Recensione 'La bambina falena' di Luca Bertolotti - Fandango Libri


Titolo: La bambina falena || Autore: Luca Bertolotti || Editore: Fandango Libri
Data di pubblicazione: 7 giugno 2018 || Pagine: 319

Greta ha poco più di vent’anni e un buco nero nel proprio passato. Da piccola è apparsa dal niente sulla spiaggia di un paese della riviera spezzina e nessuno ha mai capito bene di chi fosse figlia. L’hanno trovata zuppa e arrabbiata che urlava al mare, poi niente, nessuno l’ha reclamata. Dopo qualche passo falso, ad adottarla e crescerla lontano nell’hinterland milanese è una famiglia con due genitori che sembrano quasi fratelli, ha studiato, mollato gli studi, si è impiegata e ripiegata sui soliti lavori di chi una strada vera e propria non è riuscita a trovarla. Ma ha una sindrome rara, qualcosa che non uccide, ma che ogni giorno le ricorda che c’è un errore nel suo DNA. Un difetto di fabbricazione, se solo sapesse chi l’ha fabbricata. Un autunno, quando le cose sembrano arrivate a uno stallo, torna su quella spiaggia e si mette in cerca del “buco” da dove è spuntata anni prima, si inerpica per una collina e scopre una casa nel bosco, ma oltre le mura di marzapane dietro alla strega può nascondersi l’orco. Questa volta, però, accompagnata nella sua avventura da un italo-tedesco di altrettanta incerta famiglia, non dovrà scappare una seconda volta da sola, ma le toccherà portarsi dietro nella fuga i suoi due fratelli ritrovati, Hansel e Sissi.

Trama: 3 || Personaggi: 2 || Stile: 3



Sono apparsa dal nulla sulla spiaggia di San Michele Arcangelo che avevo tre anni, forse addirittura quattro...
Greta è niente. Greta è solitudine. Greta è rabbia. Greta è dolore. Greta è malattia.
Greta appare su una spiaggia quando è solo una bambina e con la sua presenza pare debba colmare i vuoti altrui.
Greta ha la sindrome di Ehlers- Danlos.

A mentre fredda, a qualche giorno di distanza dalla fine della lettura, questo è ciò che mi rimane della storia scritta da Luca Bertolotti.
Una storia che, a onor del vero, letta la sinossi mi ispirava tantissimo. E una storia che, benché ci troviamo al cospetto di un esordiente, può vantare una scrittura matura.

Purtroppo, la pecca più grande di questo romanzo è l'assoluta incapacità di riuscire a tenere desta l'attenzione del lettore.
Spesso, durante la lettura, mi sono ritrovata a dover tornare indietro perché non ricordavo assolutamente nulla di ciò che avevo appena letto.
Essendo io una persona che, durante la lettura, riesce a tagliare fuori tutto ciò che la circonda, questa necessità mi ha fatto riflettere su quanto poco il romanzo sia riuscito a coinvolgermi.

Sicuramente, il personaggio di Greta non aiuta: se inizialmente appare sfrontata quel tanto da rasentare la simpatia, alla lunga diventa irritante e fastidiosa, tanto da non stimolare nessuna empatia nel lettore.

Una storia, questa di Luca Bertolotti, con un grande potenziale che, però, si perde in eccessive divagazioni che portano ad un notevole rallentamento di una trama che, altrimenti, risulterebbe parecchio più scorrevole.

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