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Recensione ' Una donna quasi perfetta' di Madeleine St John - Garzanti


UNA DONNA QUASI PERFETTA || Madeleine St John || Garzanti || 240 pagine || 25 giugno 2020

Londra. Attraverso le grandi finestre si scorgono sontuosi salotti, tovaglie ricamate e, immancabile, un servizio da tè in fine porcellana. Intorno a quei tavolini elegantemente apparecchiati, con una tazza in mano, le donne si confidano le une con le altre, si danno manforte, si studiano tra mezzi sorrisi e cenni d'intesa. È così anche per Flora, Gillian e Lydia, tutte e tre convinte di avere una vita quasi perfetta. La prima ha un marito che ama e due splendidi bambini. Gillian ha una relazione con un uomo sposato che spera possa trasformarsi in qualcosa di più. Infine Lydia è sicura di poter vincere la medaglia di "amica dell'anno". Quando le loro strade si incrociano, però, capiscono che non sempre le cose vanno come si desidera: è il momento di scegliere che persone vogliono essere, che tipo di donna vogliono diventare. Al di là di quello che la società richiede loro. Al di là di quello che si aspettano gli uomini che hanno accanto. Perché, per quanto sia più semplice avere qualcuno vicino che ci consigli che cosa dire e che cosa fare, e prendere decisioni non convenzionali possa fare paura, Flora, Gillian e Lydia stanno per scoprire che è la sola strada verso la libertà. Una storia in cui tre donne hanno il coraggio di anteporre ciò che desiderano dalla vita a ciò che il mondo si aspetta da loro. Una scelta che, per una donna, non è mai scontata, in qualunque epoca e a qualunque età.




... in fondo è tutto così transitorio.
Secondo romanzo di Madeleine St John, pubblicato in Italia da Garzanti, Una donna quasi perfetta stupisce, durante la sua lettura, per la quasi totale discordanza con quella che è la sinossi di presentazione del libro e anche con la traduzione del titolo che, in originale, è A pure clear light, Una luce pura e trasparente.

In questa storia abbiamo a che fare con la vita quotidiana di Simon e Flora Beaufort, una coppia della middle-class londinese, alle prese con i problemi di ogni giorno e i tre figli, Jeaney, Nell e Thomas.
Durante una vacanza estiva nella quale Flora partirà per la Francia assieme ai figli, Simon, impossibilitato a raggiungerli a causa del suo lavoro, conoscerà Gillian e ne rimarrà immediatamente affascinato.

Madeleine St John ci porta alla scoperta di questa relazione, dei sotterfugi, delle bugie e delle mancanze di un uomo, Simon, che, come gran parte degli uomini, non riesce a rinunciare a nulla.
Da una parte la quotidianità fatta di lavoro e famiglia, dall'altra la trasgressione e l'infatuazione per una donna, Gillian appunto, che sin dall'inizio della loro relazione si professerà come indipendente e ben lontana dal voler rinunciare al suo status di donna libera!

Ciò che spicca in questa storia è il personaggio di Simon, un uomo egocentrico e la cui principale preoccupazione non riguarda i suoi sotterfugi né il suo tradimento nei confronti di Flora, bensì il fatto che sua moglie frequenti la Chiesa cattolica, pure essendosi convertita all'anglicanesimo quando lo ha sposato.

Quando Gillian inizia ad allontanarsi da lui, il suo egoismo raggiunge l'apice. Ma va tutto bene quando, invece, è lui a doversi allontanare da lei per non mettere a rischio il suo matrimonio.

Una donna quasi perfetta non è l'elogio del femminismo né della solidarietà tra donne, quanto piuttosto la conferma che, spesso, senza uomini siamo più forti e indipendenti, ma anche che davanti all'amore diventiamo deboli e sottomesse.
Gillian inizierà ad allontanarsi da Simon quando si renderà conto di provare per lui sentimenti che vanno al di là dell'attrazione fisica; viceversa, Simon smetterà di vederla solo quando rischierà di perdere non quella che dovrebbe essere la donna della sua vita, bensì la comodità della vita di coppia, una moglie che lo conosce alla perfezione che, tutto sommato, è disposta a chiudere un occhio su tutte le sue mancanze come marito e come padre.

Con la lettura di questo secondo romanzo della St John mi sono stupita, ancora di più, di quanto la sua scrittura semplice e le sue storie prive di eventi drammatici, tranquille e lineari, riescano a conquistarmi.
Qualcuno potrebbe definire i suoi romanzi noiosi, io li trovo, invece, rilassanti e adatti a questo tardivo inizio di estate che profuma ancora un po' di pioggia!


Ringrazio Garzanti per avermi fornito una copia del romanzo

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