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Recensione 'Le pagine che ci legano ogni sera' di Laura Rinón Sirera - Sperglin & Kupfer


Titolo: Le pagine che ci legano ogni sera || Autore: Laura Rinón Sirera || Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 18 settembre 2018 || Pagine: 315

Carolina è proprietaria di una libreria nel centro di Madrid; si chiama JO, come la protagonista del suo primo romanzo preferito. Che diventasse libraia era scritto nel destino, ne è certa. Non poteva essere altrimenti, dopo un'infanzia trascorsa ad ascoltare ogni giorno storie di fantasia, o aneddoti della vita di qualche scrittore, in un appartamento in cui le citazioni dei libri erano persino trascritte sulle piastrelle della cucina, e il luogo più sacro della casa era un'enorme biblioteca, tempio della passione per la letteratura dei suoi genitori. Non c'è ricordo del passato in cui non faccia capolino un romanzo, o un sogno scritto da altri che lei ha fatto suo. Per Carolina, realtà e immaginazione sono inestricabili. Ora, ogni sera, saluta sua madre leggendole un libro a voce alta. Pagine con cui spera di risvegliarla dopo l'incidente che l'ha costretta in ospedale, in uno stato di incoscienza che la porta alla deriva. Per questa terapia letteraria, Carolina ha scelto i suoi romanzi e versi preferiti, non quelli della madre: da "Piccole donne" a "La signora Dalloway", da "Irène Némirovsky" a "Sylvia Plath". Perché per riportarla alla vita deve riavvicinarla a sé, ancorarla al suo essere e alla sua presenza. Così, attraverso le autrici che più ama, apre il suo cuore per la prima volta alla madre; attraverso le parole dei suoi personaggi prediletti, si racconta come mai aveva fatto. Come in un percorso catartico, pagina dopo pagina Carolina finirà per ritrovare se stessa, riscoprire pur nel silenzio un dialogo con la madre, riconciliarsi con i ricordi più dolorosi della sua famiglia. Regalando a ognuno dei suoi cari il proprio lieto fine. Vero o immaginato che sia.




Sono i libri a sceglierci, le opere aspettano il loro turno fino a quando siamo pronti a farle nostre.

Noi lettori siamo inevitabilmente attratti da libri che parlano di libri. Siamo anche coscienti del fatto che, spessissimo, quelle pagine nascondano delle grandi fregature! 
Ad oggi sono talmente pochi i libri con libri e lettori protagonisti che mi hanno conquistata che potrei contarli sulle dita di una mano.

Le pagine che ci legano ogni sera rimane nel limbo.
La storia di Carolina, una libraia quarantenne, conquista a metà e i motivi sono tanti.
La protagonista, innanzitutto, con un carico di dolore e una fame di affetto che, però, ai miei occhi, l'hanno resa quasi fastidiosa.
Carolina vive un momento molto particolare della sua vita: il padre è appena morto, a causa di un incidente in mare, e la madre, benché si sia salvata, è chiusa nel suo dolore, un dolore che la rende silenziosa ed assente.
Carolina cercherà di arrivare all'animo della madre attraverso quell'elemento che più le ha legate durante la loro vita: i libri.
Ogni giorno vedremo questa figlia leggere per la madre.
Quindi? Quindi niente... nonostante tutto il dolore e l'affetto, nulla si è smosso in me.

Non sono mai riuscita ad entrare in sintonia con questo personaggio, ho faticato non poco a capire certi suoi atteggiamenti e, soprattutto, a tratti mi sarebbe venuta voglia di prenderla per le spalle e scrollarla.
Carolina mi è apparsa sempre fredda, rigida, un personaggio che pare quasi respingere il lettore.

L'ambientazione è sicuramente delle migliori: una libreria, il sogno di ogni lettore! Ma anche qui qualcosa non ha funzionato. La sensazione che passa è quella di una storia costruita per piacere a chi legge. 

Unica nota positiva di questo romanzo, è lo stile dell'autrice: scorrevole, piacevole, maturo, aiuta sicuramente la lettura non rendendo mai pesante lo scorrere delle pagine.

Commenti

  1. La teoria che i libri che parlano di libri siano sempre un po' meh si riconferma sempre!
    Questo non mi diceva granché perciò...avanti il prossimo!

    RispondiElimina

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