Recensione ' Cecilia' di Annie Garthwaite - Beat


CECILIA ・Annie Garthwaite ・Beat ・25 ottobre 2022 ・336 pagine



La pira eretta sulla piazza di Rouen sembra già emanare il calore delle fiamme, quando la sedicenne Cecilia Neville, insieme al suo sposo Riccardo Plantageneto duca di York, vi giunge per assistere alla brutale esecuzione di una donna appena più grande di lei. Giovanna, meglio nota come Giovanna d’Arco, ha avuto coraggio nella vita e ora deve averlo anche nell’ordalia che l’aspetta. Davanti al rogo che sprigiona un soffocante fumo nero, Cecilia non può fare a meno di nutrire un sentimento di ammirazione per la vittima. Lo spettacolo è crudele. Ma la sposa del duca di York non distoglie lo sguardo. Tutti devono poter vedere come il suo casato assiste alla fine dei nemici del re. L’epoca è grama. La guerra con la Francia si trascina da cento anni tra alleanze e tradimenti che si susseguono senza sosta. Enrico VI, re d’Inghilterra e ora anche di Francia, è un bambino di dieci anni incline piú alla preghiera che alla guerra. Il corteo della nobiltà, e dei funzionari assetati di potere che l’accompagna, semina sospetti e dubbi su chiunque, soprattutto su chi, come Riccardo, avrebbe di che avanzare diritti di sangue su quel trono così assediato. Occorre essere guardinghi, allontanare per ora ogni vaga accusa di infedeltà, avere intuito politico. Facoltà che non mancano a Cecilia Neville. Decisa a salvare la sua famiglia, la giovane duchessa di York sa che, prima di armarsi, una donna deve essere ben sicura di vincere. La fine della Pulzella d’Orleans gliel’ha insegnato. Dovrà chiamare a raccolta astuzia, sfrontatezza e coraggio per assolvere il suo compito. Anche a costo di infrangere ogni regola e tabù che abbia mai osato immaginare. Anche a costo di contemplare, alla fine, il tradimento. 
Ridando vita a una figura femminile straordinaria per la sua modernità, una donna destinata a diventare madre di due re, Cecilia è un romanzo palpitante, dai toni ora elegiaci e delicati ora potenti e suggestivi; un’opera che mostra come la Storia, e i suoi capitoli decisivi, come la Guerra delle due rose, siano impensabili senza il ruolo decisivo delle donne.

“È arrivata la nuova Hilary Mantel”, dice il Sunday Times. 
Vero? In parte sì. E se frequentate quest’angolo di mondo da un po’, saprete certamente che Mantel (pace all’anima sua) non rientra certamente tra le mie scrittrici favorite in ambito di romanzi storici. 
Il legame tra le due autrici risiede prevalentemente nella vena politica che contraddistingue i loro romanzi. Garthwaite, però, risulta sicuramente più leggibile di Mantel, non fosse altro che per l’uso (sia ringraziato il cielo!) delle virgolette per contrassegnare i dialoghi! 

Quando ho iniziato a leggere questo romanzo ero abbastanza digiuna di informazioni riguardo il personaggio di Cecilia Neville, moglie di un Plantageneto e antesignana di quel potere alle donne che, ancora oggi, pare essere una chimera. 
Se la paragoniamo a chi le succedette, alle varie regine Tudor o anche alle donne di epoca vittoriana, Cecilia potè godere di grandi privilegi e di grandi margini di manovra per quanto concerne la storia politica della sua famiglia. 

Cecilia Neville sposò Riccardo Plantageneto, III duca di York quando aveva poco più di 9 anni. Come consuetudine, il matrimonio venne consumato ufficialmente qualche anno più tardi. 
Stranamente per l’epoca, si trattò di un matrimonio d’amore, che andò comunque al di là degli intrecci politici e di convenienza. 
I due ebbero ben 13 figli, due dei quali, Edoardo e Giorgio, si trovarono, parecchi anni dopo, a contendersi il trono d’Inghilterra. 

Il personaggio che Garthwaite ci narra è quello di una donna spietata, brutale, insensibile, ambiziosa e manipolatrice. Il potere era ciò a cui Cecilia ambiva, il trono d’Inghilterra il punto massimo a cui aspirare. 
Anche noi confronti del marito, nonostante l’amore che li legava, Cecilia riusciva ad essere rigida e intransigente. Spesso, quando non era d’accordo con lui, non esitava a contrapporvisi senza alcuna remora. 

Il romanzo, nel suo insieme, scorre piacevolmente, anche se la sensazione che ne deriva, sin da subito, è quella di una storia scritta per chi la Storia la conosce già. Non vi sono fatti introduttivi, presentazione dei personaggi o qualunque altra cosa possa aiutare il lettore a immergersi nell’epoca narrata e a prendere confidenza con i protagonisti del romanzo. 
Si viene catapultati immediatamente nella vita di Cecilia e del marito e nel contesto storico che li vede protagonisti. 
Insomma, pare che l’autrice dia per scontato che il lettore conosca i fatti avvenuti in tutti i loro particolari, mettendo sicuramente in difficoltà chi, invece, non conosce l’epoca a menadito. Più volte, ad esempio, ho dovuto far ricorso a Wikipedia per raccapezzarmi tra la sequela di personaggi (tantissimi) e avvenimenti che ci vengono raccontati. 

Come detto all’inizio, la parte predominante di questo romanzo riguarda sicuramente il punto di vista politico dell’epoca: alleanze, guerre, accordi e disaccordi la fanno da padrone tra queste pagine, lasciando in secondo piano l’aspetto personale, la storia e i legami familiari. 
Più che un romanzo, spesso ho avuto l’impressione di avere tra le mani un trattato politico

La più grande pecca, però, credo risieda nella “frettolosità” della narrazione: da un capitolo all’altro assistiamo sistematicamente a salti di 8/10 mesi che, se da una parte spiazzano il lettore che fatica a raccapezzarsi nella sequela di avvenimenti, dall’altra lo lasciano a bocca asciutta per quanto riguarda i piccoli dettagli che, spesso, fanno di un romanzo storico, un Grande Romanzo Storico. 
A questo si aggiunga il fatto che la parte di vita di Cecilia che ci viene raccontata è quella che va dal 1431 al 1461, quindi sicuramente non gli anni più interessanti che l’hanno vista protagonista. 

Spicca la scrittura di Garthwaite, che al suo esordio riesce comunque a tessere un romanzo interessante e pone le basi per un futuro luminoso, ma certo questo non basta a rendere perfetta e interessante questa lettura.



Ringrazio la Casa Editrice per la copia del romanzo


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