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Recensione 'Mariti' di Valentina Diana - Einaudi

Se qualcuno vi chiedesse di cosa parla questo libro, ve la cavereste facilmente rispondendo: è la storia di un matrimonio. Anzi, di un matrimonio tardivo. In realtà però questo libro parla della paura della felicità, che spesso va di pari passo con quell'esercizio di equilibrismo che chiamiamo vita di coppia. Drina e Gi si sono baciati per la prima volta a vent'anni, ma senza lingua. Per la lingua hanno dovuto aspettarne altri venti. Ritrovarsi, quando la vita un po' sembra alle spalle, è cosí strano. Come se Cenerentola in premenopausa incontrasse il Principe Azzurro - stempiato e con la pancetta - e gli dicesse: «Parliamone». Drina ha un figlio adolescente, molti problemi e un bellissimo sguardo sulle cose. Soprattutto su Gi. Già, perché Drina guarda suo marito in un modo cosí divertente e complesso che ti pare di essere lí, a ridere, disperarti, passare l'aspirapolvere con loro: invece lo stai facendo a casa tua. Gi fa l'architetto, accumula ingiunzioni di pagamento nel bagagliaio dell'automobile, aggroviglia le lenzuola mentre dorme e butta folate di ottimismo su chiunque gli cada a tiro. È imperfetto, come tutti i mariti, ed è assolutamente irresistibile. Perché Gi «non è di quelli con un percorso dritto, che dall'inizio alla fine vanno sempre dalla stessa parte», ma uno capace di sparigliare ogni giorno le carte grazie alle armi dell'allegria. Mariti è una tragicommedia sentimentale profondamente contemporanea, che senza rinunciare all'intelligenza e all'umorismo ci costringe a fare i conti con l'altra metà della mela. Sperando che non sia bacata.

Autore: Valentina Diana
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2015
Pagine: 270

Trama: 1  Personaggi: 1  Stile: 1  Copertina: 3 



Ho preso in mano questo libro nel giorno del terremoto che ha colpito il Centro Italia, sperando di riuscire a distrarre la mente con una lettura leggera e, forse, ironica.
E per le prime venti pagine, ho avuto la sensazione di averci azzeccato. Ecco, per le prime venti pagine. Poi il nulla.

A me questo libro non ha strappato sorrisi e neanche riflessioni, solo una grande, grandissima irritazione. Irritazione verso i personaggi e verso lo stile scelto dall'autrice per raccontarceli e per raccontarci la loro storia.

Drina e Gi si conoscono sin da bambini. Si sono sempre un po' piaciuti, ma poi si sono anche persi di vista, ognuno intento a perseguire la propria strada e la propria vita.
Finché, Facebook a fare da Cupido, si ritrovano.
E fin qui la storia è abbastanza chiara, anche se, lo devo dire, scritta in maniera un po' approssimativa, senza un dialogo, tutta una serie di discorsi indiretti tanto che si arriva ad un punto in cui non si capisce più chi dica cosa a chi!
E poi? E poi boh! Il nulla. Questi due che fanno avanti e indietro da una casa all'altra. Lui architetto, lei bidella aspirante attrice, con in mezzo nonne, mamme, ex moglie, ex fidanzati e figli vari.

I personaggi sono quanto di più strano ed insulso mi sia capitato di incontrare nelle mie letture.
Lui, come detto, è un architetto che vive con le cartelle di Equitalia accumulate nel bagagliaio dell'auto, però appena ha quattro spicci in tasca, spende e spande come se nulla fosse.
Lei è talmente svampita che potrebbe concorrere all'elezione di "Miss Cervello di gallina" e vincerla a mani basse!
E poi c'è la storia... c'è... diciamo che dovrebbe esserci. Invece, anche qui è il nulla assoluto. 
L'autrice non ci racconta nulla se non degli sprazzi della vita di Gi e Drina. Ma nulla che possa fare quantomeno pensare ad una storia, una parvenza di trama. Niente.
Non c'è trama, non c'è consistenza, non c'è niente se non la noia assoluta.

In sintesi, i personaggi appaiono stupidi ed irritanti e la storia è talmente fragile e scritta in maniera così incomprensibile che questo libro potrebbe tranquillamente rientrare tra i più brutti letti nel 2016.


Commenti

  1. Ok, non ci investirò dei soldi... il classico esempio di libro in cui la trama è migliore del contenuto.

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  2. Avrei tanti nomi di aspiranti partecipanti a "Miss cervello di gallina" ma, in questa sede, taccio!
    Bene, grazie per averlo letto così ci permetti di depennare anzi, in questo caso, di non segnare il titolo! Baci e abbracci :)

    RispondiElimina
  3. La premessa sembra interessante ma a quanto pare il contenuto fa schifo.. Eh, a volte capita

    RispondiElimina
  4. non mi ispirava e con questa tua conferma cade direttamente nel dimenticatoio!
    http://www.audreyinwonderland.it/

    RispondiElimina
  5. E quindi tiriamo riga sopra. Pazienza.
    bacio da lea

    RispondiElimina

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