Recensione '4321' di Paul Auster - Einaudi


Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un'altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell'altra scuola, se... Ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosi ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la «vita virtuale»: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto "4321", il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l'incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un'opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c'è molto altro in "4321". C'è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l'assassinio di Kennedy, c'è lo sport e il Sessantotto, c'è Parigi e c'è New York, c'è tutta l'opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l'hanno ispirato, c'è il fato e la fatalità, c'è la morte e il desiderio.


Titolo: 4321
Autore: Paul Auster
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 10 ottobre 2017
Pagine: 939

Trama: 4  Personaggi: 4  Stile: 5 


Quest'uomo è un genio! Questo è stato il mio pensiero per gran parte delle 940 pagine che compongono questo romanzo.
Pensiero che è stato confermato quando sono arrivata all'ultima pagina. Senza riserva alcuna posso dirvi che 4321 è una storia che, nella sua mancanza di originalità, rimane comunque geniale!

Perché parlo di mancanza di originalità riguardo un romanzo che definisco comunque geniale? Perché Auster non ha fatto altro che creare un effetto sliding doors: ha scelto un personaggio, Archibald Ferguson, e ne ha narrato le vicende, modificando, di volta in volta, l'evoluzione di varie situazioni.

Seguiremo, pertanto, Ferguson (è così che l'autore lo chiamerà per buona parte del romanzo) sin dalla sua nascita: lo vedremo crescere, prima bambino docile e gelosamente attaccato alla madre, poi vivace e indipendente. Lo vedremo nei panni di uno studente modello e in quelli di un ragazzo difficile e in continuo contrasto con i genitori. E ovviamente attorno a lui, un infinito corollario di personaggi: genitori, nonni, zii, cugini, fratellastri e amici. E come è giusto che sia in una storia di questo tipo, le loro vicissitudini si plasmeranno su ciò che accadrà a Ferguson.

La parte migliore di questo lunghissimo romanzo è sicuramente il contesto storico: Kennedy, il Vietnam, Reagan, il Sessantotto, concorrono a contestualizzare la vita di Ferguson e ci vengono raccontati con grande precisione. Precisione che, purtroppo, a volte sfocia in un eccesso di descrizioni: luoghi, libri musica, strade... tutto sembra sempre troppo. Un'infinità di dettagli che allentano l'attenzione del lettore, lo annoiano, lo distraggono, lo rendono smanioso.

Questo romanzo è quasi paragonabile ad un capo di abbigliamento: a tratti si ha la sensazione di essere avvolte nel morbido e caldo abbraccio di un comodo pullover; altre, invece, quello stesso maglione ci pizzica la pelle; e altre ancora, infine, ci si rende conto che la taglia del pullover non sia giusta per noi.
Così accade durante la lettura: inizialmente si fatica non tanto ad entrare nella storia quanto, e soprattutto, a carpirne il meccanismo.
Da un paragrafo all'altro cambia completamente la vita di Ferguson come ci era stata raccontata sino a quel momento.
Una cosa che sicuramente non aiuta è, appunto, la divisione in paragrafi e non in capitoli: non c'è mai un taglio netto tra un Ferguson e l'altro.
Si intuisce il cambio di scena solo procedendo con la lettura ma spesso tutto ciò può risultare destabilizzante.
Si fatica anche ad affezionarsi realmente a Ferguson che ovviamente, ci viene presentato sempre in una veste diversa.

Rimane comunque un romanzo forte. trascinante, che si legge velocemente e, una volta di più dimostra come basti cambiare una sola decisione della nostra vita perché tutto il nostro futuro si modifichi completamente.

Commenti

  1. Mi hai sorpreso pensavo in un giudizio negativo e invece ha conquistato il tuo cuore. Il romanzo mi attira tanto ma temo la struttura narrativa e le tante pagine, però la storia effetto sliding doors mi ispira tanto.

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    1. Perché un giudizio negativo? È un romanzo molto particolare, con una struttura articolata, ma se riesci ad entrare nelle sue corde ti conquista immediatamente!

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  2. La storia non mi ispira per niente così come il film sliding doors mi ha scocciata ho paura che questo libro mi faccia lo stesso effetto

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    1. Un giorno capirò cosa leggi tu. Sino a quel momento, vivo ugualmente serena!

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  3. Come ti ho già scritto, io sono ferma alla prima parte. Credo lo riprenderò leggendolo a "blocchi" (tutta la "vita"1 di fila ecc); sicuramente facendo così il romanzo perde parte della sua genialità, ma il continuo sliding doors, i minuscoli particolari che differenziano le varie versioni..disturbano il mio neurone anziano!

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    1. Strano! La Bacci, ben più anziana, non pare ne stia risentendo! Ma c’è da dire che non è sicuramente un romanzo per tutti.

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    2. ..ma la Bacci ha sicuramente più neuroni di meeee! ;)

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  4. La trama mi incuriosisce, ma mi spaventa la mole delle pagine. Ci farò un pensierino comunque.

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    1. Fidati, se ti conquista lo leggi in brevissimo tempo. Se, invece, non ti lega sin dalle prime pagine, lo mollerai prestissimo

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  5. Non vedo l'ora di leggero!! Anche se è un periodo un po' incasinato e con la challenge di mezzo non posso permettermi di bloccarmi tanto su di un libro :( Ma arriverà il suo momento :)

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    1. Quasi quasi ve lo dò come libro imposto! No, scherzo, non arriverei mai a tanto!! Se il periodo è incasinato, meglio di no, ma, come ho detto, si legge davvero in fretta!

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    2. Non arriveresti mai a tanto?! Sicura?? Scherzi a parte ora va molto meglio, chissà se riuscirò a incastrarlo in qualche modo!!

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  6. L'ho preso! In digitale, ma l'ho preso! Almeno no faccio fatica :P

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  7. Proprio ieri ero in libreria e .... si un po’ mi ha spaventata ! La mole soprattutto ( il prezzo è secondario xD )
    Sai cosa ho pensato? E se acquisto un librone così e poi non mi piace o non riesco a leggerlo? E se invece mi cattura e rapisce nonostante la sua mole? E se.... è vero le nostre vite sono costellate di “ e se... “ ed ora tu mi hai incuriosita ancor di più. :D

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    1. Fai così: basati sulla sensazione che avrai la prossima volta e se è sempre quella, compralo!

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  8. L'idea alla base del romanzo mi piace molto, ma non ho letto nulla di Auster e credo che mi convenga prima leggere qualche suo lavoro più datato. Comunque è senz'altro un titolo da annotare.

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    1. A me, leggendo questo, è venuta voglia di recuperare i suoi lavori precedenti, lo ammetto!

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  9. mmmm io sto con Dio in questo frangente, nonostante la tua bella e sentita recensione non me la sento di affrontarlo, ma proprio per nulla.

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