Recensione 'Caterina Parr L'ultima moglie'
di Alison Weir - Neri Pozza

 

CATERINA PARR. L'ULTIMA MOGLIE ・Alison Weir ・Neri Pozza ・8 novembre 2022 ・540 pagine

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Nel 1517, Caterina Parr ha soltanto cinque anni quando suo padre muore, vittima della malattia del sudore, un misterioso morbo che imperversa in Inghilterra e in altre città dell’Europa del nord. La madre, Maud Green, dama di compagnia della regina Caterina d’Aragona, appartenente a una famiglia in odore di tradimento, non trova altro modo di reagire all’infausto evento che cercare di procurare una buona sistemazione matrimoniale ai figli. A sedici anni, Caterina, adolescente dotata di straordinaria personalità e scarsissima dote, fasciata in un abito verde che ne mette in risalto i capelli e la figura snella, si ritrova al cospetto di Edward Burgh di Gainsborough. Nel 1529, corona gli sforzi di sua madre. Sposa Edward, soggiorna a Gainsborough fino al 1530 e poi nel maniero concesso alla coppia a Kirton-in-Lindsey. Giovane dalla salute cagionevole, Edward, però, muore di lí a poco, appena venticinquenne, e Caterina si ritrova vedova nel fiore degli anni. Trentenne, dopo che i lutti non hanno mai smesso di funestare la sua vita, viene notata da re Enrico VIII, che ha appena fatto decapitare la sua tanto amata quanto fedifraga ultima moglie.
Il cuore di Caterina batte però per un uomo appena conosciuto: Thomas Seymour, fratello di Jane, terza moglie di Enrico VIII, un giovane noto a corte per la sua eleganza e avvenenza e per aver già fatto palpitare il cuore di numerose donne. Quando, però, Thomas Seymour viene inviato all’estero e la corte del re, attraverso lusinghe e sfarzosi regali, si fa pressante, Caterina non può fare altro che cedere. Sposa Enrico VIII e si consegna a un’esistenza irta di ostacoli e di timori, considerata la sorte della lunga teoria di donne che l’hanno preceduta. Alla morte del re, mentre i nemici le si stringono attorno, dovrà badare a non fare parola dei segreti che potrebbero condurla al patibolo… 
Con Caterina Parr. L’ultima moglie Alison Weir traccia il ritratto di una donna che non si piega sotto i colpi che le riserva il destino e conclude magnificamente una serie celebrata per accuratezza storica e impeccabile forza narrativa. 

Sei mogli ebbe Enrico VIII: divorziata, decapitata, morta, divorziata, decapitata, sopravvissuta. Questo è il "trucchetto" usato per ricordarle tutte; e, terminata la lettura dell'ultimo romanzo di Alison Weir, non mi stupisce affatto che la sopravvissuta sia stata proprio Caterina Parr, amabilmente ribattezzata, da me e Lallina, Caterina Fletcher!
Direte: ma Enrico era anziano (per l'epoca)! Sì, in parte è vero, considerando che morì a 55 anni e che, da molto tempo, ormai, il suo stato di salute non era dei migliori: il notevole sovrappeso (pare che fosse arrivato a toccare i 180 kg!), l'alimentazione non sana e la ferita alla gamba che continuava a infettarsi, lo portarono a trascorrere gli ultimi mesi di vita chiuso nei suoi appartamenti, preda di febbri e atroci dolori.
Per quanto scintillante, onnipotente e crudele, restava un semplice mortale, e per giunta sofferente.
Quindi, sì, Enrico era anziano e fisicamente debilitato, ma Caterina era una sterminatrice seriale, quindi c'è ben poco da stupirsi sul suo essere stata l'unica moglie sopravvissuta!
Nell'ordine, la dama ha fatto fuori il padre, il primo marito, la madre (e contemporaneamente ha abortito), il secondo marito, la sua migliore amica, un paio di neonati (c'è del genio a farglieli tenere i braccio!) e, infine, Enrico. Per fortuna, lei morirà appena un anno dopo di lui, altrimenti avremmo rischiato una strage ben peggiore!

Scherzi a parte (voi comunque toccate ferro che non si sa mai!), chi fu Caterina Parr? Il ritratto che Alison Weir ci regala con il romanzo che chiude la serie sulle sei mogli di Enrico VIII, è quello di una donna tanto tenace quanto calcolatrice e arrivista.
Caterina ha sempre anteposto i suoi interessi ai sentimenti e il matrimonio con Enrico fu l'apice di questo suo modo di essere.
L'idea che lei, Caterina Parr, un giorno avrebbe governato l'Inghilterra... Sembrava davvero incredibile.
A 17 anni sposò, su indicazione materna, il giovane Edward Burgh, che la lasciò vedova dopo soli quattro anni dalle nozze. 
Caterina si trasferì a Sizergh, ospite di Kat, che diverrà una delle sue migliori amiche (sarà per questo che morirà giovane?!).
Proprio in quel periodo, Padre Cuthbert, vecchio amico di famiglia, le proporrà le nozze con John Neville, Barone Latimer, un vedovo quarantenne in cerca di una moglie per sé e di una madre per i suoi due figli.
I due si incontrarono per la prima volta proprio a casa dell'amica e Caterina potè apprezzare la schiettezza l'onestà dell'uomo, tanto da decidere, una volta trascorso il consono periodo del lutto, di sposarlo.

Il matrimonio durò nove anni (un record, considerata la iattura che era quella donna!) e Caterina ricoprì degnamente il ruolo di moglie, matrigna e padrona di casa.
Sarà durante gli ultimi mesi di malattia del marito che Caterina incontrerà per la prima volta l'affascinante Thomas Seymour e tra i due scatterà un'attrazione immediata che li porterà a scambiarsi una promessa di matrimonio una volta che Neville fosse venuto a mancare.
Ma un fortuito incontro tra la ragazza e Re Enrico VIII, sofferente per il tradimento dell'ultima moglie, la giovane Caterina Howard, porterà la Parr a dover rivedere i suoi piani. Enrico, infatti, si infatuerà di lei, dei suoi modi pacati e della sua gentilezza, tanto da chiederla in moglie in pochissimo tempo.
A quel punto Caterina dovrà scegliere tra il cuore (Seymour) e l'interesse (Enrico).
Sarà qui che tutta la scaltrezza della donna verrà a galla: la Parr vedrà le sue nozze con Enrico come la strada indicatale da Dio per spingere il Re verso una riforma religiosa ancora più drastica e definitiva; allo stesso tempo, Caterina è consapevole di quanto le sue nozze potranno avvantaggiare la sua famiglia.
Lei sarebbe stata la moglie che trionfava e sopravviveva per raccontare la sua storia!
Alison Weir tratteggia il ritratto di una donna furba che, dal giorno stesso delle sue nozze, si ritrova a camminare sul filo di un rasoio: da una parte l'amore di Enrico che pare voleva sempre proteggere, dall'altra una serie di nemici disposti a tutto pur di spodestarla.
Come nei romanzi precedenti, anche in questo traspare la paura costante che provano le mogli di Enrico dopo la fine toccata ad Anna Bolena: una vita trascorsa in punta di piedi, preda delle ire di Enrico e dei nemici che volevano detronizzarle.
Anche in Caterina emerge questa costante paura di essere trascinata nella Torre e condannata morte (chissà quanta gente si sarebbe salvata se fosse morta lei!), che la porta a vivere gli anni di matrimonio con Enrico in un costante equilibrio tra il voler esprimere le sue idee e il guardarsi costantemente le spalle.

Caterina fu anche l'unica delle mogli Tudor a intrecciare un rapporto quasi materno con i tre figli di Enrico, Maria, Elisabetta e il piccolo Edoardo.
Questo ci consente di avere una fotografia più precisa di come fossero gli eredi al trono, tratteggiando una Maria che, nonostante le umiliazioni subite da lei e dalla madre, venerava il padre quasi fosse un Dio; di Elisabetta, invece, si scorgono, sin da bambina, quei tratti civettuoli degni di una Bolena.

E sarà proprio la giovane Elisabetta a riportare Caterina, vedova di Enrico e adesso moglie del focoso Seymour e incinta del loro primo figlio, coi piedi per terra.
Dopo un'intera esistenza trascorsa a pianificare la sua ascesa sociale, si ritroverà sposata a un uomo ancora più ambizioso di lei.
Caterina morirà pochi giorni dopo aver dato alla luce la sua prima figlia, mettendo così fine a quella strage di amici e familiari che perivano al suo passaggio!

Alison Weir ci regala, come sempre, un ritratto preciso e quanto più veritiero possibile di quella che è, forse, la moglie meno discussa tra le sei che affiancarono Enrico.
Sicuramente il loro fu un matrimonio incentrato più sull'affetto reciproco, sul rispetto e sul dialogo che non sulla passione che aveva contraddistinto le nozze precedenti del Re; Enrico teneva in grande considerazione il pensiero di Caterina e si fidava di lei al punto di nominarla reggente durante la sua campagna in Francia.
Proprio il racconto del rapporto tra i due, però,  è quello che rallenta il romanzo nella sua parte centrale, che si perde tra le mille disquisizioni in ambito religioso portate avanti da Enrico e Caterina.

Si arriva a fine lettura con la consapevolezza di aver avuto tra le mani una serie di rara accuratezza: Weir ci ha regalato sei romanzi unici, sei ritratti di donne che, ognuna a modo loro, hanno cambiato il corso della storia.
Si percepiscono, in ogni romanzo, lo studio e l'attenzione che l'autrice ha dedicato a questi libri.
Rimane in ombra, anche questa volta, la figura di Enrico; incuriosisce, invece, quella della figlia Maria, una ragazza introversa e silenziosa, sicuramente segnata dai fatti che videro protagonista la madre.

A noi non resta che attendere e sperare che l'autrice ci regali altri romanzi meravigliosi!




Ringrazio la Casa Editrice per la copia del romanzo







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