Recensione 'La donna in bianco'
di Wilkie Collins - Fazi Editore


LA DONNA IN BIANCO || Wilkie Collins || Fazi Editore || 12 gennaio 2024 || 839 pagine


Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira di notte per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama di La donna in bianco, tessuta con magistrale sapienza da Wilkie Collins. Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista «All the Year Round» suscitando uno straordinario interesse nel pubblico, che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l’impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l’affascinante quanto ambiguo conte Fosco.
È passato oltre un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate: anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa straordinaria macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery facendo guadagnare al suo autore l’appellativo di “padre del poliziesco moderno”. Non c’è lunghezza che tenga: con un libro del genere si arriva sempre al fondo con rimpianto. La donna in bianco è anche un musical di grande successo realizzato da Andrew Lloyd Webber.


Così la spettrale figura che ha ossessionato queste pagine, e la vita di colui che le ha scritte, discendono ormai nell'insondabile tenebra. Come un'ombra ella venne a me la prima volta, nella solitudine della notte. Come un'ombra adesso si allontana, nella solitudine dei morti.
Capolavoro! Come definire altrimenti un romanzo che, nonostante le sue 839 pagine, ho letto (forse sarebbe meglio dire divorato) in quattro pomeriggi?
Non c'è stata una pagina che sia parsa superflua, un personaggio che non mi abbia del tutto convinta, un intreccio della trama che non sia risultato perfetto! 
Perché io non abbia mai letto nulla di Wilkie Collins, invece, rimane un mistero, la cui unica risposta risiede nella mia cretineria!

La donna in bianco è un giallo tanto anomalo quanto intricato, nel quale la storia e i personaggi si intrecciano alla perfezione, dando vita a una storia intensa e che, sino alla fine, lascia il lettore col fiato sospeso.

Siamo nell'Inghilterra di metà Ottocento e Walter Hartlight, grazie alla calda raccomandazione del suo caro amico, il Professor Pesca, giunge a Limmeridge House in veste di insegnante di disegno per le due nipoti di Mr Fairlie.
Marian Halcombe e Laura Fairlie hanno in comune la madre, ma padri differenti; le due sorelle, inoltre, sono molto diverse tra loro, sia fisicamente che caratterialmente: tanto Marian è scura di carnagione e capelli e con un carattere forte e tenace, quanto Laura risulta quasi eterea con i suoi occhi chiari, i capelli biondi, la pelle diafana e un temperamento docile e remissivo.
Marian è povera, mentre Laura è una ricca ereditiera, ma nonostante tutte queste differenze, le due sono molto legate e si vogliono un gran bene!

Fra i tre protagonisti si creerà immediatamente un bel rapporto e le loro giornate trascorreranno serene tra passeggiate nel verde, chiacchiere e lezioni di disegno.
Proprio la profonda amicizia che li lega, porterà Marian a notare il nascente sentimento tra Walter e Laura; e sarà sempre lei, in nome dell'affetto che prova per entrambi, a ricordare all'uomo qual è il ruolo che ricopre e come l'amore che prova per la sorella non possa portare altro che problemi, soprattutto perché la ragazza è già promessa sposa di un altro uomo.
Laura, infatti, è fidanza con Sir Percival Glyde, un uomo molto più grande di lei cui il padre, prima di morire, promise la sua mano.

La donna in bianco è un romanzo tanto intricato quanto affascinante: vari sono i personaggi la cui voce ci racconterà questa storia, così come varie saranno le domande cui il lettore dovrà cercare una risposta.
Innanzitutto, chi è la donna in bianco? Chi è Anne Catherike e cosa la lega a Laura Fairlie?
A questo primo mistero, altri se ne aggiungeranno durante lo scorrere della storia, mantenendo desta l'attenzione e la curiosità di chi legge!

La storia, come detto, vede vari protagonisti e saranno proprio le voci di alcuni di loro a narrarci i fatti: chi sotto forma di diario, chi di lettera, chi dalla propria viva voce. Seguiremo così l'evolversi di questo romanzo e scopriremo, a tempo debito, cosa si nasconda tra le vie di Londra e nelle sontuose dimore del Conte Fosco e di Sir Percival.
La scelta di usare molteplici punti di vista aiuta a non focalizzarsi mai su un solo personaggio e, allo stesso tempo, svia i sospetti che si creano man mano che la storia procede.

La bravura di Collins è quella di farci dubitare di tutti (o quasi): ad ogni pagina, ad ogni nuovo accadimento i sospetti e i dubbi si spostano fulminei, esattamente come i nostri occhi sulle parole, tra i vari personaggi.
Solo Walter e Marian rimarranno al di sopra di ogni dubbio, uniti nella loro lotta per il bene di Laura.
Marian, in particolare, ci viene raccontata come una donna di grande intelligenza e acume, forte laddove deficita in bellezza, una donna in grado di ribellarsi e fuggire al maschilismo dell'epoca, contravvenendo alle regole che la società imponeva alle donne.
Si nota, tra queste pagine, una dura critica da parte di Collins alla condizione femminile dell'epoca.

Pubblicato per la prima volta a puntate tra il 1859 e il 1860, La donna in bianco risulta ancora moderno e attuale. La scrittura di Wilkie Collins, così elegante e mai noiosa, neanche nelle parti più descrittive, è quel perfetto connubio tra romanticismo, ironia ed eleganza che oggi, purtroppo, è raro trovare.

Un plauso, infine, alla traduzione di Stefano Tummolini che, svecchiando alcuni termini e rendendo più semplici alcuni passaggi, ha regalato a questo romanzo un fruibilità ancora maggiore.

La Libridinosa

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