Recensione 'La sposa italiana' di Adriana Trigiani - Tre60


Titolo: La sposa italiana || Autore: Adriana Trigiani || Editore: Tre60
Data di pubblicazione: 21 giugno 2018 || Pagine: 524

Bergamo, 1910. C'è tutta la gioia del primo amore nel legame che unisce Enza e Ciro: bellissima e volitiva lei, energico e riflessivo lui, già immaginano la loro vita insieme, a onta delle difficoltà concrete, quotidiane, del loro villaggio tra i monti. Ma il destino ha deciso diversamente:Ciro scopre un segreto troppo grande per il suo animo semplice e viene costretto ad andarsene lontano, addirittura al di là dell'oceano. Finirà per lavorare come apprendista nella bottega di un calzolaio a New York, a Little Italy. E in quel mondo nuovo, frenetico e pieno di possibilità, il pensiero di Enza pare sempre più lontano, sempre più sfumato... È la povertà che spinge la famiglia di Enza a compiere lo stesso viaggio verso l'America. Ferita dall'abbandono di Ciro,la ragazza si dedica anima e corpo al suo lavoro di ricamatrice e, ben presto, inizia a lavorare al Metropolitan, dove realizza abiti lussuosi per le star dell'opera lirica. Ed è lì che incontra un ricco e affascinante americano, deciso a farle dimenticare quell'amore che appartiene a un altro tempo e a un altro continente... Non sapendo di vivere nella stessa città, Enza e Ciro s'incamminano su strade sempre più divergenti: il successo negli affari per lui e la promessa di una vita agiata per lei. Il passato è dimenticato, il presente è sereno, il futuro sembra tracciato. Poi, un giorno, Enza e Ciro si incontrano di nuovo. E tutto cambia.




La sposa italiana è un distillato di dolore, un concentrato di speranze, un balsamo per il cuore.
La sposa italiana è un romanzo che va assaporato con lentezza, perché l'intensità di questa storia toglie il fiato e perché i suoi protagonisti sono così vivi da penetrare sotto pelle e trasmettere le loro emozioni sino far stare male.
Adriana Trigiani, partendo dalla storia dei suoi nonni, crea per noi un romanzo di rara bellezza e perfezione.

Ciro ed Enza vivono in due piccoli paesi alle pendici delle montagne bergamasche.
Ciro ha appena 10 anni quando la madre, da poco rimasta vedova, decide di affidare lui e il fratello Edoardo alle cure delle suore del Convento di San Nicola, a Vilminore. Poco più su, nella piccola Schilpario, vive Enza Ravanelli, prima dei sei figli di Marco e Giacomina. Sin da bambina, Enza si contraddistingue per il carattere forte e indipendente.
Le strade dei due ragazzi si intersecheranno, per la prima volta, a causa di un tragico evento: Stella, la piccola sorella di Enza, morirà improvvisamente e sarà proprio Ciro a scavare la fossa che conterrà la sua tomba.
Ma subito dopo, Ciro e Edoardo verranno allontanati dal convento. Appena sedicenne, Ciro sarà costretto ad imbarcarsi alla volta dell'America, mentre il fratello partirà per Roma per intraprendere la via del sacerdozio.
Sarà questa la prima di tante volte in cui le vite di Ciro ed Enza si allontaneranno.

Il destino crea strani intrecci e, pochi anni dopo, anche Enza, in compagnia del padre, emigrerà in America.
Saranno anni duri quelli che i due ragazzi dovranno affrontare: Ciro lavorerà come apprendista calzolaio presso una famiglia italiana, mentre Enza sbarcherà il lunario cucendo camicie e facendo da cameriera alla famiglia che la ospita.

E anche sul suolo statunitense, pare che il destino voglia prendersi gioco di Ciro ed Enza, portando le loro vite ad avvicinarsi e allontanarsi quasi fossero in balìa di un mare impazzito.

Leggere questo libro è stato doloroso ed appagante allo stesso tempo.
Adriana Trigiani ha creato un romanzo che racchiude il cuore pulsante dei sentimenti di quegli italiani che, all'inizio del Novecento, lasciarono ogni cosa alla ricerca di quel benessere che solo il sogno americano pareva poter offrire.
Molti di loro non hanno mai fatto ritorno in patria, molti non hanno più potuto riabbracciare le famiglie che avevano lasciato.
Ormai non era italiano né americano; era soltanto un moribondo che cercava di ricucire uno squarcio, di rimarginare una ferita per cui non esistevano balsami né unguenti.
L'autrice ci racconta le vicissitudini dei due protagonisti, le loro emozioni, gli ostacoli che hanno dovuto affrontare e lo fa con grande cura, descrivendo minuziosamente ogni più piccolo particolare, dalle scarpe costruite da Ciro ai costumi di scena che Enza cuciva e ricamava per il grande Enrico Caruso.
Mai, durante la lettura, mi è parso che ci fosse anche una sola parola di troppo! Ogni riga, ogni frase di questo romanzo è posata lì per far sì che il lettore si senta parte della narrazione.
Ogni sentimento, ogni pensiero, ogni parola pronunciata dai personaggi causa emozioni a tratti difficili da domare.

L'amore profondo e il dolore che impregnano queste pagine hanno il profumo di quei monti e di quelle valli che Ciro ed Enza hanno dovuto abbandonare. 
Le parole hanno i sapori di casa, il calore che accoglie un uomo sull'uscio.
Adriana Trigiani ha creato un romanzo da amare incondizionatamente.

Commenti

  1. Quando questo libro è uscito non mi aveva particolarmente colpita, non mi aspettavo che si rivelasse una lettura così intensa!! Lo prenderò in considerazione!

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  2. Questo romanzo mi aveva già catturata per la copertina (anche l'occhio vuole la sua parte) e la trama, ma la tua recensione mi ha davvero convinta! Cercherò di recuperarlo al più presto.

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    1. Anche io sono stata conquistata dalla copertina. Per fortuna, il contenuto è degno!

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