mercoledì 10 giugno 2020

Recensione 'Mai una gioia: amore e altri inciampi' di Lea Landucci


MAI UNA GIOIA: AMORI E ALTRI INCIAMPI || Lea Landucci || 3 aprile 2020 || 340 pagine

Cristina ha trent'anni, vive a Firenze ed è una investigatrice digitale: scopre tutto su tutti analizzando i loro profili sui social network!
È tanto competente e brillante sul lavoro, quanto imbranata e sfigata nel resto della vita.
Ha una madre insopportabile, un padre insicuro, e le sue migliori amiche vivono a centinaia di chilometri da lei. Il suo ex l'ha lasciata un anno fa con un SMS, il giorno di Natale, e da allora si sente dannatamente sola, anche se non lo ammette. Si barcamena tra la sua "mania dei maniaci", la sindrome da parlata non supervisionata e la propensione all'innamoramento istantaneo (non ricambiato). L'apoteosi del mai una gioia.
Ma quest'anno ha deciso che sarà IL SUO anno!
Riddurrà a zero le aspettative e si godrà tutto ciò che arriva, con assoluta leggerezza! 
Applicherà alla lettera le "regole per la perfetta seduttrice": puntare, sedurre, colpire e abbandonare.
Tutto chiaro.
Forse.




Titolo: Mai una gioia: amore e altri inciampi
Autrice: Lea Landucci, autopubblicata
Genere: chick-lit
Copertina: rosa, moooooolto rosa!

Cosa ci fa un chick-lit con copertina rosa, di un'autrice esordiente e pure autopubblicata sul mio blog? Sento già i mormorii e le occhiatacce (per non dire di peggio!) di tutte quelle autrici che sono state rimbalzate, le cui mail sono state da me cestinate senza pietà alcuna o, peggio, che si sono beccate la risposta acida e irritata!

Faccio un passo indietro: conosco Lea su Instagram e me ne innamoro istantaneamente! La sua ironia, il suo sapersi prendere in giro, il suo accento fiorentino fanno sì che io inizi a seguirla, consapevole del fatto che difficilmente i libri di cui parla avrebbero potuto interessarmi. Ma questo non mi fa desistere, perché Lea è più che una bookblogger, è una Persona.
Capita di scambiare qualche battuta tramite messaggio, di farci due risate, finché scopro che sta scrivendo un romanzo.

La bomba arriva quando Lea mi chiede di farle da beta-reader: le serviva una persona che non fosse avvezza al genere, che non lo amasse e che, da brava stronzetta, le dicesse se il suo romanzo avesse del potenziale o meno anche per chi, tutto sommato, non legge il genere in questione.
Accetto! Perché sì, le amiche fanno anche questo. Inizio a leggere Mai una gioia in un momento in cui dalle Case Editrici mi arrivava il ben di Dio di libri, quindi lo leggo a spizzichi e bocconi, alternandolo a ciò che, invece, avrebbe richiesto uno spazio immediato sul blog.

Nonostante questo, la cosa che più colpisce è che di questo romanzo mi rimanga in testa tutto: personaggi, trama, ambientazione. Non importa che tra un capitolo e l'altro siano passati interi giorni e interi altri libri, io so perfettamente dove sono e con chi!
Nel frattempo, in quel di Firenze, una blogger/autrice quasi esordiente viveva in preda all'ansia (scusa, Lea!).

Ho terminato la lettura del romanzo di Lea e l'ho fatto con il sorriso stampato in faccia, felice di essermi addentrata in un territorio non mio e di aver trovato una storia che mi ha divertita, coinvolta ed emozionata!

Mai una gioia non è il solito chick: non è una storia scontata, non si attiene ai cliché cui questo genere ci ha abituati.
In questa storia troverete, imperante, l'ironia della sua autrice: Lea si distingue, nel marasma di profili Instagram che parlano di libri, proprio per i suoi toni scanzonati, per la sua attitudine alla battuta, una fiorentina a 360°, di quelle in grado di sdrammatizzare anche le situazioni peggiori. Ed è proprio la sua personalità spumeggiante che spicca in questa storia e nella sua protagonista, Cristina, una trentenne che per vivere si occupa di investigazioni digitali.

Cristina è una ragazza normale e anche questo mi ha stupita: niente bionda bellissima che si crede cessa! No, Cri è una di noi, coi rotolini di ciccia, i capelli che fanno quello che pare a loro, una madre che la sminuisce e le ricorda che dovrebbe stare a dieta, i barattoli di gelato sempre pronti in frigo e una vita sentimentale un po' disastrata. E, soprattutto, due amiche, Sabrina e Daniela, che, pur distanti fisicamente, sono onnipresenti nella vita di Cristina... che è un po' quello che tutte le amiche dovrebbero fare, no?!

Sono tante le cose che mi hanno colpita nell'esordio di Lea: innanzitutto la sua scrittura, già matura, mai sopra le righe, mai oltre certi limiti. 
Altro punto a favore è stata la scelta dei personaggi, perfettamente caratterizzati, tanto da renderli unici agli occhi dei lettori, tanto da portarlo ad immaginarli anche fisicamente, quasi fossero persone reali.

La mia menzione speciale, però, va al modo in cui la Landucci ci parla di Firenze e di Carmen: se la prima, città unica al mondo, è parte integrante del romanzo, tanto da poterne percepire profumi e colori, Carmen, Labrador meraviglioso, compagna di vita di Cristina, è un punto fermo all'interno di questo romanzo, un'Amica speciale per la protagonista, un personaggio a sé assolutamente indispensabile allo snodo della trama!
Mai scontato: questo è ciò che mi sono ripetuta durante tutta la lettura. Una delle cose che più detesto di questo genere di romanzi, e che me ne tiene decisamente lontana, è la banalità delle trame. Sin dalle prime pagine si sa bene chi si innamorerà di chi e secondo quali meccanismi, tanto che spesso mi sono chiesta che piacere si provi a leggere sempre questo genere, dove, in fondo, poco cambia se non i nomi dei personaggi e l'ambientazione.
In Mai una gioia, invece, nulla è mai come appare: Cristina, come dicevo, non è bellissima, biondissima, intelligentissima (oddio, quello sì, ma non in maniera irritante!) e tutte quelle cose in issima che rendono una donna sempre antipatica. 
Il finale non è assolutamente scontato, anzi, mi ha stupita in positivo e non poco!

Critiche? Forse un paio, di cui, peraltro, ho già parlato in privato con l'autrice, quindi non scoprirà nulla di nuovo. La prima riguarda la lunga descrizione che Cristina, a un certo punto del romanzo, fa del suo lavoro: l'ho trovata, a tratti, un po' noiosa. Ma, effettivamente, parlandone con Lea mi sono resa conto che era necessaria per far capire bene di cosa si occupi la protagonista.
La seconda mia perplessità, invece, riguarda l'unica scena di sesso presente nel romanzo: è molto divertente, perché non ricalca mai scene da kamasutra e seduzioni improbabili, anzi Cristina mostra, proprio in quel momento, tutte le sue insicurezze e fragilità. Ma qui, lo confesso, il problema è proprio mio: faccio molta fatica a tollerare il sesso nei libri e non perché io sia una puritana! Semplicemente, sono una di quelle persone che, quando legge, preferisce lasciare spazio all'immaginazione e, tante volte, credo che l'eccesso di descrizioni penalizzi un po' alcuni romanzi.

In conclusione, Mai una gioia è un esordio scoppiettante e che fa sperare sicuramente in un futuro pieno di romanzi firmati da Lea. Una storia che, nella sua leggerezza, ci racconta uno spaccato di vita e ci fa conoscere una protagonista divertente e amabile.
Un debutto solare, allegro e anche commovente, che vi consiglio di leggere sia che siate amanti del genere, sia che, come me, ve ne teniate lontani: il romanzo di Lea Landucci ha tutte le carte in regola per piacervi!

2 commenti:

  1. Il solo fatto che tu abbia apprezzato un "rosa" è un invito alla lettura.

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  2. Io volevo già leggere questo libro, ora lo voglio doppiamente. Lea è qualcosa di travolgente su IG e spero di ritrovare quella vena anche nel romanzo. Messo in lista nei libri da leggere a breve.

    Nota per la zia Libbbri: Sei tornata in grande forma, tvb!

    RispondiElimina

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