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Recensione 'Tutta la stanchezza del mondo' di Enrica Tesio - Bompiani

 

TUTTA LA STANCHEZZA DEL MONDO || Enrica Tesio || Bompiani || 9 febbraio 2022 || 192 pagine

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L’11 febbraio 2013, nel cuore di una serata di ordinario delirio tra figli piccoli, lavoro arretrato e incombenze domestiche, dalla tv arriva una notizia stupefacente: il papa si è dimesso. Non è malato, non è in crisi spirituale, è afflitto dalla patologia del secolo, la stanchezza. In quel momento Enrica Tesio si sente “parte di qualcosa di grande e insieme sola in modo assoluto”. Perché no, noi non possiamo dimetterci. Noi siamo il popolo del multitasking che diventa multistanching. Siamo quelli che in ogni istante libero “scrollano” pagine social per misurare le vite degli altri, quelli che riempiono di impegni il tempo dei figli per il terrore di non stimolarli abbastanza, quelli che di giorno si portano il computer in salotto per lavorare e la sera in camera da letto per guardare una serie ma intanto rispondere all’ultima mail... quelli che, per riposarsi, si devono concentrare. Con il suo sguardo acuto e pieno di humour Enrica Tesio ci apre un diario privato di fatiche collettive, dodici per la precisione, come quelle di Ercole. Con un’unica raccomandazione: stasera, quando tornate a casa, date una carezza a un adulto stanco e ditegli “questa è la carezza dell’ex papa”.

Ho un problema con i post degli scrittori sui social! Come tutti i lettori, anche io seguo alcuni autori nei social network, in particolare Facebook che, a dispetto dell'età, pare essere maggiormente apprezzato da chi scrive!
Ecco, pur essendo io una lettrice, quando incappo in post chilometrici, passo allegramente oltre! Non posso farci nulla, è più forte di me; la mia tolleranza di lettura su schermo è inversamente proporzionale a quella su carta. E comunque, caro scrittore, chiunque tu sia, se devo impiegare un quarto d'ora per leggere un tuo post, scusami, ma preferisco destinato alla lettura di un capitolo del libro che sosta sul mio comodino!

Questa premessa per dirvi che io Enrica Tesio la seguo su Facebook, ma raramente leggo ciò che scrive lì!
Sorpresa delle sorprese, quindi, quando, iniziato questo libro, un uccellino mi ha fatto notare che sì, insomma... ecco... diciamo che qui c'è molto dei suoi post.
Ok, momento confessione parte due: ho un problema (rassegnatevi, sono una donna problematica, io!) con i libri che raccolgono i post social degli scrittori! Mi sembrano un po' una paraculata spilla-soldi, un modo per dire: "Ho un blocco creativo/non scrivo da mesi/non ho nessuna nuova storia in cantiere, ma un mutuo da pagare, quello sì. Quindi, caro lettore, sai che faccio? Raccolgo i miei post e te li spaccio per libro!".

Tutta la stanchezza del mondo parte dalle dimissioni di Papa Ratzinger, che l'autrice usa come spunto per raccontare, in dodici capitoli, varie forme di stanchezza.
In una società che ci vuole sempre attivi su più fronti contemporaneamente, Tesio si ferma a riflettere, con l'ironia che la contraddistingue, su quanto la stanchezza non venga più accettata.
Provateci! Provate a dire di essere stanchi di qualcosa, qualunque cosa; la reazione che otterrete sarà quella di un sopracciglio, quello del vostro interlocutore, che scatterà immediatamente verso l'alto. TAC!
Stanca? Come puoi? Come osi dire di essere stanca? E di cosa, poi?

Già, di cosa? Personalmente sono stanca di tante cose! Dei complottisti, dei no-vax, dei filo-putiniani, dei nostri politici... Ma sono ancor più stanca di tutte quei piccoli problemi quotidiani che pare non vogliano trovare mai una soluzione. E sapete cosa accade se oso dire di essere stanca? Esatto, TAC! Il sopracciglio va su!
"Oh, ma insomma! Stai casa, non lavori, leggi quanto ti pare, come fai a essere stanca?". E cosa vuoi rispondere a Mr Sopracciglio Scattante? Nulla! Fai spallucce e vai a coltivare la tua stanchezza altrove, in solitudine e silenzio... che sono sempre una buona cura alla stanchezza!

Il "saggio" di Enrica è carino, scorrevole il giusto, strappa più di una risata, in verità, e sa il cielo quanto bisogno abbiamo di farci una risata di 'sti tempi!
Il problema più grosso di questo libro risiede nella "slegatura" che va da un capitolo all'altro. Se il filo conduttore è uno, la stanchezza, è pur vero che rimane solo un filo e anche abbastanza sfilacciato, direi.
Un argomento diverso per ogni capitolo (casa, lavoro, figli... vi sento che state intonando Tiziano Ferro!), che, però, non riesce a dar vita a un insieme godibile ed equilibrato.
Uno di quei libri che si fregia di una bella scrittura, ma che andrebbe letto a spizzichi e bocconi, un capitolo ogni tanto per non soffrire troppo la mancanza dell' "insieme".

Nota negativa (estremamente negativa, per quanto mi riguarda) per il capitolo finale che ricorda i famosi "mi piace" di Cesare Annunziata, sostituiti, in questo caso, da tante piccole fatiche quotidiane.



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