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Recensione IN ANTEPRIMA 'La maestra di Saint-Michel' di Sarah Steele - Feltrinelli

LA MAESTRA DI SAINT-MICHEL || Sarah Steele || Feltrinelli || 17 febbraio 2022 || 384 pagine

Francia, 1942. Finite le lezioni, la maestra fa uscire gli alunni dalla scuola. Controlla con cura che abbiano i loro lasciapassare e raccomanda a tutti di non fermarsi finché il soldato tedesco di guardia non avrà alzato la sbarra che demarca il confine tra la Francia occupata e quella libera. Quando li vede attraversare e correre tra le braccia delle madri, tira un sospiro di sollievo. Nessuno è più al sicuro ormai. Nemmeno i bambini. Inghilterra, oggi. La lettera emana un vago profumo di gardenia, il profumo di sua nonna. Dentro, in una calligrafia d’altri tempi un po’ tremolante, c’è una richiesta per lei: deve rintracciare una donna che anni prima viveva in Francia, a Saint-Michel-sur-Dordogne. È così che Hannah Stone si ritrova a Les Cerisiers, una vecchia casa in pietra circondata da un magnifico giardino di ciliegi, che sembra lì apposta per nascondere segreti. Un po’ per volta, partendo da un vecchio quaderno di ricette di famiglia, cercherà di risolvere un mistero che affonda le radici nella Resistenza. Decisa a dare spazio ai molti atti di eroismo quotidiano in tempo di guerra, soprattutto a quelli delle donne spesso passati sottotraccia, Sarah Steele costruisce un romanzo ricco di emozioni e avventura, un’appassionante storia di amicizia femminile, coraggio e speranza.


Sarah Steele è un nome che suonava familiare e, dopo aver ricevuto questo romanzo, sono andata a leggere la biografia dell'autrice e ho capito per quale motivo il suo nome mi risultasse già sentito: Sarah Steele è l'autrice de Il Grand tour di Nancy Moon, romanzo che avevo acquistato per la stupenda copertina (sì, lo so, sono cretina!) e che avevo mollato dopo un centinaio di pagine per la "pochezza" della storia.

In questo suo secondo romanzo, la storia che ci viene raccontata ha uno spessore sicuramente diverso, almeno in quelle parti che narrano la storia della maestra Lucie Laval e di come salvò quattordici bambini ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.
Un giorno, alla fine di tutto questo, i suoi bambini le avrebbero chiesto cos'avevano fatto lei e Papa durante la guerra, e dire "niente" non era un'opzione accettabile.
A Lucie Laval e alla sua casa di Saint-Michel-sur-Dordogne arriveremo grazie a Hannah, una ragazza inglese che, in un momento in cui ogni aspetto della sua vita pare andare a rotoli, ritrova per caso una lettera che, molti anni prima, le aveva inviato l'amata nonna Gigi; una lettera con la quale l'anziana donna le chiedeva di rintracciare la sua amica Lucie e chiederle scusa da parte sua.
Nonostante siano trascorsi ormai quindici anni da quando Gigi le aveva scritto quella lettera, Hannah decide di intraprendere ugualmente il viaggio verso la Francia.
Si ritrova così a soggiornare proprio a Les Cerisiers, la casa circondata da un giardino di ciliegi, che era appartenuta a Lucie Laval e che, guarda un po' il caso, è diventata un Bed&Breakfast!

Parte così una storia che si dipana su due piani temporali e che ci racconta di Lucie e delle donne di Saint-Michel che, nel 1942, misero a repentaglio le loro stesse vite pur di salvare dei bambini che avevano perso ogni cosa e, allo stesso tempo, di come, oggi Hannah cerchi di scoprire chi fosse Lucie e, soprattutto, che legame avesse con Gigi.

Il doppio piano temporale aiuta lo scorrere della storia, ma, come spesso accade questo si sceglie questo tipo di narrazione, una delle due epoche narrate tende a diventare più interessante dell'altra.
In questo caso è la storia di Lucie quella che riesce a conquistare il lettore e a tenerlo sulle spine sino alla fine del romanzo. Hannah, purtroppo, si rivela un personaggio fragile, a tratti banale, la cui storia personale traballa in più punti e appare spesso come un mero espediente che l'autrice usa per poterci far conoscere Lucie.

Quello usato in questo romanzo è lo stesso registro che l'autrice aveva utilizzato per il suo primo libro: un personaggio del presente che si muove alla ricerca di un passato che pare perduto.
Al di là di questa scelta, però, sono altre le cose che mi hanno fatto sollevare più di una volta il sopracciglio!
Innanzitutto, Hannah ci viene presentata come bilingue, cosa anche abbastanza normale per una ragazza cresciuta con una nonna francese.
Quando arriva a Saint-Michel, quindi, usa l'idioma francofono per comunicare con gli abitanti del luogo. Non ho compreso, quindi, la scelta (presumo della traduttrice) di inserire qua e là qualche parola in francese... in discorsi che, palesemente, si stanno svolgendo in quella lingua!

Fragile, come detto, la storia di Hannah, della quale sappiamo sin da subito che ha perduto il fratellino in tenera età, morte della quale si ritiene responsabile e che ha sempre condizionato la sua vita e le sue scelte.
Dovremo arrivare quasi a fine romanzo per scoprire cosa sia accaduto, ma a quel punto il distacco che si sarà creato tra il lettore e il personaggio di Hannah sarà tale che quel minimo di empatia che avrebbe dovuto suscitare una storia così dolorosa, rimane latente.

Anche il finale si può dividere in due parti: scoprire cosa accadde a Lucie Laval e quale fosse il suo legame con la nonna di Hannah sarà piacevole, ma non così emozionante come ci si sarebbe potuto aspettare.
Dal canto suo, la conclusione della storia riguardante la stessa Hannah risulta davvero scontata, intuibile sin dalle prima pagine, come accade in un romanzo di narrativa di intrattenimento.

Ricordo che ne Il Grand tour di Nancy Moon mi aveva colpita negativamente la "leggerezza" della scrittura di Sarah Steele, che, abbinata alla leggerezza della storia, mi aveva portata ad abbandonare il romanzo; anche in questo caso, ho notato questa peculiarità che, però, abbinata a un romanzo di questo tono risulta forse troppo superficiale.

La maestra di Saint-Michel ha il pregio di raccontare una storia sconosciuta ai più, ma lo fa utilizzando troppi orpelli inutili, facendo così scemare l'interesse durante la lettura.




Ringrazio la Casa Editrice per avermi inviato una copia del romanzo


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