Recensione 'La scuola degli specchi' di Eva Stachniak - Beat

 

LA SCUOLA DEGLI SPECCHI || Eva Stachniack || Beat || 17 febbraio 2022 || 432 pagine

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Parigi, 1755. Véronique Roux ha solo tredici anni quando, nella modesta stanza in affitto che divide con la madre e i fratelli, riceve la visita di un uomo alto e magro con una redingote di velluto viola e in pugno un bastone da passeggio. A monsieur Durand, questo il nome con cui l'uomo si presenta, basta una sola occhiata per rendersi conto che Véronique è delicata e graziosa, con i lineamenti di una bambola di porcellana e una figura dalla linea così morbida che nemmeno i vestiti grossolani possono rovinare. L'accordo, in men che non si dica, è preso: Véronique andrà a servizio, vivrà in una casa sfarzosa e sua madre avrà una bocca in meno da sfamare. Quello che la giovane non sa, tuttavia, è che dietro monsieur Durand si cela in realtà Dominique-Guillaume Lebel, premier valet de chambre du roi, colui che governa il regno dei piaceri più intimi del re. Luigi XV, stanco degli intrighi di corte, è diventato un appassionato di innocenza: aborrisce l'astuzia e l'artificio, detesta le guance imbellettate, gli abiti sfarzosi e i discorsi allusivi. Le donne che vuole nel suo letto devono essere pure e incorrotte. Dal momento che è impossibile materializzare all'improvviso fanciulle di questo tipo, il compito di Lebel è quello di giocare d'anticipo: nella città di Versailles, all'incrocio tra rue Saint-Médéric e rue des Tournelles, c'è una scuola in cui, sotto la sorveglianza di madame la marquise de Pompadour, vengono accolte le giovani e inconsapevoli ragazze in attesa di ricevere un'adeguata «istruzione». Si chiama Parc-aux-cerfs, ed è abbastanza vicina a palazzo da essere comoda ma abbastanza lontana da non attirare l'attenzione di cortigiani ficcanaso. Al momento giusto, ogni ragazza viene introdotta di nascosto a corte, attraverso la sua leggendaria Sala degli Specchi, e presentata al re... In bilico tra lo sfarzo abbagliante di Versailles e le ombre della Rivoluzione francese, La scuola degli specchi si addentra nell'avventura tragica della caduta della monarchia francese, restituendo appieno il volto vivido e oscuro di un'epoca.


Parc-aux-cerfs era quello che oggi definiremmo un "bordello reale". Una residenza abbastanza vicina a Versailles, ma non tanto da permettere ai cortigiani di ficcanasare, Parc-aux-cerfs era il luogo nel quale venivano condotte quelle che, nel romanzo di Stachniak, vengono definite élèves, allieve; giovani ragazze di basso ceto sociale che avevano lo scopo di soddisfare le voglie di Re Luigi XV.
A occuparsi di trovare le fanciulle più adatte allo scopo era Dominique-Guillame Lebel, valletto di Camera del Re, che, dopo aver individuato la ragazza, contrattava con la famiglia, facendo loro credere che questa sarebbe andata a servizio presso una casa sfarzosa di proprietà di un Conte polacco, cugino della Regina, risolvendo, così, anche i problemi economici della famiglia stessa, che riceveva una congrua somma in cambio della figlia.
La storia ci racconta che dietro la gestione di Parc-aux-cerfs vi fosse la mano di Madame de Pompadour, che, dopo cinque anni da amante del Re, nel momento i cui i loro rapporti si affievolirono, assurse al ruolo di confidente, consigliera e amica fidata.

Ne La scuola degli specchi veniamo accompagnati all'interno di un pezzo di storia francese che va dagli anni di Parc-aux-cerfs alla Rivoluzione e alla caduta della monarchia.
La voce narrante della prima parte del romanzo è quella di Véronique Roux, che, dopo la morte del padre, si ritrova a vivere con la madre e i tre fratelli più piccoli in un'unica stanza al quinto piano di un fatiscente edificio e in una situazione economica difficile.
Quando Monsieur Lebel proporrà alla madre di Véronique di portare la figlia a servizio presso la casa del Conte cugino della Regina, questa non ci penserà due volte ad accettare la proposta e i soldi che le vengono offerti.
Seguiremo così Véronique sino a Parc-aux-cerfs e da qui la vedremo diventare una delle giovanissime amanti di Re Luigi XV.

Molte cose mi hanno lasciata perplessa durante la lettura di questo romanzo, prima fra tutte la la seconda parte nella sua interezza; parte nella quale la narrazione passa dalla voce di Véronique a quella figlia, Marie-Louise.
Trascorrono, infatti, cinque anni fra una parte e l'altra del romanzo, ma questa cosa non viene neanche accennata nella sinossi.
Da questo momento, e sin quasi alla fine della storia, perderemo di vista Véronique per seguire le vicende della figlia, una delle tante "bastarde reali", appellativo col quale venivano definiti tutti quei figli che il Re aveva avuto fuori dal matrimonio e che venivano affidati, dietro pagamento di una cifra consona, a persone che si incaricavano della loro crescita ed educazione.
Anche Marie-Louise andrà incontro allo stesso destino, inizialmente affidata a una balia, poi, all'età di sei anni, riportata vicino alla corte e affidata a dei dipendenti di Madame de Pompadour.

La scelta dell'autrice di narrare la vita di due donne, dà l'impressione di leggere due romanzi diversi. 
Purtroppo, nessuna delle due protagoniste è riuscita a conquistarmi totalmente: Véronique risulta petulante ed eccessivamente ingenua nella sua infatuazione verso quest'uomo che lei crederà essere un Conte polacco.
Marie-Louise, invece, passa dall'essere una bambina irritante al diventare un'adulta scialba.

La storia in sé risulta lenta, a parte qualche picco qua e là, comunque troppo poco per rendere scorrevole un romanzo di questo tipo e di questa lunghezza.
Esageratamente descrittivo in alcune parti, paga anche l'eccesso di eventi, spesso non necessari, che vengono narrati: dialoghi e situazioni si protraggono stancamente e fanno sentire la mancanza di una "sforbiciata tattica" che avrebbe, forse, aiutato la scorrevolezza di questa storia.

Resta sicuramente da fare un plauso all'autrice per aver deciso di raccontare una storia così complessa e delicata e averlo fatto con una scrittura che risulta essere l'unica cosa fluida di questo romanzo.
Personalmente, avrei gradito un maggiore approfondimento storico, soprattutto per le parti relative alla rivoluzione francese, che rimane, all'interno del romanzo, uno sfondo e un pretesto per narrare le vicende che riguardano Marie-Louise.
Allo stesso modo, mi è mancato l'approfondimento su ciò che accade a Véronique, informazioni che ci verranno date in maniera sommaria, e attraverso lo sguardo della figlia, solo a fine romanzo.



Ringrazio la Casa Editrice per avermi inviato una copia del romanzo

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