martedì 23 aprile 2019

Recensione 'I provinciali' di Jonathan Dee - Fazi


Titolo: I provinciali || Autore: Jonathan Dee || Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 4 aprile 2019 || Pagine: 439

Howland, Massachusetts. Mark Firth è un imprenditore edile con grandi ambizioni ma scarsa competenza negli affari, tanto da aver affidato tutti i suoi risparmi a un truffatore; lo sa bene sua moglie Karen, molto preoccupata per l'istruzione della figlia: sarebbe davvero oltraggioso se dovesse ritrovarsi nei pericolosi bassifondi della scuola pubblica. Il fratello di Mark, Jerry, è un agente immobiliare che ha mollato la precedente fidanzata sull'altare e ha una relazione con la telefonista della sua agenzia. C'è poi Candace, la sorella, che è insegnante alla scuola pubblica locale e coltiva una relazione clandestina con il padre di una delle sue allieve. La famiglia Firth è il nucleo centrale di una estesa nebulosa di personaggi, tutti abitanti di Howland. L'intera cittadina attraversa una crisi economica che influenza le vite di tutti, accentuata dai sentimenti ambivalenti che la gente del posto nutre nei confronti dei weekender newyorkesi. Sarà proprio uno di questi a far precipitare il fragile equilibrio della comunità. Dopo l'11 settembre infatti il broker newyorkese Philip Hadi, sapendo grazie a "fonti riservate" che New York non è più un posto sicuro, decide di traslocare a Howland insieme a moglie e figlia...




Ci sono delle "regole" che ogni scrittore dovrebbe conoscere e, possibilmente, rispettare. Sono piccoli accorgimenti che aiutano un lettore ad innamorarsi di un libro.
Una di queste riguarda i capitoli: i lettori, è risaputo, amano i capitoli corti; per noi, quattro facciate sono il numero perfetto, quello che ci consente di poter leggere anche quando abbiamo solo cinque minuti di tempo, senza dover lasciare un capitolo in sospeso!
Perché vi dico questo? Perché questo romanzo consta di appena cinque capitoli, divisi su 439 pagine (fate voi i conti, ché io in matematica lascio un po' a desiderare!).
Questo, però, non è il problema più grave!

Quello che mi ha lasciata perplessa durante l'intera lettura del libro di Jonathan Dee, è stato il non riuscire mai a capire davvero cosa l'autore abbia cercato di raccontarmi.

La storia prende il via con un capitolo zero, una sorta di introduzione che dovrebbe far capire quale sarò il tono del romanzo. Questo capitolo è ambientato a New York, il 12 settembre 2001, il giorno successivo al crollo delle Torri Gemelle.
L'autore ha sicuramente scelto questo momento storico in quanto specchio del crollo economico statunitense, nello specifico la crisi immobiliare che ha colpito la nazione.
A fronte di una lettura completa, però, non sono riuscita a capire lo scopo di questo capitolo, che nulla aggiunge né toglie al resto del romanzo.

Dopo l'introduzione, la storia si sposta a Howland, una piccola cittadina del Massachusetts.
Dee, negli infiniti capitoli che compongono il romanzo, ci porta nelle vite dei abitanti di Howland.
Il problema, però, è il modo in cui lo fa: i capitoli, infatti, vengono suddivisi in paragrafi, ognuno destinato ad un personaggio diverso. Questa potrebbe essere un'ottima scelta se l'autore ci avesse, in qualche modo, introdotto e presentato i protagonisti del romanzo.

I salti temporali all'interno di ogni capitolo, coprono settimane, a volte addirittura mesi; il che, ovviamente, porta il lettore a faticare per non perdere il filo della narrazione.
La mancanza di una conoscenza più approfondita dei personaggi, inoltre, erige sin da subito una sorta di barriera che non si riuscirà mai a valicare.
Durante tutta la lettura, mi ha accompagnata la sensazione di vagare per le strade di Howland e soffermarmi a sbirciare la vita dei personaggi attraverso le finestre delle loro case.
Una sorta di inutile voyeurismo che non mi ha portata da nessuna parte e nulla mi ha lasciato quando, dopo tante pagine superflue, sono finalmente giunta all'ultima pagina!

Un vero peccato, perché la scrittura di Jonathan Dee è piacevole e, a tratti, rivela una grande ironia, che rimane però confinata all'interno di poche righe e appare sprecata a fronte di un romanzo che non suscita alcuna emozione.

Ringrazio comunque la Casa Editrice per avermi inviato una copia di questo romanzo.




4 commenti:

  1. E adesso che faccio?? Lo depenno dalla lista? Del tuo giudizio mi fido molto, ma questo romanzo mi chiama a gran voce da quando è stato pubblicato...

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    1. Paola, sai che difficilmente sono drastica, perché penso che ognuno abbia i propri gusti. Ma questo libro te lo consiglio solo se hai davvero tempo da perdere!

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  2. ecco perchè il romanzo è formato da 5 capitoli, si evince che ogni capitolo sia la storia di uno dei personaggi, quindi 87,8 pagine mi sembrano logiche nel senso che è un romanzo nel romanzo cioè almeno da ciò che dici ognuno non è legato agli altri quindi ecco compreso il perchè di tante pagine per ogni capitolo

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  3. Concordo pienamente con quanto affermato dalla "libridinosa". Difficile seguire le tante storie presentate, non raramente in modo lento, con descrizioni che non esito a definire superflue. Bella l'idea, che alla fine mette in luce un'America ben lontana dalle patinate immagini di certi film. La copertina ? magnifica!

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