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Perché il romance è sempre la stessa storia (e fingiamo di non accorgercene)

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Cliché, comfort narrativo e l'equivoco dell'incisività nel genere più difeso da tutti Il romance: ovvero perché se incontro ancora un "lui era alto, moro e tormentato" chiamo le autorità Mettiamo subito una cosa in chiaro: io non leggo romance. Non per snobismo, non perché "io leggo cose difficili". Non li leggo perché dopo un po' il mio cervello anticipa le frasi come quando rivedi un film troppe volte e inizi a recitare le battute prima degli attori. Come a dire che li apro, leggo tre righe e il mio cervello urla: "Aspetta... questo l'ho già letto. Nel 2009. Con un altro titolo." Apri un romance e succede questo: non entri in una storia, entri in un format. Sai già chi si amerà, quando fingeranno di odiarsi, quando scoperanno per la prima volta. La suspense è zero. L'imprevisto è bandito. L'effetto sorpresa in congedo permanente. Il romance non ti racconta una storia.  Ti rassicura che la storia sarà uguale a quella di prima. Sì. ...