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Recensione 'L'albero di mandarini' di Maria Rosaria Selo - Rizzoli

 


L'ALBERO DI MANDARINI || Maria Rosaria Selo || Rizzoli || 13 aprile 2021 || 348 pagine

Un'avventura che attraversa mezzo secolo, una protagonista che ha la forza di tutte le grandi donne. Maria Imparato è cresciuta in una casa piccola e affollata, con un albero di mandarini proprio al centro del cortile. Ha mani da sarta, una massa di capelli scuri, il corpo sottile di chi ha conosciuto la fame e il calore di Napoli che le scorre nelle vene. Quando incontra Tonino Balestrieri, la guerra è finita da poco e sognare sembra di nuovo possibile: quel ragazzo di buona famiglia, bello ed elegante, non ha occhi che per lei. Per diventare sua moglie, Maria dovrà sfidare l'ignoranza della gente dei vicoli e il pregiudizio dei quartieri alti, e infine emigrare in Brasile, con un oceano a separarla da tutto ciò che ama. Ma la miseria torna sempre a galla, come la schiuma del mare. A Rio de Janeiro, insieme a Tonino, la aspetta Severina, elegantissima e spietata, una suocera dagli occhi di serpente disposta a tutto pur di scacciarla via. Maria sa che il futuro si affronta senza paura, e per la sua libertà è disposta a lottare. “Se tieni delle ferite devi guardarci dentro” si dice, “perché è là che ci trovi la bellezza.” Sarà il suo passato a darle la forza per andare avanti, per sfidare il destino e ripartire ancora una volta. La sua storia attraversa il Novecento come un'onda ribelle e tenace, e ci racconta una vita eccezionale, fatta di sogni, di fatica e di passione.



Questo libro è capitato tra le mie mani in un momento in cui leggere è parsa quasi un'utopia: esami di Figlio, ripetizione della tesina senza sosta, tensione, ansia, rabbia per concludere il tutto in bellezza.
L'ho preso in mano e, per quanto la storia mi stesse piacendo, non riuscivo a trovare la giusta concentrazione per dedicarmi alla lettura come avrei voluto.
Terminato l'esame e messe da parte le paturnie, sono riuscita, finalmente, a concedere tempo al romanzo di Maria Rosaria Selo, arrivando a leggerne più della metà in un solo pomeriggio.

Una volta terminata la lettura, però, mi sono resa conto di non sapere cosa scrivere di questa storia e ho iniziato a chiedermi se il problema fosse mio (sì, esiste il blocco del blogger, esattamente come esiste il blocco del lettore!) o se il problema fosse stato il libro.
E no, nessuno dei due! Sono ancora in grado di scrivere, tanto da averlo fatto per altri post, e il libro mi è piaciuto. Quindi? Che domanda interessante, ci sarebbe da farci uno studio!

Mi sono presa un paio di giorni di pausa, ho riflettuto e poi mi sono seduta alla mia scrivania, penna in mano, approfittando di un errore dei meteorologi che avevano prospettato un giorno di calura asfissiante e, invece, qui è tutto nuvoloso e tira anche un bel venticello!

L'albero di mandarini è una storia che, forse, ognuno di noi potrebbe raccontare: è la storia di Maria, una ragazza napoletana, nata e cresciuta in una famiglia modesta, di quelle che ogni giorno devono arrangiarsi per poter mettere assieme il pranzo e la cena.
A Maria, però, piace studiare, non parla in dialetto, le piacciono i bei vestiti e il sogno della sua vita è quello di migliorarsi.
Finite le scuole medie, però, Maria sarà costretta a trovarsi un lavoro, perché la salute della madre inizia ad essere cagionevole e in casa c'è sempre bisogno di soldi.

Maria verrà assunta in un laboratorio sartoriale e sarà lì che incontrerà il suo primo amore, Tonino, un ragazzo elegante e di buona famiglia che inizia a corteggiarla nonostante il parere della madre.
Quando, dopo molti mesi, Maria chiederà a Tonino di prendere una decisione e di sposarla, lui deciderà di allontanarsi da lei, complice anche il trasferimento della famiglia in Brasile.
Dopo qualche anno, però, Tonino si rifarà vivo, attraverso delle lettere, dicendole di non averla mai dimenticata e chiedendole di sposarlo e raggiungerlo in Brasile.

Maria Rosaria Selo ci racconta la storia di una ragazza semplice che dovrà affrontare una serie di traversie e problemi, dalla povertà all'emigrazione, ma, soprattutto, l'odio della suocera che vede in lei solo una persona che punta ai soldi del figlio.
Maria è un personaggio forte e tenace, che, durante il mezzo secolo di vita che l'autrice ci racconta, non si farà mai abbattere dalle difficoltà che la vita metterà sul suo cammino.

Assieme a lei attraverseremo la storia del nostro paese e di tutta quella gente che fuggiva lontano alla ricerca di un futuro migliore, con la sola speranza di poter, un giorno, tornare a casa propria.

Non vi è nulla di trascendentale in questa storia, che si legge velocemente, ma che, grazie alla scrittura dell'autrice, riesce a conquistare e entrare nel cuore del lettore.
L'albero di mandarini è uno di quei libri che, forse, non rimarrà nella memoria per lungo tempo, ma che ha il pregio di allietare per qualche ora senza chiedere grandi sforzi durante la lettura.


Commenti

  1. Non so come, ma quando ho letto la recensione su IG ho pensato che questo romanzo non fosse nelle mie corde. Adesso che la leggo qui, ho cambiato idea :)
    Lo prendo in ebook, mi aspetta un giorno di viaggio, credo che mi aiuterà a passare il tempo.

    RispondiElimina
  2. Nel libro, molto bello, ho trovato un errore di datazione a pagina 260 e riguarda il colera che avvenne nel 1973 mentre qui viene riportato nel 1977.

    RispondiElimina

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