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Recensione 'Come fu che Babbo Natale sposò la Befana' di Andrea Vitali - Mondadori

come fu che babbo natale sposò babbo natale
Titolo: Come fu che Babbo Natale sposò la Befana
Autore: Andrea Vitali
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione:26 agosto 2013
Pagine: 125
Prezzo: 12.90 €
Versione e-book: 6.99 €
Trama: Nel placido paese a bordo lago ci si prepara a festeggiare il Natale, l'aria è carica di una promessa di neve e gli adulti sono al riparo dal freddo e dai dubbi, confortati dalle loro certezze esistenziali. "Perché se Babbo Natale esiste nessuno l'ha mai visto?": dalla fatidica domanda di Tom, un ragazzino curioso che non si accontenta delle risposte evasive dei suoi genitori, prende avvio il racconto di Vitali, che illustra il mondo dei grandi, impacciati e non sempre all'altezza del loro ruolo di educatori. Così Tom e i suoi compagni decidono di cercare la verità per conto proprio, e la vicenda assume risvolti fantasiosi, a tratti comici, fino alla felice soluzione in cui i dubbi infantili trovano le loro risposte, i conflitti si risolvono e ogni cosa torna al suo posto. I personaggi che il lettore incontra tra le pagine del racconto sono caratterizzati con rara maestria: le petulanti e spigolose Stecchetti, madre e figlia; la giovane cameriera che si rivela molto più smaliziata degli investigatori; un maresciallo dei carabinieri che pare uscito da un racconto di Mario Soldati; fino al direttore Remedio Imperio, animo sensibile e poetico, che si diletta a scrivere storie per i bambini, quasi fosse l'alter ego dell'autore. Da attento osservatore, Andrea Vitali rileva dei suoi personaggi ogni minima contraddizione, fragilità e meschinità. Regalandoci un nuovo episodio della sua "commedia umana", si conferma un grande narratore di piccole storie.

Voti
Trama  7
Personaggi  8
Stile  8
Incipit  8
Finale  7
Copertina  9
Voto complessivo  7.8

Sapete quando vi dico che, per me, leggere un libro di Vitali è un po' come accoccolarmi tra le braccia di un nonno e sentirlo raccontare una storia?
Bene! Questo libro è il perfetto esempio di ciò che affermo!
Ovviamente ambientato nei suoi luoghi e con i soliti strani nomi dei personaggi (che lui tiene a specificare essere veri!), Vitali ci racconta una piccola favola di Natale, perfetta per far sognare adulti e bambini.
Così, dalla più ovvia domanda che ogni bambina, prima o poi, pone ad un genitore, e cioè: "Ma Babbo Natale esiste?", prende il via una storia di fantasia, amore, leggerezza, scoperte.
Tommaso, dieci anni, detto Tom, pone la domanda ai suoi genitori. E tutto perché Rebecca bébébé, figlia della signora Stecchetti, una donna tutta spigoli, afferma che no, Babbo Natale non esiste.
Ma caso vuole che Tom Babbo Natale lo incontri in un parco: capelli lunghi, barba, una grande pancia e una bella camiciona rossa. Chi altri se non lui?!
Così, Tom torna sereno, ma Rebecca no. Perché la mamma ha detto che Babbo Natale non esiste.
In un avvicendarsi di equivoci, mentre sul lago il Natale si avvicina e la neve cade copiosa, vedremo i personaggi di questa favola aprire il loro cuore alla gioia!
Bello, questo libro! Breve, caloroso, gioioso. Vi consiglio di leggerlo in uno di questi freddi pomeriggi, da soli o con i vostri figli... sarà un modo semplice e gradevole per respirare ancora di più l'atmosfera natalizia di questo periodo!
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Recensione 'Cattive compagnie' di Ruth Newman


Titolo:
Cattive compagnie
Autore: Ruth Newman
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione:1 giugno 2011
Pagine: 367
Prezzo: 18.60 €
Versione e-book: 7.99 €
Trama: Londra. Quella che Kate tiene stasera fra le mani sembra una banale foto delle vacanze, l'ennesimo ritratto degli amici che l'hanno invitata a cena. Ma sullo sfondo, dietro le colonne ricoperte di gelsomino del ristorante...proprio lui, Charlie. Kate non ha dubbi, quello è suo marito. Gli stessi capelli neri, gli occhi azzurri. Perché Charlie è morto durante una vacanza in Sicilia, esattamente un anno fa. Kate è sconvolta, ma nessuno le crede, nemmeno Luke, il migliore amico di Charlie. Tutti continuano a ripeterle che deve togliersi dalla testa questa ossessione per il marito scomparso e rifarsi una vita. Per loro l'uomo della foto è un perfetto sconosciuto. Ma Kate è sicura: si tratta di Charlie. E se c'è anche solo una tenue speranza che lui possa essere ancora vivo, lei deve ritrovarlo. Ecco perché si butta a capofitto in un'indagine privata contro tutto e tutti. Un'indagine che la porta a Miami e poi in Sicilia. Giorno dopo giorno, indizio dopo indizio, le discrepanze nella scomparsa del marito diventano sempre più numerose e molto, troppo sospette. Forse Charlie è stata ucciso? E il suo matrimonio era davvero perfetto come lei lo ricorda? Ma soprattutto, Kate può fidarsi davvero degli amici di Charlie, quelli che le sono stati vicini durante tutto questo tempo?

Voti
Trama  3
Personaggi  3
Stile  2
Incipit  5
Finale  5
Copertina  4
Voto complessivo  3.7


Insulso, inconcludente, noioso, banale, scontato.
Inconcepibile il libro, ma, ancor di più, assurdo il finale.
La scrittura è brutta, inespressiva e insulsa.


L'autrice: Ruth Newman è nata a Reading e cresciuta a Hackney, Londra. Scrive narrativa dall'età di sei anni. Verso la metà degli anni Novanta si è trasferita a Cambridge per studiare psicologia e criminologia al King's College, le è piaciuto e non se n'è più andata. Attualmente lavora all'università. Con Garzanti ha pubblicato anche Il college delle brave ragazze (2009).
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Recensione 'Avete il gabbiano di Jonathan Listerete?' di Stefano Amato

avete il gabbiano di jonathan listerine
Titolo: Avete il gabbiano di Jonathan Listerine?
Autore: Stefano Amato
Editore: Editrice Bibliografica
Data di pubblicazione:5 giugno 2013
Pagine: 110
Prezzo: 9.90 €
Versione e-book: 4.99 €
Trama: Grazie al cielo esiste il libraio, figura mitologica che tutto sa e tutto ricorda! Legge tutte le recensioni pubblicate, ricorda ogni copertina fin nei minimi dettagli, può elencare in ordine cronologico (o alfabetico, su richiesta) l'intera produzione di Andrea Camilleri. O perlomeno questo è quanto si aspettano i visitatori di una libreria di provincia - che potrebbe essere qualunque libreria italiana - incontrati dall'apprendista libraio. Una galleria esilarante di personaggi che raccoglie, in ordine sparso: il cliente con cane ("è buonissimo") sbrana-tascabili, madri alla ricerca di un libro per un ragazzo di cui non conoscono i gusti ("ehm, è mio figlio"), o la signora "Scusi-c'è-un-errore" ("Mi hanno regalato il nuovo della Rowling, ma siccome non c'è Harry Potter vorrei cambiarlo"). Gaffe o strafalcioni non risparmiano niente e nessuno, classici o best-seller che siano: tutti finiscono ugualmente tritati dalla cattiva memoria di clienti sbadati, magari alla disperata ricerca di libri popcorn (pop-up) per bambini.

Voto complessivo 8


È un libro che si legge in poco più di un'ora e che vi strapperà più di una risata.
L'autore, Stefano Amato, lavora in una libreria e ci racconta ciò che accade, giorno per giorno, nel suo posto di lavoro.
Così, come da titolo, troveremo l'utente che chiederà "Il gabbiano di Jonathan Listerine" o quello che reputa strana l'amica che passa le serate in casa a leggere, per finire con coloro che pretendono che il libraio conosco il titolo e l'autore di un libro di cui loro ricordano il colore della copertina!
Che siate lettori, librai o aspiranti tali, sicuramente sarà una lettura piacevole, che vi farà trascorrere una serata piacevole!
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Recensione 'Vesuvius' di Marisa Ranieri Panetta - Salani

vesvuius
Titolo: Vesuvius
Autore: Marisa Ranieri Panetta
Editore: Salani
Data di pubblicazione:29 maggio 2013
Pagine: 385
Prezzo: 14.90 €
Versione e-book: 9.99 €
Trama: Sotto le pendici verdeggianti del Vesuvio, Flavia rimpiange la sorte che l'ha obbligata a sposare il ricchissimo Quinto, molto più anziano di lei. Dall'altra parte della strada, Lucio Ceio, brillante uomo politico, spia la sua inquietudine, pronto a offrirle un momento di dolcezza, una breve passione clandestina. Quinti, spesso lontano per affari, intraprende un viaggio che lo inghiottirà nel mistero; nel frattempo a Roma, Poppea, la moglie di Nerone, muore all'improvviso in circostanze poco chiare, e il console Plauzio, insieme ad altri senatori, aderisce a una congiura contro l'imperatore. Attimi di felicità e di tristezza, segreti tormentosi e brillanti carriere, vissuti da uomini e donne inconsapevoli della catastrofe che sta per abbattersi sulla bella e chiassosa città di Pompei.
Dalla costa vesuviana a Rieti, dalla penisola iberica alla capitale dell'Impero si snodano le vicende di un'umanità vivida e vera, magistralmente narrata nei luoghi stessi in cui ha abitato; un passato che diventa un presente familiare, a tratti intimo, in cui il lettore riconosce senza esitazione un patrimonio di storia e cultura molto più vicino a noi di quanto si possa immaginare. E su tutto incombe l'ombra del Vesuvio, il monte sacro a Giove, che nessuno all'epoca immaginava fosse un vulcano.

Voti
Trama  8
Personaggi  7
Stile  7
Incipit  8
Finale  3
Copertina  7
Voto complessivo  6.7


Un romanzo sulla tristemente famosa eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei nel 79 d.C.
Il Vesuvio si era riappropriato della sua vera natura. Dopo altri cupi boati, il tappo di lava che per secoli aveva trattenuto la forza del fuoco esplose. Dal cratere ormai libro, come da una bocca spalancata cominciò a fuoruscire il magma, con piccole esplosioni che riversavano sulle pendici materiali incandescenti e massi di goni dimensione che precipitavano a valle.
A Pompei il terreno oscillava sussultava senza sosta, cadevano cornicioni, tegole, colonne, sollevando nubi di polvere che impedivano di orizzontarsi...
La storia, ben scritta, ci racconta la vita di alcune ricche famiglie pompeiani, nel decennio che precedette l'eruzione.
Così, l'autrice, ci porterà nelle magnifiche ville, residenze estive di ricchi commercianti e politici e nella loro quotidianità, fatta di lavoro, amori, tradimenti, pettegolezzi e segreti.
Seguiremo le vicende di Flavia, di Lucio Ceio, ma anche di Nerone, Vespasiano e del figlio Tito.
Il libro è molto ben scritto, la storia scorre veloce ed è coinvolgente al punto che non si vorrebbe mai smettere di leggere. Una sola pecca da imputare all'autrice: il finale. Sembra tronco. Come se, ad un certo punto, si fosse stanca di scrivere.
Per il resto, non ho nessuna critica da muovere. Nella storia che narra, traspare molto la competenza della scrittrice stessa, relativa ai fatti narrati e all'epoca in cui si sono svolti. Insomma, nonostante una piccola pecca finale, è veramente un libro da leggere!
L'autrice: Marisa Ranieri Panetta vive e lavora a Roma. Archeologa, saggista e giornalista per l'Espresso, Il giornale dell'Arte e Archeo, si dedica da quasi trent'anni alla divulgazione scientifica; tra i molti riconoscimenti, ha vinto il Media Save Art, promosso dall'Iccrom-Unesco, per un reportage su Pompei nel 1997, pubblicato dall'Espresso.Tra le sue pubblicazioni: Nerone. Il Principe Rosso e Pompei. Vita, storia e arte della città sepolta tradotte in molte lingue. Di recente ha collaborato alla mostra Nerone allestita al Colosseo, Foro Romano e Palatino. È promotrice di campagne per la salvaguardia dei siti archeologici a rischio, tra cui Villa Adriana.
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La cena di Natale con... Luca Bianchini!

Recensione 'Per dieci minuti' di Chiara Gamberla - Feltrinelli

per dieci minuti
Titolo: Per dieci minuti
Autore: Chiara Gamberale
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione:20 novembre 2013
Pagine: 187
Prezzo: 16.00 €
Versione e-book: 9.99 €
Trama: Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare ad uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare.

Voti
Trama  5
Personaggi  5
Stile  4
Incipit  4
Finale  5
Copertina  7
Voto complessivo 5


Ecco. Ora mi trovo qui a dover recensire un libro di un'autrice che ho amato molto e che, invece, da un po' di tempo a questa parte, mi delude.
Quindi, prima di scrivere la mia recensione, faccio alcune premesse.
La Gamberale l'ho scoperta con Le luci nelle case degli altri e me ne sono innamorata. Il nostro idillio è proseguito col piccolo L'amore quando c'era. Poi è arrivato  Quattro etti d'amore, grazie che l'ha consacrata, nel mio piccolo mondo, al ruolo di scrittore che non si fa attendere. Cosa vuol dire? Che i suoi libri non vanno mai appoggiati su una mensola e lasciati in attesa, ma vengono letti a pochi giorni dalla pubblicazione.
Come (quasi) sempre accade quando si scopre uno scrittore che piace, si cominciano a cercare i suoi precedenti lavori. Così, quando ho trovato Una passione sinistra, l'ho acquistato senza remore e l'ho subito letto.
Quel che ho pensato di quel libro, se ne avete letto la recensione, lo sapete già: assolutamente incomprensibile!
Adesso sono qui, col mio tè al mirtillo, la tastiera del pc che ticchetta sotto le mie dita e non riesco quasi a respirare al pensiero di scrivere questa recensione.
Parto dal presupposto che il libro non è brutto. Ma non si può neanche dire che sia bello!
Parto dal presupposto che ho da trascorso due serate in compagnia di Luca Bianchini, dei suoi personaggi, del suo humor, della sua leggerezza, della sua cordialità. E questo, forse, ha inciso negativamente sull'opinione che mi sono fatta del libro della Gamberale, che certo non dà l'impressione di essere una che sprizza gioia da tutti i pori! Insomma, se mi dovesse chiedere "con chi vuoi andare a cena per le prossime 5 settimane", non avrei remore e rispondere "Mille volte Bianchini!!!".
Parto dal presupposto che quando un autore mi delude un po', poi sono sempre leggermente prevenuta nel leggere un suo altro lavoro.
Detto tutto questo, è facile capire che io e la Gamberale ci stiamo pian piano allontanando.
Il libro è carino. Racconta la storia di Chiara...ma è autobiografico? Perché la cosa non è molto comprensibile. Chi legge e conosce l'autrice, penserebbe di sì...ma non viene mai detto in maniera palese.
Chiara, nell'arco di pochissimo tempo, vede sparire tutte le sue certezze, tutti i punti fermi della sua vita: il marito la convince a trasferirsi a Roma (dopo una vita passata a Vicarello), poi parte per Dublino e la molla per telefono; la rubrica che curava su una rivista viene affidata ad un'altra persona. E, insomma, la sua vita sembra proprio andare in frantumi. La sua analista le consiglia di fare un gioco: dieci minuti al giorno, ogni giorno, per un intero mese, in cui fare qualcosa di mai fatto prima.
Quindi lei, che non ha mai acceso un fornello, fa i pancake, mette uno smalto fucsia, va in palestra, pianta la lattuga...
A fare da contorno, la vita normale: gli amici, la famiglia e, soprattutto, il marito che, cercando di tornare, le dice che non è fatto per l'intimità, che possono stare assieme, ma vivendo vite separate.
In questo mese di gioco Chiara capisce che non è ciò che vuole, che lei un rapporto lo vuole completo, totalitario, non dieci minuti alla volta.
La mia domanda, però, è un'altra: cosa c'entra il gioco dei dieci minuti con la consapevolezza che acquisisce una trentaseienne nel capire che non esistono rapporti a metà?
Io credo che ognuno di noi abbia sofferto per amore, che nei primi mesi trascorsi dalla fine di un rapporto importante, sia stato a pezzi, non abbia fatto altro che pensare a quella persona, al modo per riportarla nella propria vita, agli errori fatti, ai rimedi possibili.
Poi, tutto si "decomprime". Pian piano si smette di soffrire, ci si apre al mondo, si ricomincia a vivere...si elabora il lutto!
Ed è questo, credo, quello che è accaduto a Chiara: ha elaborato il lutto per la fine del suo matrimonio ed è andata avanti. E, sinceramente, credo che il gioco dei dieci minuti sia stato solo la scusa per tirare fuori un altro libro.
Qualcuno dica alla Gamberale che ciò che conta, per noi lettori, è la qualità, non la quantità. Se pubblichi tre libri l'anno, ma uno è bello e gli altri due mediocri, io non ti compro più!
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