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Recensione 'Amiche mie' di Silvia Ballestra


SINOSSI
Sofia, Carla, Norma e Vera: donne in prima linea sulla frontiera della vita che corre veloce. I figli frequentano le stesse scuole milanesi, così la mattina, prima del lavoro le quattro amiche condividono un caffè al bar Golden Palomino – una vera istituzione –, parlano di sé, di quello che succede intorno.
Sofia è un po' fissata con il cibo, con i pasti che ogni giorno diventano il campo su cui misurare la propria ansia di perfezione e le proprie nevrosi; Carla è angosciata dalla precarietà di un lavoro che non si è mai concretizzato, dal rapporto difficile con il marito (la cui carriera va a gonfie vele) e dal fatto di ritrovarsi intrappolata negli spazi e nei riti domestici; Norma, invece, è reduce da una separazione dolorosa, e si trova a fronteggiare i molti paradossi dell'essere di nuovo single a quarant'anni e con i figli al seguito; infine Vera, una donna che porta il mondo sulle spalle e non si ferma mai, la breadwinner di una famiglia in cui il marito ha perso il lavoro: sarà proprio lui, rovinato dalle slot, a sparigliare le carte in modo drammatico e inaspettato. Questo momento di crisi unisce le amiche e le costringe a confrontarsi. Ciascuna di loro darà del dramma di Vera la sua interpretazione, in quel coro femminile di riflessioni autonome e concentriche che, piano piano, conferisce senso alla realtà, anche quella più dura, rendendola pensabile e visibile, come in un caleidoscopio. Con una lingua vivace eppure sorvegliatissima, con una voce ironica e appassionata, Silvia Ballestra costruisce un'indagine serrata intorno ai grandi temi della vita contemporanea: la famiglia con le sue complesse dinamiche relazionali, il cibo, il lavoro – che per donne è una sfida quando c'è e quando, troppe volte, manca –, il lutto la politica, i figli da crescere, le battaglie, i tradimenti, l'amore che nonostante tutto a volte resiste come i funghi nell'aiuola di Marcovaldo. Ne esce un affresco intenso e lontano da stereotipi e ideologie, al tempo stesso caustico e struggente. Sofia, Carla, Norma e Vera dissezionano spietatamente le nostre ipocrisie ma soprattutto ci restituiscono il calore di tutte coloro che non smettono di voler capire, nutrire, camminare.
TITOLO: Amiche mie
AUTORE: Silvia Ballestra
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 febbraio 2014
PAGINE: 273
CODICE ISBN: 9788804634393
PREZZO: 16.00 €
E-BOOK: 9.99 €
TRAMA 6
PERSONAGGI 5
STILE 5
INCIPIT 5
FINALE 5
COPERTINA 8


Mi aspettavo una lettura scorrevole, con un tocco di leggerezza e qualche spunto di riflessione. Invece, mi sono ritrovata ad avere tra le mani un libro pesante, noioso, a tratti angosciante.
Le quattro protagoniste, Sofia, Carla, Norma e Vera, raramente interagiscono tra loro, se non in qualche sporadica e pressoché inutile conversazione mattutina al bar (e sempre più mi chiedo se chi scriva le sinossi abbia mai letto il libro!).
Per il resto, attraverso lo scorrere dell'anno scolastico, l'autrice ci racconta la vita delle quattro protagoniste.
Sofia, fissata con l'alimentazione corretta, è quella che mi ha suscitato maggiori antipatie: non fa altro che parlare di cibo, di OGM... poi rifila ai suoi figli i panini del Burger King perché lei deve andare a scuola a protestare per il cattivo cibo della mensa. Sic!Carla è in crisi perché la carriera del marito va a gonfie vele (vi giuro, le avrei volentieri cavato gli occhi!), mentre la sua non ha mai preso il via; le altre due, poi... lasciamo perdere!
È un libro che trasmette ansia: si parla di crisi economica, di lavoro che non c'è, di famiglie che cadono a pezzi, di donne nevrotiche... Tutto, però, senza offrire mai un raggio di sole al lettore che, arrivato all'ultima pagina, si ritrova con un senso di oppressione mentale.
Infine, l'autrice fa volume inserendo dialoghi e dettagli assolutamente superflui al fine della narrazione e della storia in sé. Bocciato!
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 Tempo di lettura: due giorni

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