mercoledì 5 maggio 2021

Recensione 'La tigre di Noto' di Simona Lo Iacono - Neri Pozza


LA TIGRE DI NOTO || Simona Lo Iacono || Neri Pozza || 29 aprile 2020 || 170 pagine

Questo romanzo narra di Anna Maria Ciccone, una donna e una scienziata che visse in un’epoca che le fu ostile, un tempo di ostinati pregiudizi e barbarie totalitarie. Nata a Noto nel 1891, partì dalla sua Sicilia e arrivò a Pisa poco prima che scoppiasse la Grande Guerra per studiare fisica: unica donna del suo corso. Insegnò alla Normale e seguì per un’intera vita le traiettorie e le intermittenze della luce, perché la spettrometria era l’oggetto dei suoi studi. Studi che ebbero una vasta risonanza persino nel campo della nascente meccanica quantistica molecolare. Oggi diremmo che si impose in un mondo maschile. Ed è certamente vero. Oggi parleremmo della sua passione, della sua forza e del suo coraggio nel riuscire a salvare, nel 1944, i testi ebraici della biblioteca dell’università di Pisa dai nazisti che volevano requisirli e poi distruggerli. La sua figura non è riconducibile, tuttavia, soltanto alle sue pionieristiche ricerche o alle sue impavide azioni. Con uno sguardo che attraversa il suo tempo, Simona Lo Iacono ritrae la vita di una donna capace di affermare in ogni ambito dell’esistenza la forza della sua fragilità. Ne esce un romanzo che non si lascia definire, che ci costringe a convivere con una nostalgia tenace, il racconto di una geniale fisica e matematica che seppe mostrarsi al mondo con la compostezza e il pudore di chi, nel buio dell’universo, cerca di guadagnare sempre, con fede ostinata, un piccolo bagliore di conoscenza. Perché, parafrasando Goethe, è proprio quando le ombre sono più nere che riusciamo a scoprire il potere della luce. 


Se nasci donna, se nasci in Sicilia, se nasci donna in Sicilia alla fine dell'Ottocento, il tuo destino è solo uno: sposarti e fare figli.
Dicevo a Rosa: È questo il mio destino. Quale, picciridda? E io: Leggere.
La vita di Marianna Ciccone torna a noi grazie al ritrovamento di una lettera datata 1944 e firmata Luigi Russo, allora Rettore della Normale di Pisa.
Marianna Ciccone nacque a Noto nel 1891. Contravvenendo ai dettami dell'epoca e al volere dei genitori, Marianna si diplomò all'Istituto Magistrale di Noto. Nel 1914 conseguì la licenza fisico-matematica, grazie alla quale potè iscriversi all'Università.
Ero partita da Noto senza l'approvazione dei miei genitori. Senza saluti e senza indirizzi.
Dopo un primo anno alla Sapienza di Roma, con lo scoppio della guerra, Marianna si trasferì a Pisa, dove, nel 1919, si laureò in matematica.
La Ciccone fu la prima a credere nelle teorie di Einstein. Tra il 1920 e il 1924 insegnò in varie scuole medie di Pisa e, allo stesso tempo, conseguì anche la laurea in fisica.

Quello che più colpisce nel racconto della Lo Iacono, che unisce perfettamente la storia reale a quella romanzata, è il viaggio alla scoperta di una donna che si può definire eroica non solo per il suo percorso negli studi e nell'insegnamento, ma anche e soprattutto per la tenacia e la forza con le quali, durante i bombardamenti del 1944, riuscì a evitare la completa distruzione della facoltà di Fisica di Pisa: dopo che un'ala dell'edificio venne minata e compromessa, infatti, Marianna, comunicando in tedesco con gli ufficiali nazisti, si rifiutò di abbandonare l'edificio, dicendosi pronta a saltare in aria con esso.
Grazie a questa sua presa di posizione, riuscì a evitare la distruzione totale dell'edificio, ma anche la razzia del patrimonio bibliotecario.

In un'epoca storica come la nostra, nella quale ci si fa portatori della bandiera del femminismo, sminuendone spesso il reale significato, la storia di Marianna Ciccone arriva a ricordarci che la forza, l'indipendenza e il coraggio sono doti e conquiste quotidiane, che partono da piccole ribellioni e portano a grandi risultati.

Simona Lo Iacono ci racconta, in un romanzo breve e fulmineo, composto da capitoli altrettanto brevi, una storia e una donna sconosciuta.
Una donna che fece dello studio e delle parole l'essenza stessa della sua vita, contravvenendo a quei dettami e a quelle regole che la società aveva scritto per lei.
Rinunciando alla famiglia e dedicando la sua vita allo studio e ai suoi allievi, Marianna Ciccone è oggi una figura da riscoprire, da ammirare e alla quale guardare per trarre ispirazione!



Ringrazio la Casa Editrice per avermi inviato una copia del romanzo








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