui tutte queste informazioni vengono inserite tra uno sbadiglio e l'altro. Per la cronaca: sono siciliana e non mangio la cassata, mi fa proprio schifo per dirla tutta. Questa cosa vi fa ridere?
In tutto questo doloroso corollario, ovviamente vi starete chiedendo che storia ci racconta Luca. La storia di Ornella, come detto, e della libreria londinese che rischia di chiudere. E poi? E poi, boh! Perché tutto il resto viene raccontato con una superficialità tale da non lasciare alcun segno in chi legge. Il racconto è  talmente privo di contenuti che l'unico modo che ho di definirlo è IL NULLA.
Il vissuto di Ornella, i suoi problemi, la fine del suo matrimonio, sembrano gettati lì solo per fare volume. Argomenti che avrebbero potuto essere forti, sono stati trattati con una superficialità disarmante.

Un libro che avrei voluto divorare, un autore che amo alla follia, tante aspettative immediatamente disilluse.
La storia manca sempre di spessore, di verve, di originalità. Se non si fosse trattato di Luca Bianchini, avrei smesso di leggere dopo una cinquantina di pagine. A Luca ho voluto concedere il beneficio del dubbio, sperando, sino alla fine, in un guizzo, nel suo tocco geniale che rende speciali anche le storie più semplici. Purtroppo, tutto questo non c'è stato. Anzi, andando avanti nella lettura, la storia ha un declino costante.

Nei ringraziamenti, Luca scrive: <<Dentro questo romanzo ci ho messo il cuore>>. Luca, perdonami, se questo è il tuo cuore, adesso, a me non piace molto. Personalmente, ho conosciuto un Luca diverso. Un Luca che mi ha fatto infatuare. Hai saputo farmi ridere, commuovere; hai saputo farmi amare personaggi secondari e principali. Hai saputo farmi vivere nell'attesa dei tuoi romanzi.
Non riesco a capire cosa sia accaduto in questo ultimo anno e mezzo (stanchezza? Troppi impegni?), non riesco a capire come tu abbia potuto mettere il cuore in un romanzo che non lascia nulla, assolutamente nulla, a chi legge.


Commenti

  1. Quando si dice una delusione... Personalmente, a differenza tua, io non ho apprezzato particolarmente nemmeno il romanzo "Io che amo solo te", quindi... penso che da questo starò felicemente alla larga. ;)

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    1. Almeno non piangerai per la delusione. Io di Luca ho letto tutti i romanzi e, lo ammetto, Io che amo solo te mi è rimasto nel cuore. Questo libro sembra proprio scritto da un'altra persona.

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  2. Ecco letta anche la tua di recensione, l'unica cosa da fare è dargli una copia del suo libro in testa al Salone del libro costringendolo a rinsavire!

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    1. Sempre che non sia lui ad ammazzarci prima, Nunzia. In tal caso, sappi che è stato un vero piacere averti conosciuta!

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  3. Non ti sei risparmiata. Sembra proprio che questo libro abbia tirato fuori la parte peggiore di te.

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    1. Quando un autore che ami tanto ti delude, è sempre una piccola tragedia. In questo caso ancora di più, avendo amato Luca come scrittore e stimandolo tanto come persona. Purtroppo, la realtà dei fatti è questa: un libro davvero brutto, direi inutile.

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  4. Lo sai, ho avuto le stesse sensazioni e la stessa delusione. A differenza tua non sono una super esperta dei libri di Bianchini, ma Io che amo solo te aveva una luce tutta sua, qui invece... buio totale... Bianchini riprenditi!!

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    1. Talmente tanto buio che si potrebbe usare per una pubblicità sul risparmio energetico!

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  5. Uno scrittore che ami e che ti delude...è quasi peggio del tradimento di un marito...La tua parte schietta, dura e incavolata la adoro!

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    1. Meno male! Sabato lo dici tu a Luca che sono adorabile?

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    2. Gli dirò che tu sei un tesoro e lui deve ridarci Ninella!!!!

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  6. e anche in questa occasione, abbiamo sofferto insieme! *-*

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  7. Peccato. Davvero un vero peccato. Quando ho visto la foto di Bianchini con la cover del suo nuovo romanzo in mano, ho pensato "bene, lo leggerò di sicuro, così mi farò altre due risate come in "Io che amo solo te"...invece sapere che questo nuovo romanzo è così deludente, mi rattristisce molto. Grazie Laura per la tua recensione!

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    1. Credo che tutte noi attendessimo con ansia l'uscita del nuovo romanzo e molti, già ieri, si sono precipitati in libreria. Io, questa volta posso dire per fortuna, ho avuto il privilegio di leggerlo in anteprima e risparmiare qualche euro!

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  8. Che tristezza... non ci posso credere! Nei prossimi giorni se lo vedi al Salone del libro tiragli le orecchie a Luca Bianchini ;P
    Ciao Maria

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    1. Maria, io spero solo che non sia lui a tirarmi dietro il libro!

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  9. Fatemi sapere come va l'incontro con Bianchini al Salone! ;)
    Scherzi a parte..la maledizione dei libri ambientati in libreria continua! quasi tutti si rivelano delusioni tremende.

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    1. Ciao, Tessa. In questo caso l'ambientazione è proprio il male minore. È tutto il resto che manca, dai personaggi alla storia in sé.

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  10. Laura...questa recensione mi fa male, perchè da quando ho la fortuna di conoscerti mi hai sempre parlato bene di Bianchini, l'ho conosciuto proprio grazie a te altrimenti l'avrei bellamente ignorato. So quanto ti sia costato scriverla, ma sopratutto conosco la tua tristezza. :-(

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  11. Bella recensione, mi fai morire dal ridere. Quando hai detto che avresti spento e sbattuto il Kobo sul muro, ho detto "Non , non rompere il Kobo per così poco, cambia libro" haahhaahhah. Dai un autore può avere una défaillance speriamo che si riprenda

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    1. Speriamo che si riprenda! Perché mi sa che la prossima volta, visto ciò che è accaduto oggi mi becco una denuncia!

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  12. Sicuramente no! Visto che tu hai solo dato una tua opinione, a te non è piaciuto ma questo non significa che ad un altro non possa piacere. E' un'opinione e basta. Come una qualsiasi lettrice o lettore che compra un libro e giudica l'opera, così dovresti farlo tu senza problemi. Non hai offeso nessuno. I critici non vengono denunciati se dicono che un'opera fa pietà, c'è libertà di pensiero, mi sembra no?

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    1. Io diffido molto dalla libertà di pensiero dei critici!!

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  13. Risposte
    1. Peccato sì, perché su questo libro avevo grandi aspettative!

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