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Recensione 'La collega tatuata' di Margherita Oggero - Mondadori

La protagonista e voce narrante di questa storia è una "profia": un'ironica e brillante professoressa quarantenne, una donna informata e curiosa, leggermente frustrata, a volte un po' irritabile e tignosa che ogni tanto si lascia andare alla depressione. Quando a scuola si presenta un'insegnante nuova, bionda, bella, ricca, elegante al punto da potersi permettere di sfoggiare un tatuaggio multicolore, nessuno sembra disposto a trovarla simpatica. Ma quando la nuova collega finisce misteriosamente ammazzata, le cose cambiano. La nostra profia decide allora di mettere le sue doti di intelligenza, tenacia, acume e ostinazione al servizio dell'indagine poliziesca. E scoprirà che condurre indagini può essere molto pericoloso. Soprattutto se il commissario è un uomo insospettabilmente colto, affascinante...


Titolo: La collega tatuata
Autore: Margherita Oggero
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 21 gennaio 2003
Pagine: 196

Trama: 4  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 5 



Margherita Oggero è una di quelle scrittrici che ho scoperto per caso e di cui mi sono follemente innamorata!
Ammetto però la mia lacuna nel non annoverare tra le mie letture e nella mia libreria i cinque volumi che compongono la serie che vede protagonista la "profia" interpretata da Veronica Pivetti nella serie Tv che prese ispirazione propria dai romanzi della Oggero.
In mio soccorso, provvida e provvidenziale, è arrivata La Ropolo che mi ha regalato il primo volume della serie!  Un libretto di neanche 200 pagine, con la copertina giallo sole che, in questo inizio settimana che mi vede in attesa dell'arrivo di un romanzo tanto atteso, si è dimostrato perfetto per scacciare l'uggiosità di giorni di pioggia incessante, di emicrania che va e viene e di umore un po' così.

La Oggero, non devo certo spiegarvelo io, è maestra di scrittura! In periodi privi di qualsivoglia punteggiatura, in sequenze che fanno mancare il fiato al lettore, ciò che in altri scrittori risulterebbe irritante, con lei diventa divertente! Si caracolla da una pagina all'altra, quasi si stesse rotolando su una distesa d'erba fresca!

Ecco: l'ironia è la chiave di lettura di questo libro. Perché il giallo, diciamolo, è un po' labile e, se si è appassionati del genere, alla soluzione ci si arriva anche abbastanza in fretta; i ragionamenti sono spesso un po' troppo macchinosi e si rischia, a volte, di perdere il filo dei ragionamenti e della narrazione.
Ma i personaggi e le situazioni sono talmente ben costruiti che il romanzo si regge interamente su di loro. E una menzione speciale va alla piccola Livia, un'ottenne che non le manda certo a dire!

La storia, che si dipana tra le strade di Torino e i corridoi di una scuola, vede la morte di una professoressa che, diciamolo, non stava molto simpatia ai colleghi: bella, bionda, ricca e anche un po' stronza! Insomma, nell'ambiente scolastico nessuno si strappa i capelli per la sua improvvisa dipartita. Ma lo spunto è utile alla nostra profia, giallista appassionata, per calarsi nei panni di detective, complice anche un poliziotto affascinante che certamente non la fermerà!

E adesso... ho altre quattro storie da godermi!!!


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