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Recensione 'Il cuore selvatico del ginepro' di Vanessa Roggeri


SINOSSI
È notte. La notte ha un cielo nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l'orizzonte. È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie e per questo è maledetta. E nel piccolo paese dove è nata, in Sardegna, c'è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa strega. Liberarsene quella stessa notte, abbandonarla in riva al fiume. Così ha deciso la famiglia Zara. Ma qualcuno no ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. Lucia la salva e decide di chiamarla Ianetta e la riporta a casa. Non c'è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Ma il suo destino è già scritta. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà emarginata. Odiata. Reietta. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l'unica a non averne paura. Lei l'unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l'innocenza di Iannetta.
TITOLO: Il cuore selvatico del ginepro
AUTORE: Vanessa Roggeri
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 agosto 2013
PAGINE: 216
CODICE ISBN: 9788811684619
PREZZO: 14.90 €
E-BOOK: 9.99 €
VOTI
Trama 9
Personaggi 8
Stile 9
Incipit 9
Finale 9
Copertina 7
Voto complessivo 8.5

È la notte di Ognissanti del 1880, quando Assunta Zara mette al mondo la settima figlia femmina consecutiva. Secondo un'antica superstizione sarda, la settima figlia femmina consecutiva sarebbe stata una strega, una coga.
Gioga, gioga, soggioga la coga che gioga, gioca e soggioga.
Ronza di danza la mosca in stanza,
attento alla danza, morde e poi pranza

Nelle credenze popolari della Sardegna, le cogas erano streghe che di notte si intrufolavano nelle case in cui c'erano bambini maschi appena nati, per ucciderli.
La neonata viene consegnata al padre che, però, non ha la forza di ucciderla e la abbandona fuori casa, i balia di un temporale. Lucia, la primogenita di casa Zara, la vede e la salva. Da quel momento, Iannetta, così Lucia ha deciso di chiamarla, vivrà emarginata e odiata da tutti
I suoi giochi non avevano la luce dell'innocenza ma l'ombra di quella amara consapevolezza che solo di cose ormai morte poteva occuparsi, le uniche non potevano rifiutarla. Era talmente radicata in lei l'abitudine a essere odiata e scacciata da tutti che persino avvicinare un animale morto sembrava più sicuro rispetto a uno vivo. Le cose morte non protestavano e nemmeno bestemmiavano augurandole il male. In questo modo tutto suo Iannetta riusciva a sentirsi meno sola.
L'unica a non averne paura è proprio Lucia, che passerò la vita cercando di aiutarla e di non farsi soggiogare da riti, credenze e superstizioni.
L'incontro con Giuseppe, medico di Baghintos, l'amore e la conseguente emancipazione, aiuteranno Lucia a far sì che Ianetta non viva più da reietta.
Il fascino di questo libro consiste, soprattutto, nel fatto che l'autrice scrive di ciò che conosce.
Vanessa Roggeri è sarda ed è cresciuta con i racconti dei suoi nonni; pertanto, narra con precisione storie da lei stessa ascoltate. Questa precisione e la dovizia di particolari, le descrizioni minuziose di luoghi, credenze e culture, portano il lettore ad immedesimarsi in ciò che legge e a non riuscire a smettere di leggere fin quando non si arriva alla fine del romanzo.
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 Tempo di lettura: 3 giorni

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