mercoledì 3 giugno 2020

Recensione 'Cambiare l'acqua ai fiori' di Valérie Perrin - Edizioni e/o


CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI || Valérie Perrin || Edizioni e/o || 10 luglio 2019 || 425 pagine

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale.
Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.




Questo libro è stato, a tutti gli effetti, il mio compagno di maggio. Un romanzo dal quale sono rimasta lontana quando tutti ne tessevano le lodi, una storia dalla quale ho avuto bisogno di essere chiamata.
Un libro con cui ho trascorso pomeriggi interi e che, in altri giorni, ho invece abbandonato, complice un nuovo modo di sentire la lettura e nuovo spazi di cui avevo bisogno.

Violette, la sua protagonista, è diventata, durante questo tempo, una parte della mia vita; una di quelle amiche preziose e comprensive che non mettono il muso per una telefonata mancata, ma, comprensive, aspettano!

Cambiare l'acqua ai fiori è un romanzo delicato, che fa riflettere su quanto alcune persone paiano venire al mondo per farsi carico dell'infelicità propria e altrui.
Violette è una di queste persone: la sua vita scorre su binari irti di ostacoli e pregni di dolore.
Creduta morta e nata da madre anonima, trascorrerà l'infanzia e l'adolescenza vagando da una casa all'altra e da una famiglia affidataria all'altra.
A soli diciassette anni incontra Philippe Toussaint; bellissimo, affascinante, donnaiolo, Philippe la seduce e la porta a vivere con sé, dandole quel bagliore di famiglia che Violette ha sempre desiderato.

Violette mi ha ricordato un fiore delicato, un passerotto fragile e sparuto, una foglia d'autunno che fa di tutto per rimanere aggrappata al suo ramo.
Ci sono stati momenti in cui avrei voluto abbracciarla forte e asciugare le sue lacrime e dirle che volare via e lasciare quel ramo, era la cosa giusta da fare.

Valérie Perrin ci racconta una storia di rinascita, di dolore, di emozioni di sorrisi. E lo fa scegliendo un'ambientazione assolutamente inusuale: un cimitero! Sì, perché è lì che vive e lavora la nostra Violette, professione, appunto, guardiana di cimitero.
La stessa Violette che, prima di approdare a Brancion-en- Challon, si occupava di un passaggio a livello.
È forse questa la più grande metafora nascosta tra le pagine di questo romanzo: Violette è ferma in una vita trascorsa vedendo le persone passare e si muove nell'unico posto in cui, invece, la gente si ferma definitivamente. 

Cambiare l'acqua ai fiori è un romanzo che accoglie e abbraccia il lettore, che profuma di rose e peonie.
È una storia che, con delicatezza e grazia, non scade mai nel banale, che fa riflettere su quanto spesso una semplice frase possa influenzare il corso di un'intera vita, su quanto certi luoghi abbiano il potere di aggiustarci e rimettere insieme i nostri pezzi.

Violette è una protagonista anomala: spesso silenziosa, attraversa queste pagine quasi in punta di piedi, esattamente come fa con la sua vita, eppure conquista la scena e la fa sua!
Violette si ama incondizionatamente, ma si lascia andare con facilità, perché è giusto farle spiccare il volo, farla nuotare in quel mare che sa di casa senza cercare di trattenerla.

Non troverete dolore alla fine di questo libro, non ci saranno lacrime né disperazione. Solo una dolce nostalgia, quella che si prova alla fine di una vacanza, con la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di bello e costruito nuovi ricordi!

Girotondo, casca il mondo!


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