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Recensione 'La costola di Adamo' di Antonio Manzini - Sellerio

Secondo caso per il controverso vicequestore Rocco Schiavone nella gelida Aosta. Un personaggio fuori dagli schemi: scontroso, irritabile, trasgressivo al limite del lecito, ma con un senso della giustizia tutto suo. Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.
«Il vicequestore sorrise nel pensare alla somiglianza che sentiva tra lui e quel cane da punta». Rocco Schiavone ha la mania di paragonare a un animale ciascuna delle fisionomie umane che gli si para davanti. Ma più che il setter che gli suscita quell’accostamento, lui stesso fa venire in mente uno spinone, ispido, arruffato e rustico com’è: pur sempre, però, sottomesso all’istinto della caccia. È uno sbirro manesco e tutt’altro che immacolato, romano di conio trasteverino, con una piaga di dolore e di colpa che non può guarire. Ad Aosta, dove l’hanno trasferito d’ufficio, preferirebbe tenere le sue Clarks al riparo dall’acqua e godersi i suoi amorazzi, che non imbarcarsi in un’altra inchiesta piena di neve.
Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.
Per dissolverla, il vicequestore Rocco Schiavone mette in campo il suo metodo annoiato e stringente, fatto di intuito rapido e brutalità, di compassione e tendenza a farsi giustizia da sé, di lealtà verso gli amici e infida astuzia. Soprattutto, deve accettare di sporgersi pericolosamente verso il mondo delle donne, a respirare il carattere insinuante, continuo, che assume la violenza quand’è esercitata su di loro. Ogni interrogatorio condotto da Schiavone accende la curiosità della prossima rivelazione, ogni suo passo sollecita l’attesa del nuovo indizio, mentre intorno si sparge contagiosa la crescente sua commozione, si trasmette il suo malumore, e si fa convincente il pessimismo sgorgato dal suo «baratro di tristezza».
Le storie nere con Rocco Schiavone restano impresse. Per la geometrica densità dell’intreccio; per la cesellatura minuziosa di un personaggio la cui immagine ha la forza di uscire dalla pagina.

Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Data di pubblicazione: 9 gennaio 2014
Pagine: 296

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 4 






Oligoemia: quantità di sangue nell'organismo ridotta rispetto al normale.

È in questa parola e nella sua definizione che si racchiude l'essenza di Rocco Schiavone, il suo dolore, la sua perdita, il vuoto che alberga nel suo cuore.

Rocco, scorbutico, schivo, solitario e un po' sbruffone, è, come al solito, il fulcro e l'anima della storia. Attorno a lui ruotano personaggi e storie, compreso il delitto sul quale ci troveremo ad indagare in questo secondo capitolo della sua vita.
Rocco che, dopo 6 mesi di vita valdostana, ancora si ostina a calzare le sue amate Clarks e il loden verde. Ma d'altronde è marzo e a marzo, si sa, arriva la primavera! 
Peccato che in quel di Aosta a marzo sia ancora inverno, la neve imperversi, le temperature aleggino sempre intorno agli 0° e, immancabilmente, le Clarks di Rocco si inzuppino e vengano gettate via!

E il delitto? C'è! Così come c'è l'indagine, ci sono i sospetti, i dubbi e, tanto per cambiare, arrivata alla fine, io non avevo capito nulla. Ma è giusto così, perché, in fondo, il Vicequestore è Rocco e sta a lui risolvere il caso, no?!

In questo secondo romanzo della serie, abbiamo la conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che il fulcro vero ed essenziale di queste storie è Rocco Schiavone. Tutto ciò che gli gira intorno, luoghi, persone ed omicidi, sono dei piccoli comprimari che servono solo a mettere un freno a quell' Ego che lo contraddistingue!

Rocco, che si fa amare incondizionatamente da noi lettrici, è un personaggio in grado di reggere il palcoscenico senza alcun aiuto. E, nonostante ciò, la sua bravura è tale che, chiunque gli giri intorno, diventa, a suo modo, un po' protagonista!

Ed è così che, anche questa volta, ho preso tra le mani questo romanzo, pronta a trascorrere una paio di giorni in compagnia del Vicequestore Schiavone e, invece, mi sono ritrovata, dopo poche ore, a girarne l'ultima pagina. 
E rieccomi qui, in sua assenza, con un vago senso di abbandono che mi accompagna, a chiedermi cosa fare: prendere immediatamente in mano il terzo libro della serie e rischiare di farli fuori tutti in breve tempo? O pazientare e centellinare per non rimanere definitivamente orfana?

Commenti

  1. In un certo senso questo libro mi ha cpnquistata più del primo. Rocco qui è più misurato, la storia è triste. Ho dovuto subito leggere il terzo e ora Manzini ha una nuova, accanita fan. Anzi due, perché ci sei anche tu!!! ;-)
    Buone vacanze Laura.
    Lea

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    Risposte
    1. Sììì, siamo le Groupie di Rocco! E vedrai appena arriva la Bacci con i capelli rosa...

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    2. Allooooooraaaa! La vuoi finire con questi capelli rosa? Anni fa ho dato: giravo come Uan, il cane di Bonolis. Ora al massimo, data l'età, potrei farli con i riflessi azzurrati, o violetti.
      E in quanto a Rocco, sappiate che è colpa vostra, di voi due minchione, se adesso mi salta tutta la TBR! Voglio Rocco pure io!
      Ah, sono la Bacci, quella vintage

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    3. Eh capirai! Le salta la TBR... È colpa nostra se tu ti ostini a non leggerlo?
      Ciao Uan!!!

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  2. Durante queste vacanze voglio leggere anch'io questa serie! Ne parlate tutte benissimo e adesso sono curiosa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sappi che Rocco non è esattamente un personaggio positivo. Spero che tu riesca a coglierne le sfumature che tanto ce lo fanno amare!

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  3. Non appena finirò Belgravia, inizieró con questo libro. Anche sorella e cognato stanno conoscendo Rocco ;)
    Un abbraccio

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  4. prenotato ieri in biblioteca! non vedo l'ora che arrivi.

    RispondiElimina

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