Recensione 'Fiori sopra l'inferno' di Ilaria Tuti - Longanesi


Titolo: Fiori sopra l'inferno || Autore: Ilaria Tuti || Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 4 gennaio 2018 || Pagine: 366

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».

Trama: 5 || Personaggi: 5 || Stile: 5



Lei lo guardò come si guarda una cacca attaccata alla suola di qualcun altro.
Ecco a voi Teresa Battaglia, 60 anni, un caschetto rosso, un carattere tra il burbero e l'emotivo, la battuta sempre pronta a freddare chi le sta accanto, in particolare l'Ispettore Massimo Marini.

È un personaggio particolare il Commissario Battaglia, uno di quei personaggi che, nonostante lo scudo che erge a protezione di se stessa, ti entra nel cuore alle prime righe di lettura e non ti molla più.
Altrettanto accade con la storia che Ilaria Tuti ci narra, una storia senza fronzoli e divagazioni inutili, una storia che parte con sprint e non scema mai! Una di quelle storie in cui ogni parola e ogni pagina hanno un fine e non risultano mai superflue.

Siamo in Friuli, a Travenì: montagna, boschi, neve e freddo e pomeriggi in cui il buio la fa da padrone sono lo scenario di una serie di delitti raccapriccianti.
Ogni assassino seriale, prima di oltrepassare il punto di non ritorno, è stato un essere umano sofferente. Molto spesso abusato. Di sicuro solo.
In questo romanzo, Ilaria Tuti ha creato un gioco perfetto, alternando il thriller vero e proprio a scorci di vita e pensieri sul commissario Battaglia. 
Quando la tensione saliva troppo e il fiato sembrava farsi troppo corto per proseguire, l'autrice ci portava da Teresa: quasi fossimo nascosti dietro una tenda, spiavamo, discreti ma curiosi, i suoi pensieri e le sue angosce, ma, soprattutto, cercavamo un modo per asciugare le sue lacrime.
La solitudine avvolgeva Teresa come un abito troppo stretto, un corsetto d'altri tempi, che in pubblico faceva raddrizzare la schiena ma nell'intimo rubava il respiro.
È un thriller, Fiori sopra l'inferno, che racchiude molto più di un killer, di omicidi e indagini. In questo romanzo c'è un'anima, c'è un cuore che batte e, improvvisamente, ci si rende conto che quel cuore sta battendo per la persona sbagliata.
Per la prima volta nella sua carriera, temeva per il carnefice.
Quello che sconvolge di questa storia, al di là dei dettagli raccapriccianti, è la scrittura raffinata ed elegante di Ilaria Tuti, esordiente di spicco, che dosa con parsimonia indizi ed elementi di indagine; che costruisce un personaggio come Teresa Battaglia e le affianca un giovane ed elegante Ispettore che un po' la teme e un po' la coccola.

Ciò che resta, alla fine di questo romanzo, è un senso di tenerezza, uno sguardo nuovo su ciò che ci circonda e, soprattutto, la voglia di rimanere in compagnia di Teresa Battaglia e di Massimo Marini, per scoprire cosa succederà ancora nelle loro vite.

Commenti

  1. Speriamo di scoprirlo prestissimo!!!

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  2. Davvero bellissimo, l'ho letto di recente anch'io. Teresa Battaglia e Marini compaiono anche in un racconto della Tuti, "La ragazza dagli occhi di carta", scritto prima del romanzo, ma gli episodi raccontati sono successivi, sono solo cinquanta pagine, ma merita di essere letto, lo consiglio.

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  3. L'ho comprato da poco e non vedo l'ora di inziarlo. Temo solo i dettagli raccapriccianti, perché detesto lo splatter con tutta me stessa e di solito quando fiuto un thriller che ne contiene tanti ci giro alla larga. Ma a questo esordio non ho potuto dire di no.

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    1. Paola, ammetto di essere partita pronta ad affrontare molto di peggio, almeno stando a ciò che avevano scritto alcune partecipanti della challenge. Invece, le descrizioni di Ilaria non sono mai così "splatter" e rimangono su un terreno delicato e rispettoso. Quindi leggi tranquilla!

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