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Recensione 'Tuamore' di Crocifisso Dentello - La nave di Teseo

 

TUAMORE || Crocifisso Dentello || La nave di Teseo || 24 marzo 2022 || 128 pagine

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Melina, che detesta essere chiamata Carmela, cresce i suoi tre figli con una dedizione assoluta, a tratti ingombrante. Conosce il sacrificio e la fatica ma reagisce sprizzando vitalità e schiettezza. È una tifosa fanatica di calcio, sa citare a memoria scene e interpreti di innumerevoli film, inventa indimenticabili scherzi telefonici. Finché la sua salute non viene compromessa da un tumore al seno, tabù impronunciabile che nelle parole del figlio maggiore diventa tuamore, trasformando un presagio di sventura in una speranza possibile. I frammenti di una vita trascorsa insieme si mescolano ai dettagli più impietosi della malattia. Emerge la figura di una donna capace di affrontare i suoi giorni a colpi di commedia. Così, sopravvivere all’assenza significa ripercorrere soprattutto le piccole felicità condivise. Per quel figlio adorato il dialogo postumo con la madre è il tentativo di indovinare la forma più adatta per esprimere tutta la sua affettuosa gratitudine e sublimare il lutto in un amore che continua.

Quando si affronta l'argomento maternità, io resto sempre un po' sulle mie: madre lo sono da ormai un bel po' di anni; e se certo non vincerò mai il premio come Madre dell'Anno, so con certezza che potrei battere a mani basse la mia, di genitrice!
È vero, i figli hanno questa strana tendenza a incolpare i genitori per qualunque evento della loro vita, anche quando, prove alla mano, quei genitori sono esenti da qualunque colpa.
Ma, credetemi, quando dicono che "la mamma è sempre la mamma" (il papà no?!) o che "di mamma ce n'è una sola" (per fortuna!), io me la rido sempre un po'!

È stato, quindi con un certo scetticismo che ho affrontato questo libretto piccolo piccolo (in tutto, pagine e formato, meno che nel prezzo).
Scetticismo, il mio, evaporato dopo pochissime pagine e tante risate, quelle che, sin da subito, mi ha strappato Melina, una simpatica signora siciliana (come me) trapiantata in Lombardia (come me).
E io, in Melina mi ci sono rivista davvero tanto e non solo per questioni geografiche! Melina è una di quelle donne che nella vita ne ha passate tante, ma ha sempre cercato di affrontare ogni problema col sorriso e con l'ironia.
Ed è proprio questa ironia che le darà la forza di affrontare anche quell'ultima sfida che le verrà messa davanti: un tumore.
Quando, finalmente, Melina avrebbe potuto fermarsi un po', godersi i nipoti, stare tranquilla, ecco che il destino, beffardo, decide di farle l'ennesimo sgambetto.

Accanto a lei, un po' spaventato e un po' impreparato, Crocifisso, quel figlio che Melina sgrida ancora come fosse un bambino, che stuzzica con delle battutine sarcastiche, che bonariamente denigra quando sono coi parenti ma che, poi, difende a spada tratta contro tutto e tutti.

Quello che troviamo tra queste pagine è un ricordo a cuore aperto, un omaggio pregno d'amore di un figlio alla propria madre.
Un flusso emotivo che parte dell'infanzia e arriva all'età adulta, un modo speciale che questo ragazzo ha trovato per ricordare quella che, in fondo, è stata l'unica donna della sua vita; un modo unico per regalare a noi lettori il ritratto di una donna, di una madre, speciale nella sua normalità!

Tuamore è un libro che strappa tanti sorrisi, ma affonda anche una lama nel cuore di chi lo legge, perché ognuno di noi porta dentro una ferita mai rimarginata, ognuno ha dentro una perdita, un lutto mai del tutto elaborato.

Io spero che questo piccolo tesoro riesca ad arrivare a più persone possibile anche se, e qui arriva la nota dolente, il prezzo potrebbe essere davvero un grosso limite; Tuamore è un libro davvero piccino: 123 pagine in formato Sellerio (tanto per darvi un'idea della sua dimensione) al costo di 17 euro.
Non sta a me addentrarmi nelle politiche dei prezzi dei libri (anche se ci sarebbe molto da dire), ma da lettrice onnivora so che se avessi visto questo libro sullo scaffale di una libreria, probabilmente lo avrei preso in mano, incuriosita da questo titolo così particolare, ne avrei letto la trama (che avrebbe stuzzicato la mia curiosità), poi avrei guardato il prezzo e lo avrei rimesso a posto, ripiegando quasi sicuramente, sul prestito bibliotecario.

Terminata la lettura di questo romanzo, quindi, mi sono chiesta come fare a parlarvene, a dirvi che, secondo me, dovreste proprio leggerlo, ma anche che se tentennaste lo capirei benissimo.
Quindi, fate voi: cercatelo in biblioteca o magari compratene una copia "di gruppo" dividendo la spesa con qualche amica, ma leggetelo! Leggetelo perché Melina se lo merita!


Ringrazio la Casa Editrice per avermi inviato una copia del romanzo

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