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Recensione 'La lettrice di tarocchi' di Jeanne Kalogridis


Titolo: La lettrice di tarocchi
Autore: Jeanne Kalogridis
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione:4 luglio 2012
Pagine: 504
Prezzo: 19,60 €
Versione e-book: 13,99 €
Trama: Le carte non mentono, a loro ho sempre chiesto lumi sul futuro. Ma perché non ho saputo leggerne tutti i segnali?
Ancora una volta sono accanto alla mia signora, Caterina, la figlia illegittima e più amata del crudele duca di Milano, Galeazzo Sforza, che solo davanti alla sua bellezza e al suo coraggio era capace di gesti di tenerezza paterna.
Sono accanto a lei come lo sono sempre stata, quando combatteva con la forza e l'abilità di un uomo e quando amava con la dolcezza e la passione di una donna. Qui, nella Rocca di Ravaldino, mentre fuori infuria la battaglia, arrivano le prime, sconfortanti notizie: Imola si è arresa al mortale nemico di Caterina,il duca Cesare Borgia, e ormai la fine della mia adorata signora è vicina...
Le carte non mentono; adesso è uscita la Torre e nel rumore assordante dell'artiglieria rivedo la nostra fine e il nostro inizio. E la mente torna al passato che abbiamo condiviso, a partire dalla nostra infanzia nel castello di Milano, quando io, Dea, trovatella di origini oscure, venni accolta alla corte degli Sforza dal grande cuore di Bona, moglie di Galeazzo, per crescere con i suoi figli legittimi e illegittimi e lì legai per sempre il mio destino a quello di Caterina, del cui cuore io sola conosco le pieghe più recondite.
Ma le carte non mentono...

Voti:
Trama  8
Personaggi  8
Stile  9
Incipit  8
Finale  8
Copertina  7
Voto complessivo  8

Nove giorni. Tanti ne ho impiegati per leggere questo libro. Brutto? No, anzi, bellissimo. Noioso? Poco avvincente? Illeggibile? Niente di tutto ciò ma pare proprio che una congiuntura astrale negativa (giusto per rimanere in tema!!!) ce l'avesse con me. Così tra marito in ferie, quindi in giro per casa (notevole impedimento alla lettura), giri per centri commerciali, puntate in piscina e, dulcis in fundo (poco dulcis, in verità!) un lancinante mal di testa che mi ha privata del piacere della lettura per quasi 24 ore, ecco spiegato il perché di tutto questo tempo impiegato per leggere un libro che, alla fin fine, conta 500 pagine.
Tant'è! Ce l'ho fatta. L'ho appena finito, appena archiviato, spento il Kobo e riletto gli appunti presi durante la lettura, quindi ... RECENSIONE!
Intanto, c'è da dire che i personaggi di questo romanzo sono tutti reali, tranne la voce narrante, Almadea, detta Dea, che poi sarebbe anche la lettrice di tarocchi. Accanto a lei, troviamo la famiglia Sforza, la famiglia de' Medici, i Borgia, i Colonna, gli Orsini...insomma tutti i protagonisti delle cronache della seconda metà del 1400.
La storia è narrata in prima persona propria da Dea, che cresce nella famiglia Sforza. Accanto a lei, Galeazzo, Duca di Milano e la moglie Bona, che, oltre ai figli naturali, GianGaleazzo ed Ermes, si prende cura anche delle figlie che Galeazzo ha avuto al di fuori del matrimonio, Caterina e Chiara e, appunto, di Dea.
Punto focale della nostra storia, assieme a Dea, sarà proprio Caterina, donna tenace, forte, mascolina, nonostante i tempi in cui vive.
Caterina e Dea crescono quasi come sorelle. Caterina è figlia naturale del Duca Galeazzo Sforza. Il giorno in cui il padre viene barbaramente assassinato, sarà anche quello in cui il tenace carattere di Caterina verrà fuori prepotentemente.
Poco dopo la morte del padre, Caterina sposa Girolamo Riario, figlio dell'allora Papa Sisto IV.
Col matrimonio, Caterina si trasferisce a Roma, costringendo Dea a seguirla.
Dea, qualche tempo prima aveva sposato Matteo, scrivano di fiducia di Galeazzo. Quando Matteo viene ucciso, Dea porta il suo corpo a Firenze perché lì lui desiderava essere sepolto.

Sotto un cielo azzurro abbagliante, Firenze appariva dorata, la parte meridionale tagliata in due dall'Arno con le sue anse argentee.


Durante la sua permanenza nella città toscana, Dea scopre che, in realtà, Matteo era suo fratello e l'aveva sposata solo per proteggerla. Matteo era cresciuto nella famiglia Medici ed era una loro spia. Dea vorrebbe rimanere a vivere a Firenze, ma Caterina non glielo consente, così si trasferisce a Roma con lei.
L'originaria Basilica di San Pietro, rovinata e macchiata, rabberciata e decrepita, abbagliava non l'occhio, ma l'anima.
Il matrimonio tra Caterina e Girolamo non è felice, ma lei farà di tutto per aiutare il marito nella sua ascesa sociale. Quando, però, muore Papa Sisto IV, Girolamo firma un patto con il Sacro Collegio e rinuncia alla carica di capitano dell'esercito papale, cedendo Castel Sant'Angelo in cambio di 4000 ducati e di Imola e Forlì.
Da quel momento, le redini della famiglia passeranno a tutti gli effetti in mano a Caterina, che, pur avendo accanto un uomo debole ed incapace, farà di tutto per mantenere alto il nome degli Sforza, intrattenendo rapporti di prestigio e tessendo trame infide alle sue spalle.
Durante lo scorrere del romanzo, più e più volte l'autrice sottolinea la capacità di Caterina, "nonostante donna" di tenere in mano il suo ducato, di stare alla pari con uomini come Rodrigo Borgia e suo figlio Cesare
Sarò anche una donna, ma ho il cervello di mio padre! Non sono idiota al punto di lasciare la fortezza.
Caterina riuscirà, nonostante la guerra e gli assalti continui alla sua fortezza, ad amare ancora. Dopo la morte del marito Girolamo, sposerà in segreto Giovanni de' Medici, da cui avrà un altro figlio.
L'unica cosa che la porterà a cedere definitivamente, ad accettare la prigionia e la tortura, sarà cercare di salvare la vita di Dea, che, fuggita dalla Rocca di Ravaldino, si introduce nella camera di Cesare Borgia con l'intento di avvelenarlo, ma viene scoperta, imprigionata e torturata.
Pur di non farla morire, Caterina cederà a Cesare e quando Dea le chiederà spiegazioni, lei dirà
Pensavo di essere coraggiosa perché non ho mai avuto paura di morire in battaglia. Ma ora capisco cosa sia il coraggio: aver paura e purtuttavia perseverare.
Come detto, è un libro pieno di personaggi e riferimenti storici, che coinvolge il lettore dalla prima all'ultima pagina, tenendolo sempre col fiato sospeso. A far da contorno alla storia vera e propria, il personaggio di Dea e i suoi tarocchi.
Unica pecca di questo romanzo è proprio il poco approfondimento che l'autrice fa del personaggio che, in fondo, dovrebbe essere il protagonista della storia: Dea. E' sempre un contorno  di Caterina e delle sue decisioni; sembra quasi uno strumento che Caterina stessa usa per arrivare dove vuole.
Altra piccola nota negativa, sono forse le eccessive descrizioni di ogni cosa, quasi si volesse allungare il brodo. Mentre, ad un terzo del romanzo, quasi come se la Kalogridis avesse improvvisamente fretta di portare a termine la storia, ecco che inizia ad accelerare i tempi, a dare informazioni sbrigative e frettolose. Nonostante tutto ciò, però, è realmente un bel libro, si legge volentieri ed è molto attinente alla storia reale.

L'autrice:  Jeanne Kalogridis è una studiosa di storia medievale,Jeanne materia da cui trae ispirazione per i suoi libri.
Nei suoi romanzi ricostruisce con gusto moderno l'Italia del Rinascimento, dando vita a personaggi femminili forti e passionali e ad intrecci avvincenti, ricchi di storia, arte e brivido.
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