giovedì 3 giugno 2021

Recensione IN ANTEPRIMA 'Il buio non fa paura' di Pier Lorenzo Pisano - NN Editore

 


IL BUIO NON FA PAURA || Pier Lorenzo Pisano || NN Editore || 3 giugno 2021 || 176 pagine

Gabriele ha due fratelli, e vive con la mamma e il papà in un piccolo paese di montagna. I tre ragazzini crescono spensierati tra giochi e corse nei campi quando, una sera, la madre va nella stalla a prendere il latte per Gabriele e viene inghiottita dal buio. I bambini si trovano così ad affrontare la sua assenza e lo strazio del padre, mentre in paese circola voce che di notte una bestia terribile sta uccidendo gli animali. Una sera Gabriele segue il padre e gli uomini nella caccia al mostro, e si trova improvvisamente da solo, al buio nel bosco, finché una spaventosa creatura d’ombre gli si avvicina, lo raccoglie e lo abbraccia. Da quel momento Gabriele dovrà lottare per salvare quella creatura contro un mondo di adulti che non può ascoltarlo, e che nell’odio trova la sua dimensione di comunità. "Il buio non fa paura" è una favola nera, allo stesso tempo arcaica e moderna, cruda e sognante, cinematografica e sensoriale, sul dolore della perdita e sulla magia dei desideri. Pier Lorenzo Pisano racconta di bambini e incubi, di natura e mistero, e riesce a illuminare l’immenso potere dell’innocenza, che può scardinare la realtà e indicare il senso ultimo delle nostre speranze e paure.


E se la bestia fosse la mamma? In fondo, la mamma è scomparsa proprio quando la bestia è apparsa.
La mamma così bella, con i suoi lunghi capelli scuri scuri; scuri come l'ombra di cui è fatta la bestia, scuri come il bosco di notte, scuri come la notte che pare averla inghiottita.

Gabriele, Matteo e Giulio sono tre fratellini, vivono in un piccolo paese di montagna assieme ai loro genitori, dove le giornate trascorrono serene tra risate e corse nei campi baciati dal sole.
Finché una sera la mamma va nella stalla per prendere il latte e sparisce, risucchiata da quel buio che per Gabriele diventerà l'abbraccio in cui ritrovare il calore perduto.

In paese iniziano a circolare voci su animali barbaramente uccisi da una misteriosa bestia; gli uomini, sempre più spaventati, si chiuderanno nelle case prima che arrivi la sera.
Il paese vivrà avvolto da una bruma di silenzio e paura, finché gli abitanti decideranno di dare la caccia al mostro.
Sarà in quel momento che Gabriele capirà di dover fare qualcosa per difendere la bestia.
La bestia e il bambino si avvicinano ancora, lei si abbassa piano, lui sale sulle punte dei piedi, senza pensarci, senza riuscire a resistere.
Non amo particolarmente le storie in cui è presente il paranormale, ma la trama di questo romanzo mi affascinava troppo perché io potessi resistere.
Mi sono trovata catapultata in una narrazione senza pause, nella quale non è mai stato possibile fermarsi per riprendere fiato.

Dopo un inizio un po' ostico, ma utile al lettore per ambientarsi e capire con che tipo di scrittura si dovrà confrontare, la narrazione accelera, convergendo in un continuo cambio di sguardi, di vedute e di pensieri, facendo rotolare giù dalle pendici di quella montagna che ospita la storia, catapultandoci in quel bosco oscuro, tra le braccia di una bestia accogliente.

La storia che Pisani ci racconta, oscilla costantemente tra magia, sogni e desideri, analizzando attentamente il dolore di una famiglia di fronte all'improvvisa quanto misteriosa perdita della madre.

È stato un romanzo non facile da affrontare, sia per il tipo di scrittura che per l'argomento trattato. Ma, nonostante la mia reticenza nei confronti della magia, dell'onirico e del paranormale, la storia raccontata da Pisani e, soprattutto, i suoi protagonisti, hanno fatto in modo di farmi sentire parte della narrazione.
Percepire la paura di Gabriele e, allo stesso tempo, il suo bisogno di amore e di calore materno, non può lasciare indifferenti e porta il lettore a empatizzare in maniera quasi dolorosa.

Non è un romanzo adatto a tutti, questo. Bisogna essere pronti ad adattarsi a una scrittura onirica, riflessiva, priva di dialoghi.
Bisogna prepararsi ad affrontare le proprie paure, ma anche il buio che ci abita e davanti al quale, spesso, chiudiamo gli occhi.




Ringrazio la Casa Editrice per avermi fornito una copia del romanzo

1 commento:

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