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Recensione 'È tempo di ricominciare' di Carmen Korn - Fazi


Titolo: È tempo di ricominciare || Autore: Carmen Korn || Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 8 aprile 2019 || Pagine: 564

È il 1949. La guerra è finita. I nazisti sono stati sconfitti. Come molte altre città, Amburgo è ridotta a un cumulo di macerie e in parecchi si ritrovano senza un tetto sulla testa. Fra questi, Henny, che ha finalmente accettato di sposare Theo e continua a cercare la cara Ka?the, che risulta ancora dispersa nonostante l'amica sia sicura di avere incrociato il suo sguardo, la sera di San Silvestro, su quel tram... Nel frattempo, mentre Lina e la sua compagna Louise aprono una libreria in città, Ida si sente delusa dal modesto ménage coniugale con il cinese Tian, pur avendo mandato all'aria il suo precedente matrimonio per stare con lui, e ricorda con nostalgia la sua giovinezza di rampolla di una famiglia altolocata. Sono in molti ad aver perso qualcuno di caro, e sono in molti ad attendere il ritorno di qualcuno, giorno dopo giorno, alla finestra. Ma per i sopravvissuti tornare a casa non è facile, si ha paura di cosa si potrebbe trovare, o non trovare più.Gli anni passano, i figli delle protagoniste crescono e anche loro hanno delle storie da raccontare. Sullo sfondo, la ripresa dell'economia tedesca e le rivoluzioni sociali che hanno scandito gli anni Cinquanta e Sessanta: lo sbarco sulla Luna, la costruzione del Muro di Berlino, il riarmo e la paura del nucleare, l'arrivo della pillola anticoncezionale, l'irruzione della televisione nella vita quotidiana delle famiglie, l'inizio dei movimenti studenteschi e la musica dei Beatles. Dopo "Figlie di una nuova era", il secondo capitolo di questa trilogia che racconta la vita di quattro amiche nella Germania del Novecento.



Ho aspettato di leggere questo libro dal momento stesso in cui ho terminato Figlie di una nuova era.
Ma a rompere le uova nel paniere ecco che, appena l'ho avuto tra le mani, è arrivata la mia cara vecchia amica: Emicrania (detta Emy).
Tre giorni senza riuscire quasi ad aprire gli occhi, figurarsi leggere! Eppure, appena ho iniziato a leggere È tempo di ricominciare non sono più riuscita a smettere, tanto che l'ho terminato in poco più di due giorni!

La storia riparte tre mesi dopo la fine del primo romanzo. E anche stavolta Carmen Korn riesce a farci sentire a casa: basteranno poche righe, infatti, per avere la sensazione di essere tornati tra le mura domestiche e aver ritrovato la famiglia che amiamo.
Ritrovare Henny e Theo, Ida e Tian, Lina e Louise, veder crescere i loro figli e, soprattutto, assistere alla lenta ricostruzione del dopoguerra, trasmetterà una sensazione unica di intimità che pochi libri sono in grado di creare.

La cosa che stupisce maggiormente, durante la lettura dei romanzi della Korn, è la semplicità con cui l'autrice riesce a diffondere le emozioni provate dai personaggi.
Nel ventennio che va dal 1949 al 1969, è sicuramente la paura a fare da padrona. Coloro che hanno superato la guerra, si portano appresso un carico emotivo non differente: tante sono le perdite subite, sia in termini affettivi che materiali.
È quasi naturale, quindi, che i nostri protagonisti siano in preda ad una smania di vivere che appare quasi famelica, ma, al tempo stesso, permane in loro, latente e silenziosa, la paura di una nuova guerra.
Le cose belle avevano un senso e non era un tradimento cercarle, immaginare un futuro migliore.
Fonte: Spettacolo.it
A fare da sfondo alle vicende personali di Hanne e della sua grande famiglia, fatta di amici e parenti, saranno le rivoluzioni sociali che hanno caratterizzato gli anni Cinquanta e Sessanta: lo sbarco sulla Luna, l'avvento della pillola anticoncezionale e la diffusione dei televisori in quasi tutte le case, i movimenti studenteschi e la costruzione del muro di Berlino... e, in tutto ciò, i Beatles, esordienti e semi-sconosciuti, a muovere i primi passi tra le mura dei locali di Amburgo.
Ad affiancare quelle donne forti e instabili che abbiamo imparato a conoscere nel primo romanzo e che, qui, ritroviamo mature e, a volte, appagate, ma pur sempre tenaci e combattive, sono quei figli che vediamo passare dall'adolescenza all'età adulta. 
Una scelta, quella dell'autrice, che pare voler spianare la strada al terzo e ultimo romanzo che, quasi sicuramente, vedrà protagonista questa nuova generazione.
In È tempo di ricominciare saluteremo definitivamente alcuni personaggi, giunti ormai alla fine del loro viaggio, e ne accoglieremo di nuovi, pronti a farsi conoscere e a tessere nuove trame.
Una su tutte è sicuramente Florentine, la splendida figlia dell'inquieta Ida. 
Sarà proprio lei, infatti, con le sue scelte anticonvenzionali, ad accompagnarci al finale di questo romanzo; un finale meno scioccante rispetto a quello del precedente libro, ma che lascia la porta aperta a tante ipotesi.

Carmen Korn si conferma una scrittrice in grado di creare storie semplici ma, al tempo stesso, intense. I personaggi paiono reali, al punto tale da risultare amabili o detestabili, esattamente come l'autrice desidera che il lettore li percepisca.

Arrivata a questo punto, dopo aver divorato 560 pagine in pochissimo tempo, non posso che attendere, impaziente, l'uscita del terzo romanzo.
A voi, invece, consiglio di leggere questa saga, se ancora non lo avete fatto, perché la Korn conquisterà sicuramente il vostro cuore e tra le pagine dei suoi romanzi troverete degli amici indimenticabili!

Commenti

  1. A dispetto del buon proposito di non iniziare nuove serie o saghe di libri, credo proprio che darò una possibilità al primo volume della trilogia.

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    1. Per questa serie vale davvero la pena non rispettare i buoni propositi!

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  2. Ciao. Ma non hai trovato la narrazione eccessivamente frammentata? Il piacere della lettura è anche la continuità del racconto

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    Risposte
    1. Direi di no, altrimenti non lo avrei giudicato positivamente! Inoltre, quando si tratta di storie su più piani temporali e che seguono le vicende di più personaggi, mi pare quasi scontata una certa frammentazione

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  3. Ciao. Ma non hai trovato la narrazione eccessivamente frammentata? Il piacere della lettura è anche la continuità del racconto

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