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Recensione 'La vita sessuale dei nostri antenati' di Bianca Pitzorno - Mondadori

la vita sessuale dei nostri antenatiSINOSSI

<<Cara Lauretta,
cara cugina come me orfana e come me allevata dalla inflessibile nonna nel culto della nostra nobilissima stirpe, perdonerai mai all'autrice di avere scritto questo libro sui nostri antenati? Di averne rivelato i segreti e i peccati più insospettabili a partire dal lontano Cinquecento, quando una firma del Viceré su una pergamena rese blu il nostro sangue che prima era rosso come quello di tutti gli altri abitanti di Ordalè e Donora?
Adesso che abbiamo quasi quarant'anni, che abbiamo vissuto la liberazione sessuale e le sfrenatezze del Sessantotto, che abbiamo messo la tesa a partito, non ci dovrebbe risultare così difficile accettare che anche i nostri antenati, e specie le antenate abbiano avuto le loro storie di letto, e non sempre esemplari. Lo so che per chiunque è difficile pensare che i propri genitori hanno avuto una vita sessuale, e che se così non fosse noi non saremmo qui...
E i nostri nonni, come immaginarli a rotolarsi peccaminosamente tra le lenzuola? Ma con i bisnonni non dovrebbe essere così impossibile, specie se sappiamo che hanno messo al mondo quindici figli. Per non parlare dei trisnonni e dei quadrisnonni. Senza l'attività sessuale dei nostri antenati il genere umano si sarebbe estinto.
Eppure tu, Lauretta, quando accenno a questo argomento ti turi le orecchie e stilli: "Bisogna essere proprio dei maniaci sessuali per pensare a certe cose". Lauretta, Lauretta, ti piace tanto sapere chi erano e cosa facevano i nostri antenati, che rapporti c'erano tra zio Tan e Armellina, chi era il pittore che ritrasse Garcia e Jimena nella Cattedrale di Ordalè... conservi con cura l'abito di broccato che la nonna, donna Ada Ferrell, indossò nel giorno delle nozze. Le nozze, appunto, il letto comune! Cosa avveniva in quel letto una notte dopo l'altra? E negli anni a seguire i sette figli. Li aveva mandati lo Spirito Santo in forma di colomba? Lauretta, bisogna proprio che ti spieghi come sono andate le cose?
Ora, passata anche quest'ultima tempesta, ascoltami: ti racconterò molti segreti che neppure immagini.
Tua Adita>>

TITOLO: La vita sessuale dei nostri antenati
AUTORE: Bianca Pitzorno
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 468
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 giugno 2015




Questa è una storia di famiglia (e io amo le storie di famiglia!). Ed è una storia che affonda le sue radici nel Cinquecento
quando una firma del Viceré su una pergamena rese blu il nostro sangue che prima era rosso come quello di tutti gli abitanti di Ordalè e Donora.
Ada Bertrand, detta Adita per distinguerla dalla nonna, ci racconta segreti e quotidianità di una famiglia che, proprio per mano della nonna, faceva del buon nome e della reputazione un punto d'onore.

Adita è nata nel 1942. Due anni dopo, lei e la cugina Lauretta, di un paio d'anni più grande, rimarranno orfane dei genitori, uccisi dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Le due bambine verranno cresciute da nonna Ada in quella che viene chiamata La Villa Grande di Donora. Qui la famiglia Bertrand Ferrell si fregia del suo sangue blu e qui nonna Ada, aiutata da Tancredi, figlio di primo letto del suo defunto marito, e da Armellina, la governante, crescerà le sue nipoti con quella rigidità morale e quel bigottismo tipi di una donna nata alla fine del 1800.
Ma a poco serviranno i suoi modi con le due ragazze, che si troveranno ad affrontare gli anni della rivoluzione sessuale, dell'amore libero, del femminismo. E se Lauretta, messi da parte gli ardori giovanili, incarnerà il ruolo della perfetta dama, moglie e madre, Adita, da par suo, appoggiata dallo zio Tan, si trasferirà a Bologna, dove si laureerà e rimarrà a vivere, tornando a Donora solo per i periodi di vacanza.

In un intreccio di scandali passati e moderni segreti, entreremo nella vita di questa famiglia, attraverseremo le stanze della Villa Grande, scoprendo anche per quale motivo era stata costruita, cercheremo di sbrogliare gli intrichi di cinque secoli di storia.

Lo ammetto: Ada e Lauretta non mi hanno totalmente conquistata. Ognuna a modo loro, hanno dei caratteri particolari, non facili.
Lauretta rispecchia la classica donna borghese che si preoccupa del giudizio altrui, dei pettegolezzi, di apparire sempre impeccabile. Il suo dare in escandescenze per degli scandali risalenti al Cinquecento me l'ha resa davvero invisa.
Adita, nonostante la scelta di lasciare la famiglia, di non sposarsi, non avere figli, mantiene, di base, delle insicurezze che, a tratti, la rendono fastidiosa agli occhi del lettore.
Anche i personaggi che le ruotano attorno, graffiano poco; i parenti, gli amici, il compagno... nessuno riesce a conquistare davvero.
È la storia, in questo romanzo, a far da padrona; gli anni che scorrono, i personaggi che si susseguono, tengono in piedi questo libro da solo!

Ma veniamo alle note negative (eh sì, ci sono anche queste!).
Come detto, le prime cinquanta pagine sono alquanto pesanti. Ho fatto fatica ad entrare nella storia, a raccapezzarmi con i personaggi (tanti, tantissimi!), a trovare un feeling con questa storia.
Altro punto a sfavore: i sogni di Adita. La storia ne è infarcita; forse per l'autrice servivano a dare un senso ad alcune cose, ma ritrovarmi a leggere tre pagine oniriche alla volta, non è stato piacevole.
Infine, nonostante le quasi 500 pagine che compongono il romanzo, troppe domande rimangono senza risposta. E, sinceramente, avrei fatto volentieri a meno della dettagliata descrizione di alcuni quadri, in favore di una maggiore chiarezza su personaggi fondamentali e su particolari della loro vita.
Una scelta questa, da parte dell'autrice, che mi ha lasciato un senso di incompletezza quando ho terminato la lettura.
Si ha quasi la sensazione che in questo romanzo manchino delle parti, che sia incompiuto.

Nonostante ciò, una cosa fondamentale va riconosciuta all'autrice: questo libro crea dipendenza. La storia così intricata, l'intreccio tra i personaggi, costringono il lettore a divorare pagine su pagine.

Commenti

  1. Io la Pitzorno lo amata quando ero bambina, alcuni dei romanzi più belli della mia infanzia sono suoi… questo però mi respinge un po’, non so perché … forse non è ancora il suo momento :-)

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    1. Ciao Nadia! Chissà che prima o poi non ti venga voglia di leggerlo!

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  2. Concordo con Nadia.
    In più nonostante la tua recensione sia positiva, ho paura che la storia non sia proprio nelle mie corde.
    :-) forse più avanti!
    :-)
    Sara P.

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    Risposte
    1. Sara, il bello dei libri è che non scadono mai e si può leggerli quando si vuole ;)

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  3. Ma io amo scandali e segreti di famiglia!!
    Anche se la questione personaggi poco caratterizzati mi lascia un po' perplessa credo proprio di volerlo leggere, sì sì!

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  4. Sono molto curiosa, non leggo la Pitzorno da parecchi anni, ma solitamente le sue storie mi piacciono!! ^_^

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    Risposte
    1. Per me è stato il battesimo con questa autrice. Chissà che prima o poi non mi venga voglia di leggere altro!

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  5. In libreria è uno di quei libri che mi attira di più ultimamente... Lo vedo da tempo impilato nel reparto delle novità e l'ho preso in mano più e più volte ma poi mi sono sempre frenata dal comprarlo. Mi piacerebbe molto leggerlo e prima o poi lo farò di certo.

    RispondiElimina
  6. Ma non posso partire da pag 51? Immagino di no. Ci penso...
    non sono sicura. Ho letto quasi tutti i suoi libri per bambini e La bambinaia francese. Vedremo.
    Al solito bella recensione!
    Ciao da Lea

    RispondiElimina
  7. Bello e coinvolgente ma arrivata all'ultima pagina ti lascia un po' così... Come se mancasse il finale ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stessa sensazione. Come se l'autrice si fosse improvvisamente resa conto di essersi dilungata troppo e avesse affrettato la fine.

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