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'Terra di anime spezzate' di Clare Leslie Hall: Beth sbaglia, il romanzo no

foto del romanzo "Terra di anime spezzate" di Claire Leslie Hall
Terra di anime spezzate
Autore Clare Leslie Hall
Editore Nord
Pagine 384
Uscita 2025
Genere Narrativa
Se potessimo riavvolgere il nastro, a quale istante torneremmo per cambiare il corso del destino?
Per Beth Kennedy quel momento è l’estate del 1955, quando, insinuatasi inavvertitamente nella tenuta di campagna dei Wolfe, incontra Gabriel. Lui, erede diciottenne di quella ricca famiglia, è destinato a Oxford e ha davanti a sé una strada costellata di possibilità; lei, diciassette anni, origini modeste, è studentessa in un rigido istituto femminile. Due mondi lontani ma due anime affini: entrambi solitari, sognatori, appassionati di letteratura. Un’affinità che presto diventa amore, bruciante e vissuto alla luce del sole. Una passione che si consumerà insieme con quell’estate. Uno scandalo che costerà molto caro a Beth.
Tredici anni dopo, lei ha una vita molto diversa da quella che si immaginava. Non è mai diventata una scrittrice e vive ancora in paese, nella fattoria di suo marito Frank. Il loro è un matrimonio felice, eppure in bilico su un equilibrio fragile: il tacito patto di tenere alla larga il passato. Quello da cui, all’improvviso, torna Gabriel, ora una celebrità, e con lui tutti i sentimenti mai sopiti, i non detti, i segreti mai confessati in quella lontana estate. Mentre sente spezzarsi ogni certezza, Beth dovrà scegliere tra due amori, tra due vite, tra la ragazza che era e la donna che è diventata. Una scelta che affronterà di nuovo a testa alta, però stavolta non sarà solo la sua vita a essere travolta dallo scandalo.
Un romanzo struggente e mozzafiato che, in un abile intreccio di passato e presente e con il passo incalzante della suspense, mette in scena i chiaroscuri della vita, le complessità dell’amore e le traiettorie imprevedibili del destino.

Vale la pena leggerlo? Sì, se riesci a convivere con una protagonista che ti fa venire voglia di scuotere l'e-reader.
Fa per te se ti piacciono le storie d'amore in cui ogni scelta ha un prezzo e le buone storie ben costruite ti mancano quanto a me.
Lascialo perdere se cerchi il libro della vita o hai bisogno di voler bene alla protagonista per andare avanti.

Beth è il problema di questo romanzo ed è anche il suo cuore


Beth è la cosa che mi è piaciuta meno di tutto il libro. Non c'è un solo suo comportamento che io sia riuscita almeno a comprendere. Ogni scelta, ogni decisione ha avuto conseguenze spesso irreparabili sulle persone che le stavano intorno e nemmeno la giovane età mi è parsa un alibi valido.

Eppure Terra di anime spezzate è soprattutto una riflessione su come le scelte di ogni giorno possano cambiare il corso di un'intera esistenza. Beth, con tutta la sua irritante coerenza nello sbagliare, è la dimostrazione vivente di questa tesi. Il romanzo regge proprio perché lei è insopportabile.

La trama in breve, senza rovinarvi la strada


Nel 1955 Beth Kennedy ha diciassette anni e sogna di diventare poetessa. Gabriel Wolfe ne ha diciotto, un cognome prestigioso e ambizioni da scrittore. Si innamorano in una sola estate, con l'incoscienza che solo a quell'età rende l'amore così vivido. Poi lui parte per Oxford, le lettere vanno e vengono e sembra che il sentimento possa resistere a tutto.

Nel 1968 Beth è sposata con Frank quando Gabriel riappare nella sua vita. Frank, scopriamo presto, siede al banco degli imputati per omicidio. Che cosa sia successo in quei tredici anni - e a chi - è la domanda che tiene in piedi l'intero romanzo. Io di più non vi dico.

Come Hall tiene il lettore sulle spine


Quella che regge davvero questo libro è la costruzione. Il romanzo ti prepara sin dalle prime righe a un carico di dolore in arrivo e poi lo dosa, capitolo dopo capitolo e anno dopo anno, con piccoli colpi ben assestati, i due piani temporali non sono un vezzo: sono la scelta azzeccata per mantenere alta la suspense e farti rimanere accanto ai personaggi anche quando preferiresti chiudere il libro.

Un dettaglio che conta, per chi come noi lo ha letto a rate serali sull'e-reader: la tensione non si sgonfia tra una sera e l'altra. Di solito, un libro che si trascina per parecchio perde il filo. Questo ti aspetta.

La frase che il romanzo sembra volerci lasciare è questa
Ci sono stati troppi inizi possibili, come questo, troppe occasioni mancate, svolte non prese, e sempre la stessa domanda che brucia tra noi, io e Gabriel, Gabriel e io: la vita che avremmo potuto avere.
Va notato come - nell'originale - l'io e il lui si rincorrano nella stessa riga (io e Gabriel, Gabriel e io). Una possibile lettura è che questa piccola simmetria sia il cuore formale del libro: due vite che si cercano e non si incastrano mai davvero. Non è esplicitato, ma la struttura a due piani sembra confermarlo.

Frank e Gabriel: l'uomo perfetto e il più insulso dei tre


Frank è l'uomo perfetto - e lo scrivo senza ironia - il che per una volta è un lusso. Rispetto, pazienza, un amore che non presenta il conto: è il personaggio più solido del romanzo.

Gabriel, invece, è il classico ragazzo di buona famiglia, orgoglioso, con una vita in discesa ad attenderlo. Forse è il personaggio più insulso dei tre e quello che mi ha lasciata più indifferente.

Una possibile lettura è che Hall affidi a Frank e Gabriel il compito di far risaltare Beth per contrasto: più loro sono lineari, più lei appare inspiegabile. Il romanzo non lo dice, ma l'effetto è quello. E il finale non cerca di stupire: è il classico finale pieno di buoni sentimenti che il libro promette fin dall'inizio.

Un titolo che racconta un'altra storia


Il titolo originale è Broken Country e l'autrice, ex giornalista, si è trasferita con la famiglia in una vecchia fattoria del Dorset e quei campi hanno ispirato l'ambientazione del romanzo. In inglese "country" è sia la campagna sia il paese. Una possibile lettura è che il titolo parli anche di un luogo che si spezza insieme a chi lo abita; quello italiano - più esplicito - sposta tutto sulle anime. Non è una critica: è il genere di cosa che vedi solo mettendo i due titoli uno accanto all'altro. A me - lo confesso - il titolo italiano da solo non avrebbe mai fatto girare la testa.

Il contesto: un romanzo da Reese's Book Club e un pregiudizio sulla Nord che resta


Broken Country è un titolo scelto dal Reese's Book Club e doveva uscire in trentuno Paesi. In Italia lo ho pubblicato la Nord nel 2025. Con questa Casa Editrice ho un rapporto in cui la fiducia scarseggia da qualche anno e il pregiudizio resta. Ma questo romanzo è un'eccezione valida e a convincermi è stato Emanuele Capone, con cui non sempre ho pensieri affini in fatto di libri, ma quasi sempre li ho per tutto il resto. Stavolta ci ha preso anche sulla lettura.

Lo sguardo di Roby


Questo è uno di quei libri che mi ha fatto male. Sono partito - come faccio sempre - dall'architettura: il romanzo ha due piani e io ho passato le sere a salire e scendere per capire dove poggiassero le fondamenta. Poi la domanda attorno a cui ruota tutto mi ha preso alla gola: "Cosa sarebbe successo se..." È una domanda che ci siamo posti tutti almeno una volta e che nell'ultimo anno della mia vita mi sono fatto più spesso del solito: cosa sarebbe successo se avessi detto prima quello che provavo?

A differenza di Laura, sono stato più tenero con Beth. Capisco che le scelte siano dettate più spesso dal tentativo di proteggere gli altri più che sé stessa e mi sono ritrovato a giustificarla più di una volta.

Il libro ti mette davanti due domande secche: c'è una persona alla quale siamo destinati? Si possono amare due persone contemporaneamente? Per me la risposta alla seconda domanda è no. Alla prima, sì: anche se magari quella persona non la incontreremo mai, credo che tutti abbiamo un filo rosso che ci lega a qualcuno. Il punto che mi ha fatto più male è stato scoprire quanto poco ci voglia per perdersi, anche quando ci si ama così.

Il mio giudizio: fa male nel punto giusto. A me basta.

Le svolte che non prendiamo


Terra di anime spezzate è una storia dolorosa e scritta bene, ma non di quelle da salvare in caso di incendio. È di quelle che, mentre la casa brucia, ti costringono a chiederti quale parola avresti dovuto dire prima. Mi ha irritata e non mi ha mai annoiata, che per un libro letto a rate serali non è poco. Il pregiudizio sulla Nord resta intatto, ma ha un'eccezione e si intitola come questo romanzo. E Beth? Beth la rivedrò nei miei sogni peggiori, come si rivede una persona a cui avremmo voluto dire di fermarsi un attimo prima. 

Le svolte che non prendiamo non fanno rumore mentre le superiamo. Lo fanno dopo, e per anni.

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Laura

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