Recensione 'Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Sud America?'
di Antonio Manzini - Sellerio


RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A RITROVARE L'AMICO MISTERIOSAMENTE SCOMPARSO IN SUD AMERICA? || Antonio Manzini || Sellerio || 31 ottobre 2023 || 145 pagine



Dopo Vecchie conoscenze e Le ossa parlano, il vicequestore Rocco Schiavone è in missione non ufficiale a migliaia di chilometri dalla sua odiata Aosta, con il vecchio amico Brizio. Vogliono ritrovare Furio, l’altro compagno di una vita, scomparso tra Buenos Aires, Messico e Costa Rica. Furio, da parte sua, si è lanciato a rotta di collo sulle tracce di Sebastiano, il quarto del gruppo, scappato in Sud America per sfuggire ad una colpa tremenda e alla conseguente punizione. L’antefatto è lontano nel tempo e ha squassato le vite di tutti loro. E adesso Rocco e Brizio devono impedire «la pazzia» di Furio, ma vogliono anche capire i perché di Seba, quali sono stati i motivi profondi di quel tradimento orribile con cui Rocco ha già provato a fare i conti, in modo da poter dare l’addio come si deve a un’amicizia vecchia quanto loro. La ricerca appare vana, perché il continente è immenso e chi scappa lascia solo labili indizi, sospeso in realtà tra scomparire e voglia di spiegarsi o di espiare. Il vicequestore, da fine investigatore, sa bene come armare una caccia spericolata, e Brizio è abbastanza svelto di mano da spalleggiarlo adeguatamente. In questo miscuglio di thriller e psicologia, è inevitabile che nella mente di Rocco si affollino i tanti ricordi di un’infanzia con la banda a Trastevere, quel piccolo mondo dove solo un fortunato caso ha deciso che Schiavone sia diventato un poliziotto e non un «bandito», una guardia e non un ladro, al pari dei suoi inseparabili compari, uniti in un’amicizia che non c’è più, distrutta dal tempo, dal destino o forse solo da appetiti personali. Ritrovare Sebastiano misteriosamente scomparso in Sud America sarà forse possibile. Impossibile ritrovare l’amico. Antonio Manzini torna a raccontare i fantasmi del suo vicequestore, ma questa volta lo fa per chiudere un cerchio, uno dei più dolorosi della sua vita.


Ho concluso l'ultima recensione, quella relativa al nuovo romanzo di Lorenzo Marone, dicendo all'autore di essere un po' stanca. La mia chiusura era un rimando a uno specifico passo del libro, ma si trattava anche di una stanchezza dolce, quella che assale quando si termina un libro intenso, una storia che fa battere il cuore e si arriva alla fine con la sensazione che null'altro di così bello potrà arrivare a noi!

Anche ad Antonio Manzini vorrei dire che sono stanca (in realtà vorrei dire tante altre cose, ma pare esista la censura!), ma stavolta si tratta di una stanchezza diversa: sono arrabbiata e anche un po' stufa, perché da ormai due o tre anni pare che la "carretta" Rocco Schiavone venga tirata avanti per tanti motivi diversi, ma non per quello che dovrebbe essere il vero motivo di una serie come questa: l'avere ancora qualcosa da raccontare!

- ATTENZIONE!! TRATTANDOSI DEL TREDICESIMO LIBRO DELLA SERIE, POTREBBERO ESSERCI DEGLI SPOILER - 

Dalla quarta di copertina scopriamo che questo racconto dal titolo di Wertmülleriana memoria si colloca, come lasso temporale, prima dell'ultimo pubblicato, Elp. Perché? A Manzini è venuto in mente dopo? Non voleva inserire queste 145 pagine nel già corposo romanzo precedente? Mi creda, dottor Manzo, da questo ultimo racconto si possono sforbiciare almeno metà delle pagine che lo compongono.
E insomma, sarà pur vero che noi lettori, ormai, siamo malfidenti, ma è altrettanto vero che a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina; quindi, la puzza del "tiriamo su 'sti 10 euro" la sentiamo tutti!

Un racconto incentrato su un lungo viaggio, quello che Rocco e Brizio affronteranno per ritrovare Furio, partito alla volta del Sud America per scovare il traditore Sebastiano. Due terzi del racconto si concentrano su voli trans-oceanici durante i quali Brizio dorme e Rocco ci prova.
La restante parte ci accompagna alla ricerca di Furio, tra telefonini prepagati, armi da reperire, vicoli umidi e malfamati e hotel a 5 stelle.
Prima a Buenos Aires, poi a Città del Messico, infine in Costa Rica, la storia sarà una sequela di fortuite quanto fortunate coincidenze e situazioni al limite dell'inverosimile. E se è vero che un racconto richiede una velocità di narrazione spesso non richiesta a un romanzo, è vero pure che alcune risoluzioni mi sono parse esageratamente tirate per i capelli.

Il cerchio si chiude? Potrei dire di sì, anche se non come ci si aspetterebbe. C'è una sorta di tenerezza di fondo, davanti alla quale, se non si arrivasse con addosso un miscuglio di stanchezza e noia, ci si potrebbe anche commuovere; cosa che sono certa accadrà ai lettori più affezionati al personaggio, quelli, per intenderci, a cui andrebbe bene qualunque cosa purché Rocco continui ad arrivare nelle loro case!
Io sono rimasta delusa dalle scelte compiute da Manzini con questo racconto: ho avuto l'impressione che l'autore non sapesse più come tirarsi fuori da un ginepraio iniziato con quel 7-7-2007 e che vede protagonista l'amico di una vita Sebastiano. E allora che si fa? Si tira fuori un racconto e si punta tutto sul buon cuore dei lettori.

E intanto, tocca dirlo, Rocco non si sopporta più; anche negli ultimi due romanzi spiccava questa vena irritante del Vicequesto Schiavone, che qui viene ulteriormente ribadita: quelle battute che una volta avrebbero strappato un sorriso anche al lettore più ostico, adesso risultano irritanti, fanno storcere il muso e, anche solo mentalmente, si manda Rocco a quel paese!

È necessario leggere questo racconto? Se avete letto l'intera serie, purtroppo sì. Sarà l'unico modo per avere delle risposte, ma, preparatevi, non saranno quelle che vorrete.
Per il resto, è una storia annacquata, noiosa, di cui si sarebbe fatto tranquillamente a meno. L'ennesima conferma, se ancora ne servisse una, che Rocco Schiavone ha fatto il suo tempo e, nonostante l'età anagrafica non glielo consenta, sarebbe ora di mandarlo in pensione!

La Libridinosa

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1 commento:

  1. Sono d'accordo su tutto. Poteva tranquillamente risparmiarcelo e con ELP chiudere la saga. Francesca Buffardi

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