giovedì 21 novembre 2019

Recensione 'Kill Creek' di Scott Thomas - Rizzoli


Titolo: Kill creek || Autore: Scott Thomas || Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 29 ottobre 2019 || Pagine: 505

In fondo a una strada sterrata, mezzo dimenticata nel cuore del Kansas, sorge la casa delle sorelle Finch. Per molti anni è rimasta vuota, abbandonata, soffocata dalle erbacce. Adesso la porta sta per essere riaperta. Ma qualcosa, o qualcuno, aspetta nel profondo delle sue ombre, e non vede l'ora di incontrare i suoi nuovi ospiti... Quando Sam McGarver, autore di best seller horror, viene invitato a trascorrere la notte di Halloween in una delle case infestate dai fantasmi più famosa del mondo, accetta con riluttanza. Se non altro, non sarà solo: con lui ci saranno altri tre acclamati maestri del macabro, scrittori che come lui hanno contribuito a tracciare la mappa moderna di quel genere letterario. Ma quella che inizia come una trovata pubblicitaria si trasformerà in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. L'entità che hanno risvegliato li segue, li tormenta, li minaccia, fino a farli diventare parte della sanguinosa eredità di Kill Creek.




Possono bastare quattro o cinque pagine per rendere giustizia a un libro? Ovviamente no! Ma sicuramente possono essere sufficienti per far lievitare il giudizio finale di almeno mezzo punto.
La pagine in questione, nel caso di Kill creek, sono le ultime cinque e, lo ammetto, sono quelle che più mi hanno inquietata!
Il problema è che questa "perfezione" arriva dopo 498 pagine di minestrone

Kill creek ci racconta la storia di quattro scrittori di romanzi horror che, l'uno all'insaputa dell'altro, saranno invitati per un'intervista, nella notte di Halloween, che si terrà in una casa famosa per essere infestata dai fantasmi.
L'idea non spicca sicuramente per originalità, ma questo non può certo costituire un pregiudizio per approcciarsi alla lettura del romanzo di Scott Thomas.

Nei primi capitoli del romanzo, ci vengono presentati la casa e la storia che l'ha portata a diventare una leggenda.
Dopo di che, Thomas introduce i vari personaggi: Sam McGarver, T. C. Moore, unica donna del quartetto, Sebastian Cole e Daniel Slaughter.
Ogni protagonista ha un suo spazio che, purtroppo, soprattutto nella prima parte del romanzo, mi è parso eccessivo.
Capisco la necessità di mostrarci ogni singolo personaggio e i suoi spettri, ma alcuni particolari si sarebbero potuti tratteggiare nell'avanzare del romanzo.

La storia prende slancio quando, finalmente, i quattro si troveranno tra le pareti della casa, una dimora piena di angoli bui e le cui descrizioni sono sicuramente il punto forte di questo romanzo
Ogni personaggio si troverà a fare i conti con i propri fantasmi, perdendo le difese e abbattendo  le proprie barriere personali.

Il problema è che se leggo un horror, per quanto questo possa essere ben scritto, io voglio avere paura! E questa cosa non mi è accaduta mentre leggevo Kill creek.
Ho letto i pareri di altri blogger e con alcuni mi sono anche confrontata; c'è stato chi mi ha detto di non essere riuscito a leggere questo romanzo la sera, soprattutto se si trovava solo in casa e chi, invece, aveva delle aspettative molto alte che, in qualche caso, sono state del tutto disattese.
Credo che nella lettura di questo romanzo influisca molto il background da lettori che ci portiamo appresso: come ho detto già altre volte, sono stata un'accanita lettrice dei primi romanzi di Stephen King (e quelli sì che fanno paura!).
La sensazione che ho avuto leggendo questa storia è stata quella di avere tra le mani un grande pot-pourri dei romanzi che di questo genere hanno fatto la storia e rimangono pilastri incrollabili nella storia della letteratura horror.

Come dicevo all'inizio di questo articolo, l'idea della casa abbandonata, infestata, maledetta, non è certo una trovata geniale; ma non è questo a penalizzare la storia, quanto lo sviluppo, a tratti banale, creato da Thomas.

I personaggi non aiutano: se i tre uomini risultano freddi e, a tratti, impersonali, T. C. Moore è detestabile, eccessivamente stereotipata, esageratamente "sessualizzata". Il fatto che lei incarni la scrittrice splatter per antonomasia, autrice di libri in cui il sesso e il sangue la fanno da padroni, non giustifica, secondo me, alcune scelte fatte dall'autore (mi spiegate perché una donna, per scrivere, abbia bisogno di essere nuda?). Quello che ne viene fuori è un personaggio con un grande ego che pare voler costantemente prevalere e prevaricare sui suoi compagni d'avventura. Insomma, una femminista mal riuscita!
La scrittura di Thomas, invece, è scorrevole e piacevole e porta spesso a immaginare dettagliatamente tutto ciò che l'autore ci racconta, tanto che, spesso, durante la lettura, ho pensato che Kill creek vedrebbe la sua perfezione in una trasposizione cinematografica, salvo poi scoprire, dalla terza di copertina, che da questo romanzo sarà tratta una serie tv (ormai ci si stupisce quando ciò non accade, ammettiamolo!).

Consiglio questo libro? Sì se non siete avvezzi all'horror puro; sì se avete voglia di qualche brivido e di una storia che comunque intrattiene senza annoiare eccessivamente; no se, come me, tremate al solo guardare la copertina di "It"!


Ringrazio la Rizzoli per avermi fornito la copia del romanzo

1 commento:

  1. Nnaggia! Volevo farlo mio, ma adesso non ho slancio...Nononono lasciamolo li sullo scaffale. Grazieeeee

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